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Spider-Noir, recensione della serie con Nicolas Cage

Direttamente da Spider-Man: Un nuovo universo arriva la serie Spider-Noir, con Nicolas Cage nei panni di Ben Reilly. In streaming su Prime Video a partire dal 27 maggio.

Quando il noir si fece strada nel rigidissimo sistema di regole del cinema classico hollywoodiano, a partire dagli anni ‘40, divenne ben presto tra i principali promotori di una serie di rotture linguistiche e narrative che avrebbero portato, vent’anni dopo, alla nascita del cinema moderno di Godard, Truffaut e tutta la Nouvelle Vague francese. Senza Il mistero del falco o Viale del tramonto, insomma, non esisterebbero Fino all’ultimo respiro o I 400 colpi, che diedero inizio a un’epoca cinematografica dove autore e soggetto filmico erano legati a un doppio filo inestricabile. 

Una lettera d’amore al noir

Abbandonando la ferrea logica di causa-effetto che aveva dominato le narrazioni sul grande schermo fino a quel momento, il noir diventa il genere in cui osare, sperimentare nuove soluzioni visive, esplorare nuovi territori psicologici, più torbidi e tormentati. Le prefabbricate figure maschili sono state le prime a crollare, insieme all’idea di lieto fine, mentre la donna si trasformava in femme fatale, enigma irrisolvibile e irresistibile portatrice di guai. 

Oggi, tutte queste innovazioni appaiono già parecchio consolidate e sono penetrate nell’immaginario collettivo ormai da decenni, anche per chi non avesse mai visto un film di quegli anni. Qualsiasi prodotto che voglia rifarsi a quegli stessi codici e a quelle stesse atmosfere, dunque, non può che configurarsi come semplice omaggio. Una lettera d’amore, se vogliamo, che però deve fare i conti con la sensibilità di uno spettatore contemporaneo per non apparire eccessivamente derivativa o poco ispirata. Spider-Noir è esattamente questo. 

Spider-Noir. Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC

Un investigatore privato nella New York degli anni ’30

Il punto di partenza di questa serie Prime Video è il film animato Spider-Man: Un nuovo universo, dove il personaggio di Ben Reilly/Spider-Man Noir faceva un’incursione nell’universo di Miles Morales. A doppiarlo c’era Nicolas Cage, che qui riprende il ruolo ma questa volta dovendogli dare forma, corpo e fisicità. Interpretare un supereroe agile e scattante a sessantadue anni: mica facile! Per fortuna indossa sempre una maschera, per cui immaginiamo che difficilmente, quando svolazza tra i palazzi di New York e si lancia in acrobazie ragnesche, dietro di essa ci sia davvero lui. 

Se Peter Parker è un fotografo o – nelle iterazioni più recenti – un brillante scienziato, Ben Reilly fa l’investigatore privato. Come potrebbe essere altrimenti, visto il genere? La sua New York è quella degli anni ‘30, in piena Grande Depressione e nel periodo in cui gli strascichi della prima guerra mondiale ancora si facevano sentire. E, sempre in piena coerenza col genere di appartenenza, le minacce con cui il protagonista avrà a che fare saranno legate a una donna, Cat Hardy (Li Jun Li), che lo spingerà a reindossare il costume dopo un periodo di inattività dovuto a una crisi personale.

Spider-Noir. Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC

A colori o in bianco e nero?

Tra amori destinati alla tragedia, uno spietato boss malavitoso (un ottimo Brendan Gleeson) e l’improvvisa apparizione di individui dotati di superpoteri, Spider-Noir è, proprio come sintetizza il titolo, un riuscito incrocio tra narrativa supereroistica e atmosfere noir. Sviluppato da Steve Lightfoot e Orien Uzel e prodotto da – indovinate? Ormai sono dietro a qualsiasi cosa – Phil Lord e Chris Miller, lo show vive di questa doppia anima, resa visivamente esplicita da un aspetto peculiare e alquanto inedito: esiste in due versioni, una a colori e una in bianco e nero. 

La prima rappresenta l’essenza da cinecomic e risalta di più nelle scene più movimentate e spettacolari (poche, ma ben realizzate), anche se la fotografia ha una pasta che resta coerente con il periodo di ambientazione. La seconda abbraccia invece i contrasti di illuminazione tipici del noir, ed è forse quella che meglio si adatta ai toni della storia. Certo, si può considerare la questione del fascino intrinseco che si prova nel vedere un prodotto supereroistico in bianco e nero, ma in realtà sembra che a livello di inquadrature, angoli di ripresa e movimenti di macchina, la regia prediliga il “Noir” piuttosto che lo “Spider”. 

Spider-Noir. Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC

Un esperimento riuscito, con un carismatico Cage

Tolto il lato estetico, sul piano narrativo Spider-Noir offre in realtà ben poco di originale: non solo in quanto omaggio esplicito a un pezzo di storia del cinema, ma proprio come origin story fumettistica. Tuttavia, per quanto l’intreccio non riservi particolari sorprese (né inciampi, se è per questo), è pur vero che l’interessante mix tra le vicende investigative, l’azione e i temi tipici degli albi dedicati all’Uomo Ragno – mutazioni genetiche, esperimenti finiti male, eticità della scienza, il conflitto di identità – si amalgamano piuttosto bene tra loro. E dopo un paio di episodi introduttivi, tutte le storyline entrano finalmente nel vivo e iniziano a coinvolgere come dovrebbero.

Il vero cuore della serie, comunque, resta il protagonista. In Spider-Man: Un nuovo universo Nicolas Cage era chiamato a interpretare un comic relief, mentre in Spider-Noir – mantenendo comunque una certa verve comica – dona abbastanza spessore e carisma al suo Ben Reilly da trainare tutti gli altri personaggi con sé. All’inizio, questi ultimi risultano un po’ sacrificati all’ombra di Cage, ma piano piano acquistano una loro identità e arrivano all’ultimo episodio come dei comprimari completi a tutti gli effetti. Per una serie, questa è forse la cosa più importante, e Spider-Noir non fallisce nel compito. Diventando, in definitiva, un riuscito esperimento e un esempio di come il mondo dei cinefumetti può ancora appassionare e divertire il pubblico. 

Guarda il trailer ufficiale di Spider-Noir

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Diviso tra l'anima da cinecomic e quella di omaggio al noir degli anni '40, Spider-Noir è un buon mix di azione, vicende investigative e temi tipici dei fumetti sull'Uomo Ragno. Nicolas Cage è un carismatico protagonista e, per quanto l'intreccio non sia particolarmente originale, può considerarsi un esperimento riuscito. Delle due versioni, meglio quella in bianco e nero.

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