lunedì, Agosto 8, 2022
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The New Mutants, recensione del film di Josh Boone

La recensione di The New Mutants, film di Josh Boone basato della serie a fumetti Marvel Nuovi Mutanti. Dal 2 Settembre al cinema.

Nessuno pensava davvero che, alla fine, The New Mutants sarebbe riuscito ad arrivare sul grande schermo. Passato alla storia come una delle produzioni più travagliate dell’ultimo decennio, il film di Josh Boone dedicato ai “Nuovi Mutanti” di Chris Claremont e Bob McLeod è riuscito finalmente ad approdare nelle sale cinematografiche, dallo scorso 28 Agosto negli Stati Uniti e dal 2 Settembre in Italia. Inizialmente previsto per Aprile del 2018, il film è stato posticipato prima al 2019 (soltanto in quell’anno è stato oggetto di altri due posticipi, da Febbraio ad Agosto) e poi al 2020 (anno in cui è nuovamente slittato – da Aprile ad Agosto – a causa dell’emergenza Coronavirus).

Alla fine, però, The New Mutants è riuscito a superare indenne uno dei percorsi cinematografici più altalenanti e sfortunati che la recente storia del cinema ricordi, sopravvivendo non soltanto ad una sessione di riprese aggiuntive che di fatto non ha mai avuto luogo, ma anche ad una delle acquisizioni più redditizie di sempre (quella della 20th Century Fox da parte dei Walt Disney Studios, che ha permesso a Boone di ottenere nuovamente il pieno controllo creativo sul progetto) e persino ad una pandemia mondiale. Inevitabilmente, le peripezie che hanno contrassegnato il lungo cammino dei “Nuovi Mutanti” verso la sala ne hanno in parte decretato l’insuccesso, con l’interesse nei confronti del film di Boone (regista di Stuck in Love e Colpa delle stelle) drasticamente calato nel corso degli anni, soprattutto dopo la chiusura della saga principale degli X-Men con l ‘uscita di Dark Phoenix e la conferma che The New Mutants non sarebbe stato in alcun modo collegato all’Universo Cinematografico Marvel.

La domanda che ci siamo posti prima di addentrarci nella visione del film, soprattutto alla luce di tutti i commenti negativi arrivati da oltreoceano, è stata: The New Mutants è davvero così brutto? La nostra risposta è: assolutamente no! Ovviamente, non siamo di fronte ad un film esente da difetti; tuttavia, la cattiva reputazione che una pellicola inizia, suo malgrado, a costruirsi nel corso degli anni può in qualche modo offuscare le nostre capacità di giudizio, spingendoci ad emettere critiche frettolose o a credere che quel titolo debba essere bollato a prescindere. Come se la storie produttive bastassero, da sole, a determinare l’effettiva resa finale (in tal senso, The New Mutants non rappresenta certamente un caso isolato, dal momento che la recente storia del cinema è piena di casi affini).

The New Mutants racconta la storia di cinque giovani mutanti – Dani, Rahne, Illyana, Sam e Bobby – che si trovano a fare i conti con le loro incredibili capacità mentre si trovano confinati in una misterioso ed angusto ospedale contro la loro volontà, aiutati dalla Dottoressa Cecilia Reyes a controllare i loro poteri. Una volta scoperto che l’ospedale è in realtà una struttura segreta nata con l’intento di studiare e monitorare il gene mutante per contenerlo e – nella peggiore delle ipotesi – eliminarlo, i cinque ragazzi dovranno unire le forze, fare appello alle loro doti sovrumane e combattere per cercare non solo di affermare se stessi e le loro personalità, ma anche per riconquistare la libertà.

Ci sono molti aspetti interessanti del film di Josh Boone che vale la pena evidenziare. Sicuramente, cioè che salta subito all’occhio dello spettatore più avvezzo al racconto per immagini è la volontà da parte del regista di svincolarsi da qualsiasi tipo di etichetta: vuoi anche per la totale autonomia di cui si fa portavoce, The New Mutants non è soltanto un cinecomic nell’accezione più ampia del termine. Siamo di fronte ad un film che prende ovviamente spunto dai fumetti, ma che vuole al tempo stesso provare a mescolare al suo interno il maggiore numero possibile di generi (e questo, al di là del risultato finale, è già di per sé molto interessante per un film che parte da una premessa supereroistica) : il thriller, l’horror, il dramma adolescenziale, persino l’escape movie e, ultimo ma non meno importante, il racconto di formazione.

Altro aspetto degno di nota è l’attenzione che Boone rivolge ai suoi personaggi. Certo, l’approfondimento psicologico non è mai il vero marchio distintivo della sceneggiatura (scritta a quattro mani dallo stesso regista insieme a Knate Lee), ma The New Mutants dimostra di riuscire in parte a cogliere l’essenza di questi “Nuovi Mutanti” così giovani eppure già così tormentati, che è poi il cuore pulsante dei ben più noti e strutturati X-Men. In un mondo che non è ancora pronto ad accettare la diversità, è fondamentale essere consapevoli di chi si è e di cosa si può essere in grado di fare, al di là dei traumi che ci portiamo dietro e della paura che spesso ci paralizza. I cinque protagonisti del film sono inesperti, non ancora consapevoli del loro sconfinato potenziale e della loro ricchezza interiore; sono intimoriti, dilaniati costantemente tra il bene e il male, tra il lato chiaro e il lato oscuro delle loro personalità.

Eppure, alla fine, proprio nel confronto e nella reciproca scoperta riusciranno a capire chi sono e a trovare conforto gli uni negli altri, al di là delle differenze caratteriali che li rendono così unici e speciali (oltre, naturalmente, ai loro poteri!). Tutti messaggi che sono veicolati con un discreto livello di convinzione anche grazie all’ottima squadra che Boone assemblea per il suo team di mutanti costruito ad hoc: nonostante la presenza di volti noti come Maisie Williams (la serie Game of Thrones), Anya-Taylor e Joy (i film The Witch e Split) e Charlie Heaton (la serie Stranger Things), il vero cuore pulsante del racconto è rappresentato dalla Dani interpretata da Blu Hunt, un personaggio ingenuo ed inquieto attorno a cui ruotano tutte le principali dinamiche che lo script prova ad affrontare (inclusa la tenera nascita di una relazione amorosa con Rahne, primo esempio di storia LGBTQ+ ad essere rappresentata nell’universo dei cinecomic). Al di là della centralità di Dani, peró, sono la Taylor-Joy e Heaton a rubare la scena grazie alla loro presenza, nonostante tutti e cinque gli interpreti siano dotati della giusta dose di fascino e carisma necessaria a rappresentare al meglio il carattere dei rispettivi personaggi.

Come dicevamo all’inizio, peró, The New Mutants non è certamente esente da difetti: la storia fin troppo semplicistica e la struttura lineare del film non rappresentano certamente un punto a favore della sua caratura, così come un dislivello ritmico abbastanza ingombrante che rende la prima parte del film poco dinamica e di sicuro meno entusiasmante e coinvolgente della seconda. Tuttavia, il film si lascia guardare, puntando tutto sulla forza dei personaggi e sul fascino dei protagonisti, senza tralasciare qualche intuizione registica felice e alcune strizzatine d’occhio ad un’immaginario cinematografico che durante la visione non potrà non riportare alla memoria alcuni indimenticati classici più o meno noti del passato (uno su tutti, Breakfast Club di John Hughes, ma anche Qualcuno volò sul nido del cuculo e Nightmare 3 – I guerrieri del sonno).

Per quanto riguarda l’aderenza ai fumetti, il film rende omaggio alle pagine a fumetti (con un occhio di riguardo alla mitologia di Demon Bear) pur distaccandosene in larga parte a causa dell’estrema complessità del materiale originamle. A partire dalla scelta della squadra di giovani mutanti (Rahne è Wolfsbane, Illyana è Magik, Sam è Cannonball, Bobby è Sunspot, Dani è Magik), John Boone prova a costruire un film ancorato in qualche modo all’universo degli X-Men (che durante la storia vengono citati più volte) ma al tempo stesso autonomo, slegato da dinamiche spazio/temporali e da intricate e pasticciate timeline, puntando tutto sull’effetto sorpresa, quindi sulla contaminazione di genere, sull’alternanza cadenzata dei toni e sul fatto che di questi “nuovi” personaggi conosciamo poco e nulla (almeno dal punto di vista cinematografico).

Al di là delle palesi ingenuità che si possono riscontrare tanto a livello strutturale quanto a livello narrativo, The New Mutants è ben lungi dall’essere quel disastro che in molti avevano preannunciato e che in tanti hanno descritto. Dove il film risulta vincente è proprio nella direzione degli attori e nelle dinamiche che si instaurano tra i personaggi, nelle motivazioni che li spingono a scoprire se stessi e a trovare con tutte le forze necessarie il loro posto nel mondo, auspicando ad una libertà che per troppo tempo li è stata negata e conquistando finalmente la possibilità di scrivere una storia a lieto fine.

Guarda il trailer ufficiale di The New Mutants

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Al di là delle palesi ingenuità che si possono riscontrare tanto a livello strutturale quanto a livello narrativo, The New Mutants è ben lungi dall'essere quel disastro che in molti avevano preannunciato e che in tanti hanno descritto.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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