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The Punisher: One Last Kill, recensione dello speciale targato Marvel Television

Jon Bernthal torna nei panni del celebre antieroe Marvel. The Punisher: One Last Kill è disponibile su Disney+.

Nato come antagonista dell’Uomo Ragno sulle pagine di The Amazing Spider-Man n. 129, il Punitore è presto diventato uno dei personaggi più popolari di casa Marvel. Un vigilante dal taglio più realistico, armato fino ai denti, che si erge a giudice, giuria e boia correggendo quelli che, secondo lui, sono i limiti della legge. Una sorta di riflesso oscuro dei giustizieri senza macchia e senza paura delle testate supereroistiche, sempre pronti a fermarsi prima di superare il limite lasciandosi ad esecuzioni sommarie.

L’abbandono dell’impostazione family friendly

Una figura violenta e brutale che, fino a poco tempo fa, sembrava inconciliabile con l’impostazione family friendly sposata dal Marvel Cinematic Universe. Ma con l’introduzione di Daredevil e degli altri personaggi delle vecchie serie Netflix, l’MCU sembrerebbe essersi lasciato definitivamente alle spalle il periodo delle produzioni esclusivamente PG-13. In un’operazione di diversificazione dei suoi prodotti, la piattaforma di streaming Disney+, infatti, è diventata essenzialmente la casa per serie e special Marvel pensati per un pubblico più maturo (Echo, Licantropus – Werewolf by Night).

Dopo la sua apparizione nella prima stagione di Daredevil: Rinascita, tocca proprio al nostro caro Punitore, al secolo Frank Castle, avere uno special televisivo a lui dedicato: The Punisher: One Last Kill, disponibile in streaming dal 13 maggio, naturalmente su Disney+. Un mediometraggio di una cinquantina di minuti diretto da Reinaldo Marcus Green (Una famiglia vincente – King Richard, Bob Marley: One Love), che firma anche la sceneggiatura assieme alla star del progetto: l’attore Jon Bernthal, che si era già cimentato con la scrittura nel recente episodio speciale di The Bear.

The Punisher: One Last Kill. Photo Courtesy of Marvel. © 2026 Marvel. All Rights Reserved.

Di cosa parla The Punisher: One Last Kill

Dopo aver eliminato i membri della famiglia mafiosa Gnucci, fra i principali responsabili della morte della moglie e dei figli, il Punitore (Bernthal), rimasto senza scopo, è caduto in una profonda crisi esistenziale. Ma il cupo vigilante deve ancora attendere prima di ritirarsi definitivamente dalle scene: l’ultima sopravvissuta del clan malavitoso, la matriarca Ma Gnucci (Judith Light), ha infatti messo una taglia sulla sua testa. Il quartiere di Little Sicily, già scosso dai disordini causati dal vuoto di potere lasciato dalla disfatta dei Gnucci, è pronto a trasformarsi in una trappola mortale.

Un personaggio dalle cicatrici profonde

Il Frank Castle che troviamo all’inizio di The Punisher: One Last Kill è un relitto. Un pugile suonato che ha incassato troppi colpi nella sua lunga carriera sul ring, con il naso rotto e afflitto da continui dolori, che cerca di anestetizzare con alcol e antidolorifici. Una introduzione perfetta, che mostra subito una delle differenze fondamentali fra il personaggio e gli altri colorati eroi che popolano l’universo Marvel: la sua umanità. Il Punitore, infatti, è un vigilante urbano credibile, più vicino al Charles Bronson de Il giustiziere della notte che a un classico paladino mascherato dotato di superpoteri.

Ma le sue cicatrici mentali sono ancora più profonde di quelle fisiche. Frank è tormentato dai fantasmi del suo passato, come i suoi commilitoni del corpo dei marines, e soprattutto da quelli della sua famiglia, trucidata dalla malavita newyorchese. La vendetta è l’unico motore che continua a farlo andare avanti (all’inizio dello special, credendo di avere ormai eliminato tutti i suoi bersagli, il nostro arriva addirittura a pensare di farla finita).

The Punisher: One Last Kill. Photo Courtesy of Marvel. © 2026 Marvel. All Rights Reserved.

La migliore trasposizione su schermo del celebre antieroe

Bernthal, in The Punisher: One Last Kill, non solo riesce a conferire al personaggio questa profonda sofferenza da broken man che ha perso la bussola, ma anche la giusta ferocia da animale rabbioso quando è chiamato ad agire. Una furia omicida che si scatena in scene d’azione brutali e adrenaliniche, più vicine alla concretezza di pellicole come The Raid – Redenzione (il film di Gareth Evans è richiamato anche dall’ambientazione circoscritta, essenzialmente la palazzina dove si nasconde Frank e la strada di fronte) che ai pupazzi digitali della maggior parte delle produzioni MCU. The Punisher: One Last Kill, senza alcun dubbio, offre la trasposizione su schermo più convincente del celebre antieroe dei fumetti.

Guarda il trailer ufficiale di The Punisher: One Last Kill

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Dopo la sua apparizione nella prima stagione di Daredevil: Rinascita, il Punitore torna di nuovo nell'MCU con lo special televisivo The Punisher: One Last Kill. Il Frank Castle che troviamo all'inizio di questo special è un uomo pieno di cicatrici, sia fisiche che mentali, e sull'orlo del baratro. Il protagonista Jon Bernthal, anche co-sceneggiatore, riesce a conferire al personaggio non solo la giusta dose di sofferenza da Dopo la sua apparizione nella prima stagione di Daredevil: Rinascita, il Punitore torna di nuovo nell'MCU con lo special televisivo The Punisher: One Last Kill. Il Frank Castle che troviamo all'inizio di questo special è un uomo pieno di cicatrici, sia fisiche che mentali, e sull'orlo del baratro. Il protagonista Jon Bernthal, anche co-sceneggiatore, riesce a conferire al personaggio non solo la giusta dose di sofferenza da broken man, ma anche una ferocia da animale rabbioso. Una furia che esplode in violente scene d'azione, più vicine alla concretezza di film come The Raid – Redenzione che alla maggior parte delle produzioni Marvel. La migliore trasposizione su schermo dell'iconico personaggio.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Dopo la sua apparizione nella prima stagione di Daredevil: Rinascita, il Punitore torna di nuovo nell'MCU con lo special televisivo The Punisher: One Last Kill. Il Frank Castle che troviamo all'inizio di questo special è un uomo pieno di cicatrici, sia fisiche che mentali, e sull'orlo del baratro. Il protagonista Jon Bernthal, anche co-sceneggiatore, riesce a conferire al personaggio non solo la giusta dose di sofferenza da Dopo la sua apparizione nella prima stagione di Daredevil: Rinascita, il Punitore torna di nuovo nell'MCU con lo special televisivo The Punisher: One Last Kill. Il Frank Castle che troviamo all'inizio di questo special è un uomo pieno di cicatrici, sia fisiche che mentali, e sull'orlo del baratro. Il protagonista Jon Bernthal, anche co-sceneggiatore, riesce a conferire al personaggio non solo la giusta dose di sofferenza da broken man, ma anche una ferocia da animale rabbioso. Una furia che esplode in violente scene d'azione, più vicine alla concretezza di film come The Raid – Redenzione che alla maggior parte delle produzioni Marvel. La migliore trasposizione su schermo dell'iconico personaggio.The Punisher: One Last Kill, recensione dello speciale targato Marvel Television