lunedì, Aprile 15, 2024
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Stranger Things Stagione 4, la recensione del Volume 2

La recensione della seconda parte della quarta stagione di Stranger Things, l'acclamata serie creata dai Duffer Brothers. Dal 1 luglio su Netflix.

Stranger Things 4 Volume 2, seconda parte dell’ultima stagione del fortunato show Netflix, è disponibile sulla piattaforma di streaming dal 1 luglio. Due lunghi episodi, uno di 85 e l’altro di 150 minuti, scritti e diretti dagli stessi creatori della serie, i Duffer Brothers (Wayward Pines). Una lunga resa dei conti finale che vede i giovanissimi protagonisti affrontare il terribile Vecna (Jamie Campbell Bower).

Mentre Undici (Millie Bobby Brown) sta completando il processo per recuperare i suoi pieni poteri, il gruppo formato da Mike (Finn Wolfhard), Will (Noah Schnapp), Jonathan (Charlie Heaton) e lo stonato Argyle (Eduardo Franco) sta cercando di raggiungerla al laboratorio segreto nel deserto del Nevada. Intanto, in Kamčatka, Joyce (Winona Ryder) e Murray (Brett Gelman) sono quasi riusciti a far evadere Hopper (David Harbour) dalla pericolosa prigione sovietica. A Hawkins, Steve (Joe Keery) e Nancy (Natalia Dyer), mentre gli altri hanno già attraversato il portale, si trovano ancora nel Sottosopra, con quest’ultima intrappolata da Vecna in alcuni ricordi del passato.

Dopo l’ottima prima parte, continua l’altalena di emozioni di Stranger Things 4. Questi ultimi due episodi sono mastodontici, sia per il livello dei valori produttivi (la qualità degli effetti digitali se la gioca con quella di alcuni blockbuster cinematografici di Hollywood) che per i genuini momenti di suspense e commozione presenti. Un epico racconto corale che culminerà in una battaglia finale dove i protagonisti, divisi ma connessi, faranno tutti la loro parte per sconfiggere il male. Trova spazio anche un sottile e toccante dialogo dedicato al coming out di Will; una dichiarazione sottintesa che sarà recepita solo da suo fratello Jonathan, la persona a lui più vicina.

Se i riferimenti principali di Stranger Things 4 Volume 2, come nel Volume 1, rimangono le opere di Stephen King e Nightmare – Dal profondo della notte del compianto Wes Craven (con un occhio di riguardo rivolto anche al terzo capitolo, Nightmare 3 – I guerrieri del sogno, diretto da Chuck Russell), in questa seconda tranche di puntate trovano spazio anche citazioni ad altri due cult degli anni ’80: La cosa di John Carpenter e Aliens – Scontro finale di James Cameron, da cui la parte in Kamčatka trae largamente ispirazione.

Un doppio finale di stagione che, quindi, conferma la natura horror predominante e la cupezza diffusa di questo nuovo capitolo dello show, permeato da un costante senso di pericolo. Stranger Things 4 Volume 2 ci farà temere per l’incolumità di ognuno dei nostri beniamini (Dustin, Steve, Max, Lucas, Robin, Nancy, ecc.), anche per le new entry (come Eddie, interpretato da Joseph Quinn, o il Dmitri di Tom Wlaschiha), a cui già la prima parte era riuscita efficacemente a farci affezionare.

Sicuramente i due episodi di Stranger Things 4 Volume 2 peccano di qualche lungaggine di troppo, soprattutto nelle sue linee narrative meno interessanti (il gruppo in cerca del laboratorio segreto, le vicende in Russia), ma il traguardo vale assolutamente il viaggio. Una conclusione degna di una delle stagioni più belle dello show Netflix, con un antagonista minaccioso ed affascinante, e una battaglia finale ricca di emozioni.

Guarda il trailer di Stranger Things 4 Vol. 2

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Stranger Things 4 Volume 2 è la degna conclusione di una delle migliori stagioni della serie Netflix. Uno scontro finale epico e corale che, nonostante qualche lungaggine di troppo, saprà sicuramente emozionare e commuovere larga parte del pubblico. Un doppio finale di stagione forte anche di valori produttivi all'altezza, con effetti digitali al livello di alcune produzioni cinematografiche hollywoodiane.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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