sabato, Novembre 27, 2021
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Vita da Carlo, recensione della serie Amazon sulla vita di Carlo Verdone

La recensione di Vita da Carlo, la serie comedy in cui Carlo Verdone rivela per la prima volta la sua sfera più intima. Dal 5 novembre su Amazon Prime Video.

Dopo aver trascorso oltre quarant’anni a raccontare, attraverso i toni della commedia, il disagio e le nevrosi dell’uomo comune di fronte al cinismo e agli eccessi della società, Carlo Verdone si mette finalmente a nudo e punta l’occhio della macchina da presa verso quello che, ad oggi, può essere definito senza retorica alcuna il più grande personaggio di tutti: se stesso.

Dal prossimo 5 novembre, infatti, sarà disponibile su Amazon Prime Video Vita da Carlo, la prima incursione dell’attore, regista, sceneggiatore e comico romano nel mondo della serialità, pronta a regalare uno sguardo inedito sulla vita di uno degli interpreti più amati dal pubblico italiano. La serie è stata presentata in anteprima, come Evento Speciale, alla 16esima Festa del Cinema di Roma ed è composta da 10 episodi della durata di 30 minuti ciascuno: questa recensione è basata esclusivamente sulla visione dei primi quattro, i soli mostrati in anteprima alla kermesse capitolina.

Con la tradizionale leggerezza e ironia che da sempre contraddistinguono lo sguardo di Verdone sulla realtà, la vita di una delle icone del cinema italiano si apre per la prima volta ad un pubblico internazionale, grazie alla distribuzione targata Amazon Original. Attraverso lo sguardo dissacrante con cui Verdone ha conquistato il cuore del suo pubblico, Vita da Carlo, scritta insieme a Nicola Guaglianone e Menotti (già dietro Benedetta follia del 2018) e prodotta da Filmauro, si pone l’obiettivo di raccontare l’uomo oltre l’attore, oltre l’icona del cinema, oltre la “maschera”.

Nella vita di Carlo Verdone c’è spazio non solo per il cinema e per il suo pubblico, ma anche per la famiglia e per l’amore. Un evento inaspettato stravolge la sua quotidianità: Carlo viene ripreso per strada mentre si sfoga parlando dei problemi che affliggono la sua Roma, la città che ama sopra ogni cosa. Inevitabilmente, il video diventa virale e il Presidente della Regione gli fa una proposta tanto lusinghiera quanto spiazzante: candidarsi a nuovo Sindaco della Capitale. Di lì a poco, la notizia arriverà alla stampa e alle televisioni, innescando una serie di eventi che metteranno a dura prova la vita di uno dei più famosi attori e comici italiani.

Vita da Carlo appare come una lunga seduta di psicanalisi, filtrata attraverso la quotidianità di un uomo travolto dall’enorme popolarità e dall’amore instancabile (e spesso invadente) del suo pubblico. Una seduta di psicanalisi perché, nella serie, Verdone sembra rivelarsi per la prima volta allo spettatore come forse non aveva mai fatto in passato, passando al setaccio una vita privata fatta di entusiasmi e fragilità, ma anche di idiosincrasie, ossessioni e paure, e un’altra, quella professionale, costellata da grandi successi e da “maschere” forse troppo ingombranti, da quei famosi “personaggi” (Ruggero Brega, Furio Zoccano, Sergio Benvenuti, Raniero Cotti Borroni, Armando Feroci, solo per citarne alcuni) che, nel bene e nel male, sono stati croce e delizia di una carriera all’apparenza imperturbabile, capace però al tempo stesso di prosciugare energie e serenità.

In Vita da Carlo, quindi, la narrazione viene costantemente alimentata da una sorprendente autocritica che riguarda essenzialmente tanto la sfera privata quanto la sfera pubblica, strumento del quale Verdone si serve per riflettere su chi è stato e su chi potrebbe ancora essere, non soltanto agli occhi delle persone che ancora oggi osanno il suo cinema, il suo linguaggio, la sua figura, ma anche agli occhi di chi lo conosce davvero, degli affetti più cari.

A scandire il ritmo della narrazione, tuttavia, è come sempre quell’inconfondibile stile “medio-alto” che da sempre contraddistingue il cinema di Verdone, fatto di gag dal sapore genuinamente retrò che riflettono l’umanità improbabile e variegata che si insinua con prepotenza nella vita di Carlo, dando vita a situazioni surreali, a tratti eccessive, al confine tra realtà e immaginazione che, pur nel loro essere all’apparenza irresistibili, sono tuttavia lo specchio di una comicità forse in via d’estinzione, indissolubilmente legata ad un passato glorioso, un passato dalla cui ombra è forse impossibile slegarsi.

Al di là di alcune palesi (ma perdonabili) ingenuità tecniche e narrative, Vita da Carlo è, da un lato, il ritratto travolgente di un uomo/personaggio carico di sensibilità e umanità, che decide di puntare l’obiettivo su un momento assai particolare della sua vita e della sua carriera, in cui si alternano consapevolezza, rassegnazione, ma anche voglia di cambiamento; dall’altro, il ritratto dolceamaro di un attore e regista iconico che è stato e sempre sarà – oltre i pregi e i difetti, nonostante il rifiuto di un’eredità “pesante” – lo specchio di una romanità estremamente autentica e genuina.

Guarda il trailer ufficiale di Vita da Carlo

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Vita da Carlo è, da un lato, il ritratto travolgente di un uomo/personaggio carico di sensibilità e umanità, che decide di puntare l'obiettivo su un momento assai particolare della sua vita e della sua carriera, in cui si alternano consapevolezza, rassegnazione, ma anche voglia di cambiamento; dall'altro, il ritratto dolceamaro di un attore e regista iconico che è stato e sempre sarà - oltre i pregi e i difetti, nonostante il rifiuto di un'eredità "pesante" - lo specchio di una romanità estremamente autentica e genuina.
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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