venerdì, Settembre 17, 2021
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Mondocane, recensione del film con Alessandro Borghi

La recensione di Mondocane, il film di Alessandro Celli con protagonista Alessandro Borghi. Dal 3 settembre al cinema.

Desiderio di denuncia, innovazione stilistica, atmosfere distopiche: questi i connotati di un’opera peculiare quale Mondocane per la regia di Alessandro Celli, che vede sullo schermo Alessandro Borghi e Barbara Ronchi insieme ai giovani protagonisti Dennis Protopapa e Giuliano Soprano. Il film, prodotto da Groenlandia, Minerva Pictures e Rai Cinema, è stato presentato alla 36esima edizione della Settimana Internazionale della Critica (nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia) ed è uscito nelle sale dal 3 settembre.

Taranto, futuro prossimo. La città sembra essere stata divisa fra “buoni” e “cattivi”, chi ce l’ha fatta e chi invece è condannato a scontare una pena lunga quanto l’esistenza. Fulcro della città è la grande acciaieria, con i suoi fumi troppo neri e troppo densi. In questo contesto vivono Pietro (Dennis Protopapa) e Christian (Giuliano Soprano), rispettivamente Mondocane e Pisciasotto, impegnati ad inseguire il sogno di entrare nella temuta gang delle Formiche, un gruppo di ragazzini senza scrupoli guidati da Testacalda (Alessandro Borghi). Poco riusciranno a fare le buone intenzioni dell’agente Katia (Barbara Ronchi) per tentare di salvaguardare la città dalla furia di Testacalda e molto dovranno faticare Pietro e Christian per portare avanti la loro amicizia.

Mondocane è un film diviso a metà: con una prima parte ben troppo preparatoria all’esplosione finale e con una seconda, al contrario, molto forte e ben congegnata che porta lo spettatore a immedesimarsi totalmente nelle scelte dei due ragazzi protagonisti. I buoni propositi ci sono tutti, poiché il film si presenta come un lungometraggio in grado di sbalordire chi guarda per le sue tematiche attuali riviste secondo logiche tutt’altro che scontate. Molto interessante, infatti, l’interpretazione del genere distopico in un contesto tutto italiano, in grado di coglierne le innegabili difficoltà cercando di fare il punto su una situazione oramai ben compromessa.

Ottime le performance di Dennis Protopapa e Giuliano Soprano, per niente scontati e chiamati a gestire dei ruoli fisicamente molto complessi. Tutto da gustare il villain costruito da Alessandro Borghi, tutto pose e lunghi mustacchi e con un eloquio chiaro e stridente rispetto al bel vernacolo di cui è intriso tutto il film. Purtroppo, per motivi di scrittura, rimane un gran peccato la povera evoluzione del personaggio dell’agente interpretata da Barbara Ronchi, il cui peso sarebbe stato sicuramente interessante da seguire nell’evolversi della vicenda.

Mondocane rappresenta sicuramente una tessera molto interessante nel grande mosaico della rinascita cinematografica italiana, stando attento però a non strafare e a non perdersi in lungaggini nella prima parte per dovizia di minuziosità, che fanno tuttavia perdere di smalto e forza il vero senso del film.

Guarda il trailer ufficiale di Mondocane

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Mondocane è un film diviso a metà: con una prima parte ben troppo preparatoria all’esplosione finale e con una seconda, al contrario, molto forte e ben congegnata che porta lo spettatore a immedesimarsi totalmente nelle scelte dei due ragazzi protagonisti.
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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