mercoledì, Ottobre 5, 2022
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The Whale, recensione del film di Darren Aronofsky con Brendan Fraser

La recensione di The Whale, il film di Darren Aronofsky con Brendan Fraser, presentato in Concorso a Venezia 79. Prossimamente nelle sale italiane.

The Whale, film del regista Darren Aronofsky (che arriva a cinque anni dal controverso Madre! con Jennifer Lawrence), presentato in Concorso alla 79esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e basato sull’omonima opera teatrale di Samuel D. Hunter (autore anche della sceneggiatura), ha ottenuto ottime critiche e applausi in occasione del Festival.

Sofferenza, tormento, dolore: sono queste le sensazioni trasmesse al pubblico; esplosioni emotive che non hanno lasciato spazio a null’altro. Charlie (un magnifico Brendan Fraser) è un insegnante di un corso on line di scrittura, che soffre di una grave forma di obesità e rifiuta di mostrarsi ai suoi studenti per evitare giudizi, compassione.

Una vita segnata da un dolore enorme, un macigno sul cuore e nell’anima di chi non riesce a vivere altro che rimorso e tormento; una vita ingabbiata, di chi ha la sensazione di aver fallito nel rapporto con la figlia, con cui si cerca di riallacciare i contatti, come in un percorso di redenzione; di chi ha perso l’amore della sua vita ed è incapace di andare avanti punendosi con il cibo.

Charlie non ama la sua vita, non ama il suo aspetto, è consapevole che la sua vita terminerà presto ed affida al valore della parola, delle sillabe la propria forza, spiegando ai propri alunni come ogni singolo termine pensato, detto e scritto possa cambiare il proprio destino.

The Whale, un travaglio emotivo e fisico, nel ricordo di una vita che non è stata

Charlie cerca disperatamente di recuperare il rapporto con sua figlia Elie (Sadie Sink, Max in Stranger Things), che ha abbandonato quando aveva 8 anni, per vivere un amore con un suo studente. Un legame distrutto dalla lontananza e dall’abbandono. Il rancore di una figlia nei confronti di un padre che non riesce a sconfiggere i propri demoni interiori e che non è riuscito ad essere la persona che avrebbe voluto (a ricordare un altro film di Aronofsky, il bellissimo The Wrestler con Mickey Rourke, Leone d’oro a Venezia nel 2008).

La scelta registica di Darren Aronofsky di girare il film in unico ambiente ed in 4:3 risulta essere un elemento di immedesimazione per lo spettatore; la poca luce utilizzata, la pioggia incessante, descrivono magnificamente la condizione di sofferenza e di coscienza ferita di Charlie e, insieme, la disperazione di Ellie.

La casa è il teatro, lo spazio che protegge il protagonista dalla tempesta ma che allo stesso tempo ne accentua il travaglio emotivo e fisico, nel ricordo di una vita che non è stata. Charlie comprende di non poter salvare sé stesso, ma che può almeno tentare di salvare gli altri, cercando di riemergere dal baratro.

Aronofksy lascia spazio agli attori, alle loro grandi interpretazioni, regalando al film un valore aggiunto: la certezza di voler vivere e cercare di superare ogni ostacolo ed ogni paura, nonostante il destino, molte volte, possa essere crudele.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

In The Whale, Darren Aronofksy lascia spazio agli attori, alle loro grandi interpretazioni, regalando al film un valore aggiunto: la certezza di voler vivere e cercare di superare ogni ostacolo ed ogni paura, nonostante il destino, molte volte, possa essere crudele. 

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The Whale, recensione del film di Darren Aronofsky con Brendan FraserIn The Whale, Darren Aronofksy lascia spazio agli attori, alle loro grandi interpretazioni, regalando al film un valore aggiunto: la certezza di voler vivere e cercare di superare ogni ostacolo ed ogni paura, nonostante il destino, molte volte, possa essere crudele.