venerdì, Giugno 14, 2024
HomeRecensioniX-Men: Apocalisse, recensione del film di Bryan Singer

X-Men: Apocalisse, recensione del film di Bryan Singer

Dopo quel ponte temporale tra passato, presente e futuro che era stato Giorni di un futuro passato, siamo finalmente giunti all’ora dell’Apocalisse. Con un intro che riporta alla memoria le grandi pellicole sci-fi della metà degli anni ’90, Bryan Singer introduce il personaggio di En Sabbah Nur, il primo e il più potente dei mutanti, venerato come un dio sin dall’alba della civiltà, intenzionato (una volta risvegliatosi negli anni ’80) a purificare l’umanità e creare un nuovo ordine mondiale servendosi dell’aiuto di Quattro Cavalieri a cui la vita ha tolto tutto, dalla rabbia e dall’odio incontenibili.

A due anni di distanza dall’uscita di quello che è indiscutibilmente il miglior film della saga di X-Men (spin-off inclusi), Bryan Singer chiude un (altro) cerchio e porta a compimento la trilogia prequel dedicata a questi supereroi eccezionali e carismatici che ancora una volta – con il loro cammino quanto mai difficile e oscuro verso l’accettazione non solo da parte del mondo ma anche verso se stessi – rappresentano il vero cuore pulsante della storia.

I difetti di sceneggiatura (palesi e volutamente dichiarati, considerata l’intricata continuity del franchise) sono davvero poca roba di fronte ad un racconto fortemente strutturato che intrattiene dall’inizio alla fine, in un tripudio di azione ed emozione (e in questo caso anche di computer graphics) che aveva già fatto la fortuna dei capitoli precedenti e che permette alla saga di X-Men di poter tranquillamente viaggiare su un binario parallelo – o dovremmo addirittura dire opposto – a quello sul quale viaggia l’odierna ondata di cinecomics, considerata la maturità e la profondità delle tematiche ricorrenti del franchise, che sembra permettano ogni volta a Singer di meravigliarsi dell’intimità e della fragilità di questi personaggi, riuscendo ad estrarre sempre il meglio da loro e restituendo il medesimo effetto sorpresa allo spettatore.

La squadra che avevamo già visto e apprezzato ne L’Inizio – quella composta da James McAvoy (Charles/Professor X), Michael Fassbender (Erik/Magneto), Jennifer Lawrence (Raven/Mystica), Nicholas Hoult (Hank/Bestia) e Rose Byrne (Moira MacTaggert) – ritorna sul grande schermo con fascino e grandissima vitalità, affiancata questa volta da nuove leve che interpretano mutanti noti a tutti gli appassionati della saga: Sophie Turner, Tye Sheridan, Alexandra Shipp e Kodi Smit-McPhee (che interpretano Jean Grey, Ciclope, Tempesta e Nightcrawler nel corso della loro adolescenza), con le loro inquietudini e i loro tormenti rendono giustizia alla vera natura e allo spirito autentico degli X-Men. Ultimo ma non meno importante, l’incredibile lavoro di Oscar Isaac che, seppur camuffato dietro costume e make-up, veste i panni di un villain straordinario e spaventoso insieme, facendosi portavoce attraverso uno sguardo magnetico di tutte le caretteristiche intrinseche di un cattivo immortale e invincibile.

X-Men: Apocalisse viaggia sulla scia di  Giorni di un futuro passato, configurandosi come un grandissimo racconto sulla complessità dell’essere umano che lotta per affermare se stesso, non rinunciando a regalare momenti epici di puro e semplice intrattenimento come qualsiasi prodotto destinato al grande pubblico dovrebbe naturalmente fare.

Guarda il trailer ufficiale di X-Men: Apocalisse

https://www.youtube.com/watch?v=T0KVrDZdxls

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -