sabato, Novembre 27, 2021
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Invasion, recensione della serie di Simon Kinberg con Sam Neill

La recensione di Invasion, la nuova serie di fantascienza con protagonista Sam Neill. Disponibile su Apple TV+ dal 22 ottobre.

Invasion, la nuova serie Apple TV+ ha per titolo una parola semplice ed evocativa; una parola che porta subito alla mente o immagini di guerra, tristemente molto reali, o voli di fantasia inerenti invasori provenienti da altri mondi. Proprio quest’ultimo è il soggetto di questa nuova serie tv di fantascienza: un’invasione aliena raccontata in dieci episodi (i primi tre sono disponibili sulla piattaforma di streaming dal 22 ottobre, i seguenti usciranno a scadenza settimanale).

Una nuova versione del canovaccio sulle aggressioni extraterrestri portata sul piccolo schermo dai due showrunner Simon Kinberg (produttore e sceneggiatore di molti film della 20th Century Fox dedicati agli X-Men) e David Weil (creatore delle serie Amazon Prime Video Hunters e Solos). Tra i diversi registi, che si avvicendano alla direzione dei vari episodi, spicca il nome del belga Jakob Verbruggen, dietro la macchina da presa anche nella prima stagione della bellissima The Fall – Caccia al serial killer (se volete recuperarla, è disponibile su Netflix).

La trama di Invasion è di natura corale: segue le vicende di diversi personaggi, sparsi in giro per il mondo, raccontando le varie fasi dell’incursione aliena dal loro punto di vista. Un ensemble di protagonisti e contesti variegato, che va dallo sceriffo sull’orlo della pensione John Bell Tyson (Sam Neill) all’operatrice dell’agenzia spaziale giapponese Mitsuki Yamato (Shioli Kutsuna).

Quando si tratta il classico soggetto fantascientifico dell’invasione aliena, è difficile affrancarsi del tutto da La guerra dei mondi, seminale romanzo di H. G. Wells che rappresenta, essenzialmente, la bibbia sull’argomento. Anche Kinberg e Weil pescano a piene mani più di una suggestione dal classico di Wells, declinandolo però ad una narrazione più vicina nei toni a quella della serialità drammatica.

Ivasion è infatti un serial che dà largo spazio ai drammi personali dei suoi protagonisti, quasi tutti problemi di natura quotidiana, esterni al contesto dell’invasione in corso. Le situazioni straordinarie che si troveranno ad affrontare, in alcuni casi, li aiuteranno anche a superare queste difficoltà di natura privata.

Un’invasione, quindi, raccontata con uno sguardo dal basso, marginale e quotidiano, che per certi versi assomiglia a quanto fatto da M. Night Shyamalan in Signs. Invasion è simile al film di Shyamalan anche nel suo ritmo lento, con i primi episodi quasi esclusivamente dedicati ad approfondire i rapporti interpersonali dei protagonisti, ancora intenti a capire quale sia l’origine degli strani fenomeni che stanno accadendo nel mondo.

Purtroppo questa lentezza si sente, sfociando a volte nella noia, vista la grave carenza di tensione e l’alternarsi di linee narrative coinvolgenti (la lotta per la sopravvivenza di una famiglia americana di origini mediorientali, una scolaresca britannica in gita) ad altre poco interessanti (un soldato di stanza in Afghanistan, l’indagine di una ragazza sulla misteriosa scomparsa dell’equipaggio di una missione spaziale giapponese). Dovremmo aspettare fino al sesto episodio, più di metà dell’intera stagione, prima che la storia entri davvero nel vivo.

Invasion è una visione a tratti interessante, ben interpretata dal suo cast (menzione speciale per il succitato Sam Neill e per Golshifteh Farahani), ma che presto annoia. Un lungo preambolo che sul finale non ripaga l’attesa; se vi aspettate di vedere caterve di astronavi e alieni, questa non è di sicuro la serie che fa per voi.

Guarda trailer ufficiale di Invasion

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Invasion racconta un'invasione aliena dal basso e con toni da serie drammatica. Il largo spazio dedicato ai rapporti e ai problemi personali dei protagonisti cade purtroppo spesso nella noia, La serie si rivela un lungo preambolo, con poca tensione, in generale non del tutto soddisfacente.
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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