Dopo aver sfornato una serie di prodotti originali destinati ad un pubblico più o meno eterogeneo, cercando di accontentare un po’ tutti i gusti dei suoi 222 milioni di abbonati in oltre 190 paesi – ad oggi -, Netflix questa volta decide di puntare sui pre-adolescenti, lanciando sulla piattaforma di streaming, a partire dal 18 maggio, una nuova serie originale italiana, Di4ri, che proprio nelle infinite sfumature del racconto di tipo corale vuole trovare la “chiave di volta” per far sì che anche quella fetta di pubblico che include i ragazzi alla soglia della pubertà, possa finalmente dirsi rappresentata (o almeno, all’interno dell’ampio e variegato catalogo proposto dalla piattaforma del colosso statunitense).
Di4ri è incentrata sulla storia di un gruppo di compagni di classe di seconda media della scuola di Marina Piccola. La serie, suddivisa in 15 episodi, segue le (dis)avventure di otto protagonisti (Pietro, Livia, Isabel, Daniele, Monica, Giulio, Mirko e Arianna), adottando un punto di vista estremamente privilegiato: quello di ognuno dei giovanissimi ragazzi (interpretati, nell’ordine, da Andrea Arru, Flavia Leone, Sofia Nicolini, Biagio Venditti, Federica Franzellitti, Liam Nicolosi, Pietro Sparvoli e Francesca La Cava) che, infrangendo la quarta parete e rivolgendosi direttamente allo spettatore, trascina quest’ultimo all’interno della sua vita, mostrando i proprio sentimenti e le proprie emozioni senza alcun tipo di filtro.
È così che ognuno degli episodi della serie, prodotta in collaborazione con Stand by Me (società che in passato aveva già prodotto un significativo numero di serie per bambini e ragazzi), assume i contorni di un vero e proprio diario personale (come, d’altronde, suggerisce anche il titolo della serie), in cui sono direttamente i protagonisti a raccontarsi attraverso la macchina da presa e a cercare un dialogo costante e continuo con lo spettatore. Per questo motivo, ogni episodio permette a chi osserva di essere catapultato nelle difficoltà e nelle sfide tipiche di quegli anni formativi che rappresentano una tappa fondamentale in quel percorso universalmente riconosciuto come “età del cambiamento”.
Attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice, a tratti forse ingenuo e convenzionale, ma sicuramente diretto e immediato, le storie individuali dei giovani protagonisti di Di4ri si intrecciano in un racconto collettivo in cui sono proprio le diverse sfaccettature di queste esistenze “on the edge” che permettono di affrontare con delicatezza tutta una serie di temi importanti ed estremamente attuali (il coming out, le ricadute di un matrimonio in crisi, le aspettative dei genitori, la dislessia, l’ansia di crescere, la solitudine e l’accettazione di sé), riuscendo a valorizzare tanto le individualità dei singoli personaggi quanto la loro identità di gruppo.
L’attenzione al modo in cui si dipana la storia di Di4ri episodio dopo episodio (tutti diretti da Alessandro Celli, regista di Mondocane) e si sviluppano gli eventi è dunque centrale, al fine di mettere al centro non solo la vita di tutti i giorni ma anche le emozione autentiche di questi ragazzi, che proprio nell’importanza dell’amicizia, quindi del confronto diretto con l’altro – così uguale ma al tempo stesso così diverso da noi-, troveranno la forza e il coraggio per risolvere ognuno le proprie difficoltà e compiere un ulteriore passo in avanti verso il domani, quel domani che incute timore e che spaventa, ma che giorno dopo giorno, proprio attraverso i loro pensieri e le loro azioni, impareranno a costruire e ad abbracciare.
Il cast di Di4ri, oltre ad un nutrito gruppo di giovani e bravissimi interpreti, si avvale anche della preziosa partecipazione di Fortunato Cerlino (nei panni del tenero collaboratore scolastico Paolo Agresti, fidato consigliere dei ragazzi che ha un rapporto turbolento con il figlio) e di due cameo assai notevoli: quello della lunghista italiana, nonché campionessa europea, Larissa Iapichino, e quello del cantante Tancredi, noto per aver partecipato alla ventesima edizione del talent show Amici di Maria de Filippi, che interpreta anche il brano portante della colonna sonora, che fa anche da sigla della serie, “Isole“.


