HomeRecensioniIl fuoco che ti porti dentro, recensione del film di Edoardo De...

Il fuoco che ti porti dentro, recensione del film di Edoardo De Angelis

Una caotica famiglia napoletana è al centro di Il fuoco che ti porti dentro, nuovo film di Edoardo De Angelis con Vanessa Scalera e Lino Musella. In Concorso a Venezia 83.

Archiviata l’avventura nella seconda guerra mondiale del Comandante di Pierfrancesco Favino, Edoardo De Angelis torna alla sua Napoli e alla Campania, che sono state il teatro principale di quasi tutta la sua filmografia, da Mozzarella Stories a Il vizio della speranza, passando per Indivisibili. Ci torna però solo con lo spirito, con la lingua, con i personaggi, perché in realtà Il fuoco che ti porti dentro, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2926, è ambientato a Milano. 

Tratto dal libro omonimo e autobiografico di Antonio Franchini, il film ha luogo interamente nell’appartamento del protagonista (interpretato da Lino Musella) durante la Vigilia di Natale. Antonio è sposato con Benedetta (Elena Radonicich), ha due figli, Valentina (Nicole Malaj) e Andrea (Samuele Mazza) ed è scappato da anni dalla sua città natale, Napoli, costruendosi una carriera di successo. Il periodo natalizio però vuol dire fare i conti con la visita della madre Angela (Vanessa Scalera), una donna rabbiosa, ostile, offensiva, acida, dalla mente chiusa e conservatrice, che promette di rendere la giornata di festività un vero e proprio inferno. 

Una commedia da camera claustrofobica

Se la differenza di età tra Musella e Scalera potrebbe far attorcigliare qualche naso prima della visione, per il timore che una donna di 49 anni non sia molto credibile come madre di un uomo di 45, il dubbio viene immediatamente sciolto: ciò che importa è l’essenza dei caratteri, non il loro aspetto – Scalera appare comunque invecchiata con il trucco -, e i due in questo sono assolutamente perfetti. Del resto, se riusciamo a farci andare bene lo stesso stratagemma in serie televisive come House of the Dragon o Outlander, dove il tempo passato insieme ai personaggi è decisamente maggiore, non avremo alcun problema per questi novanta minuti. 

Forte della sua scelta di casting, De Angelis non ha paura di inquadrare i suoi attori al meglio: rimane attaccato ai loro volti con il suo stile fatto di frequentissimi primi piani, o comunque di inquadrature ravvicinate che raramente si allontanano più della mezza figura o del piano americano. Tutto questo, unito a una grande agilità nel muovere la macchina a mano, si traduce in una commedia da camera dai toni particolarmente claustrofobici, con Angela/Scalera che diventa carceriera oppressiva dell’intera famiglia. 

Il fuoco che ti porti dentro. Foto di Anna Camerlingo

Tutto il Sud Italia in un bellissimo rapporto madre/figlio

Per questo e altri motivi, Il fuoco che ti porti dentro ricorda abbastanza un episodio specifico della seconda stagione di The Bear, il sesto (intitolato Pesci), ovvero quello che raccontava in un lungo flashback proprio una cena di Natale della famiglia Berzatto. Il cast non è altrettanto ampio e gli sviluppi sono del tutto differenti, ma è impossibile non notare, oltre all’atteggiamento litigioso generale, la somiglianza tra Angela e la Donna di Jamie Lee Curtis, due drama queen isteriche in preda a una furia culinaria a dir poco disastrosa. 

Chiaramente De Angelis costella il film di influenze della sua terra d’origine, con una comicità tipicamente napoletana e trainata dalla performance notevole di Scalera, il cui personaggio è forse tra i meglio scritti da un po’ di tempo a questa parte nel cinema italiano. Grazie all’attrice e al montaggio puntuale, Il fuoco che ti porti dentro si dota di un umorismo davvero efficace, che sa racchiudere in un solo appartamento tutta la complessità della mentalità provinciale campana. Ci sono battute sull’identità di genere, benedizioni dei preti alle case, suoceri buddhisti e un cappone che in mezzo al caos combatte strenuamente per la propria sopravvivenza. E c’è, soprattutto, il Sud Italia che ancora oggi vuole scappare ed emigrare altrove, che prende forma in un bellissimo rapporto madre/figlio.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Tornando alla sua Napoli, Edoardo De Angelis racconta la mentalità di provincia chiusa e conservatrice e un Sud Italia che emigra e scappa dalle sue origini. Il fuoco che ti porti dentro è un'esilarante commedia da camera dai toni claustrofobici, supportata dalla notevole performance di Vanessa Scalera nei panni di un'isterica e acidissima drama queen.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

Tornando alla sua Napoli, Edoardo De Angelis racconta la mentalità di provincia chiusa e conservatrice e un Sud Italia che emigra e scappa dalle sue origini. Il fuoco che ti porti dentro è un'esilarante commedia da camera dai toni claustrofobici, supportata dalla notevole performance di Vanessa Scalera nei panni di un'isterica e acidissima drama queen.Il fuoco che ti porti dentro, recensione del film di Edoardo De Angelis