Era il 2015, quattro anni prima dell’arrivo del servizio di streaming Disney+, quando Marvel Television lanciava la sua prima serie nata in collaborazione con Netflix: Daredevil. A tre anni dall’uscita dell’originale The Avengers, il piano era quello di espandere il Marvel Cinematic Universe anche attraverso produzioni televisive co-prodotte e ospitate da soggetti terzi, come Agents of SHIELD della ABC.
Le serie Netflix si sarebbero distinte per il loro approccio maturo e violento alla materia supereroistica, focalizzandosi sui vigilanti di strada (Jessica Jones, Luke Cage, ecc.), in un contesto urbano vicino alla quotidianità e lontano dalle più marcate derive fantastiche delle produzioni cinematografiche. Lo scopo era quello di mostrare al pubblico un lato diverso dell’universo condiviso di casa Marvel, piano in seguito abbandonato con l’avvento della piattaforma proprietaria di Disney e la conseguente cancellazione delle suddette serie, almeno fino ad oggi.
Sono passati sette anni dall’ultima stagione dell’originale serie di Daredevil, lungo periodo in cui i fan hanno atteso spasmodicamente una nuova avventura in solitaria del vigilante nell’MCU. Mentre Matt Murdock e il suo alter ego, sempre interpretato da Charlie Cox, venivano reintrodotti nella continuity ufficiale in Spider-Man: No Way Home e She-Hulk: Attorney at Law, sono cresciuti anche i dubbi su come questa nuova gestione avrebbe potuto snaturare la cupezza e la drammaticità del personaggio.
Timori in parte mitigati da Echo, prima miniserie TV-MA dell’MCU, dove sia Daredevil che la sua nemesi Kingpin, precedentemente visto in Hawkeye, hanno fatto la loro comparsa. Ma adesso siamo giunti al momento della verità con l’imminente uscita di Daredevil: Rinascita, disponibile su Disney+ a partire dal 5 marzo. Una nuova serie tutta dedicata al Diavolo di Hell’s Kitchen e creata per il piccolo schermo da Dario Scardapane (Jack Ryan), Matt Corman (The Enemy Within) e Chris Ord (Covert Affairs).

Fra vecchio e nuovo
Un terribile trauma, causato da un’inaspettata imboscata da parte dell’assassino Bullseye (per il ruolo è stato ripreso dalla vecchia serie Wilson Bethel) in cerca di vendetta, porta l’avvocato cieco Matt Murdock alla drastica decisione di chiudere con la sua doppia vita di vigilante. Dopo un anno, passato esclusivamente dedicandosi alla sua attività legale per un nuovo studio, un evento sconvolgente potrebbe forzare il ritorno all’azione dell’eroe mascherato: l’inaspettata elezione del suo nemico mortale Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio), alias Kingpin, a sindaco di New York. Una vittoria ottenuta cavalcando le divisioni dell’opinione pubblica sul tema dei vigilanti, testimoniata dai reportage video della giovane giornalista web BB Urich (Genneya Walton), nipote del compianto Ben. Ma quali sono i veri piani del machiavellico e pericoloso boss criminale?
Dopo questa breve sintesi della trama di Daredevil: Rinascita, molti di voi si staranno chiedendo quanto dello show Netflix sia stato traslato in questa nuova incarnazione del personaggio. Ebbene, la serie di Disney+, almeno nei primi due episodi che abbiamo visto in anteprima, sembrerebbe non negare nessuno degli eventi delle tre stagioni precedenti, con anche il ritorno di volti noti come Deborah Ann Woll e Elden Henson, rispettivamente nei ruoli di Karen Page e Foggy Nelson. Ma Daredevil: Rinascita, pur accreditando quanto narrato in precedenza, rappresenta anche un nuovo inizio per il supereroe, godibile indipendentemente dalla nostra conoscenza della vecchia serie.
L’operazione a cui ci troviamo di fronte assomiglia tanto a quanto accade nel mondo dei fumetti, quando un nuovo team creativo prende in mano la testata dedicata a un certo personaggio. La continuity precedente non viene ignorata, ma si dà il via anche a un nuovo ciclo di storie, punto d’inizio ideale per i lettori neofiti. Occasione per introdurre anche tutto un nuovo cast di comprimari, come l’avvocato Kirsten McDuffie (Nikki M. James) e il nuovo interesse amoroso Heather Glenn (Margarita Levieva).

Le ispirazioni fumettistiche
Continuando a parlare di ispirazioni fumettistiche, più che alla famosa storyline “Rinascita” di Frank Miller e David Mazzucchelli, come lascerebbe intendere il titolo, la serie si rifà a cicli ben più recenti del Diavolo custode, visto anche che elementi di quella storia erano stati già adattati nella seconda e terza stagione del vecchio show.
Daredevil: Rinascita prende principalmente ispirazione dalla run a fumetti scritta da Charles Soule, per quanto concerne l’idea di Fisk sindaco e l’introduzione del serial killer Muse (seppur ancora assente nei primi episodi, la presenza del villain è stata rivelata da anticipazioni e trailer). Un’altra importante fonte è sicuramente il lavoro fatto sul personaggio da Brian Michael Bendis, soprattutto nella storia “Il processo del secolo”, dove largo spazio è dato al ruolo di Matt come avvocato (anche nella serie tv in esame, il protagonista si ritroverà a dover difendere in tribunale il vigilante White Tiger).
Daredevil: Rinascita, almeno in questi primi episodi, dedica un sacco di tempo all’aspetto legal del personaggio, qui intento a utilizzare i suoi sensi ipersviluppati più come uno strumento di indagine, alla ricerca di informazioni e indizi utili al suo caso, che per la sua attività di eroe in costume, per il momento accantonata. Due puntate dove questa parte legale si alterna alle macchinazioni di Kingpin, riprendendo i toni da crime drama tanto apprezzati della serie precedente. Uno show pensato per un pubblico più maturo, dove l’azione supereroistica – l’elaborato scontro in piano sequenza con Bullseye, presente nel prologo – è centellinata in mezzo all’infittirsi dei vari intrighi e all’approfondimento dei rapporti fra i personaggi.
Trovano spazio anche inquietanti paralleli con il presente, con un Fisk, politico populista, pronto ad approfittarsi degli istinti più bassi degli elettori, sfruttando anche il potere dei social media (la sua comunicazione è curata dal giovane e spregiudicato Daniel Blake, interpretato da Michael Gandolfini). Daredevil: Rinascita, in questi primi due episodi, si presenta come una degna continuazione della cupa e violenta serie Netflix, pronta a soddisfare i fan della prima ora e non solo.


