Carlo Verdone torna dietro (e davanti) la macchina da presa con Scuola di seduzione, una commedia corale che mette al centro le fragilità emotive del presente. Il film, destinato direttamente alla piattaforma Paramount+, è stato presentato alla stampa dal regista insieme ai protagonisti Karla Sofía Gascón, Lino Guanciale e Vittoria Puccini, al resto del cast e ai produttori Aurelio e Luigi De Laurentiis, offrendo uno sguardo non solo sul progetto ma anche sul momento che sta vivendo il cinema italiano.
La genesi del film
“Tutto nasce da un bisogno molto contemporaneo: quello di sedurre ed essere sedotti”, ha spiegato Aurelio De Laurentiis, sottolineando come il film voglia raccontare una società sempre più insicura e in cerca di conferme. Un’idea che si amplia nelle parole del figlio Luigi De Laurentiis: “Ci interessava raccontare tante età diverse, parlando a pubblici differenti, attraverso personaggi che cercano di capire come rimettersi in gioco e affrontare le proprie paure. Oggi il mondo è sempre più frammentato e isterico, e il film racconta proprio le azioni di questi personaggi così diversi fra loro”.
L’origine del titolo nasce da un’intuizione precisa. Carlo Verdone ha raccontato: “L’idea viene da un articolo del The Guardian che parlava dell’esplosione delle scuole di seduzione in Inghilterra: si trattava di proposte online di psicologi che aiutavano le persone a rafforzare la propria autostima e a sentirsi meno inadeguate”.

Il coinvolgimento di Karla Sofía Gascón
Determinante per il film è stato l’incontro tra Aurelio De Laurentiis e Karla Sofía Gascón. Il produttore ha raccontato che tutto è iniziato a Los Angeles, quando rimase colpito dalla bravura dell’attrice dopo aver visto Emilia Pérez. L’incontro è poi avvenuto all’Ischia Global Film & Music Festival 2025, dove De Laurentiis ha premiato l’attrice. “Sono andato, l’ho incontrata e le ho detto: sei un’attrice completa, straordinaria. Poi le ho proposto di venire a Roma per incontrare Verdone. Ha accettato”.
Dopo l’Oscar sfiorato (e le tante polemiche), per l’attrice Scuola di seduzione è inserito in una fase molto dinamica della sua carriera: è attualmente coinvolta in tanti progetti internazionali, tra cui un film con un regista premio Oscar di cui non può ancora parlare. “Ogni film è un’avventura nuova, e questa è stata l’avventura romana”, ha dichiarato, sottolineando anche il suo legame con l’Italia, dove aveva già vissuto e lavorato negli anni ’90.

Il ritorno alla regia di Verdone
Dopo oltre cinque anni lontano dal cinema, Carlo Verdone ha evidenziato un ritorno carico di dubbi: “Mi sono chiesto se fossi ancora in grado di reggere i tempi e i ritmi di un film”. Dubbi sciolti grazie al lavoro sul set e ad un cast che il regista ha definito “meraviglioso”, sottolineando il clima di grande serenità e collaborazione.
Scuola di seduzione nasce come una commedia corale, una scelta precisa dopo quattro stagioni di Vita da Carlo, in cui l’attore era al centro della scena: “Volevo essere uno dei tanti e fare una buona regia”, ha spiegato, costruendo un racconto in cui tutti i personaggi hanno lo stesso peso.
Il cast tra ironia e “timore reverenziale”
Tra gli interventi più riusciti, quello di Lino Guanciale: “Il mio è probabilmente il personaggio più sfigato”, ha detto con ironia, spiegando come la cosa che più lo abbia colpito del copione sia il fatto che ogni figura nasconde una fragilità intima, capace di generare empatia nello spettatore. E ha aggiunto: “Se Carlo mi avesse chiamato anche solo per portare i caffè, sarei venuto lo stesso”.
Vittoria Puccini ha raccontato invece l’esperienza sul set tra entusiasmo – “è stato il coronamento di un sogno” – e una sorta di “timore reverenziale”: “Girare una scena di commedia davanti a Verdone è come se Federer ti chiedesse di mostrargli come fare una volée”. L’attrice ha descritto anche il metodo di lavoro del regista: prima di ogni scena il cast leggeva insieme il testo, e Verdone interpretava inizialmente tutti i ruoli. “Io pensavo: oddio, Carlo è più bravo di me a fare Giuliana, ha i tempi perfetti e una comicità irresistibile”. Ha poi concluso: “È stata veramente un’esperienza che porterò sempre nel mio cuore”.

Tra piattaforme e sala: il futuro del cinema
Scuola di seduzione uscirà direttamente su Paramount+, ma il tema della sala resta centrale nel discorso sul cinema di oggi. Alla domanda se senta la mancanza di vedere un proprio film sul grande schermo, il regista romano ha risposto con decisione: “Il prossimo film sarà per la sala. Ci sto già lavorando, sono instancabile. Lavoro più adesso che quando avevo 35 anni”. Una risposta che lascia intendere come il ritorno alla sala sia già nei suoi progetti futuri, pur in un momento in cui la distribuzione su piattaforma rappresenta una realtà sempre più presente.
Il cinema italiano e lo scontro con la politica
Verdone ha individuato nel problema della scrittura uno dei nodi principali del cinema italiano di oggi, sottolineando come anche la politica non abbia aiutato, tra errori e gestione poco efficace del settore. “Oggi si producono meno film, ed è una situazione preoccupante soprattutto per le piccole produzioni, che spesso rappresentano un’occasione per far emergere nuovi talenti”. Da qui la necessita urgente di un ricambio generazionale: “Servono nuovi volti, nuovi autori e nuovi registi”.
Più diretto e polemico Aurelio De Laurentiis, che ha criticato apertamente la gestione politica del settore, e in particolare riferendosi al ministro della cultura Alessandro Giuli: “Quando hai a disposizione 650 milioni l’anno e li gestisci così, forse non sei adatto a fare il ministro”. Il produttore ha denunciato sprechi e mancanza di meritocrazia: “Il cinema italiano molto spesso ha derubato i soldi pubblici”. Ha infine lanciato una provocazione diretta, invitando il ministro a confrontarsi pubblicamente con chi lavora nel settore per spiegare scelte e strategie, sottolineando come oggi il cinema italiano abbia più che mai bisogno di competenza e dialogo.
Scuola di seduzione sarà disponibile su Paramount+ a partire dal 1° aprile.


