giovedì, Febbraio 22, 2024
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White Men Can’t Jump, recensione del remake del cult del ’92 disponibile su Disney+

La recensione di White Men Can't Jump, il remake della commedia cult sul basket Chi non salta bianco è. Dal 19 maggio su Disney+.

Se si parla di film dal soggetto sportivo, la disciplina vincitrice – sia per quantità che per qualità – è sicuramente la boxe, con all’attivo pellicole del calibro di Rocky e Toro scatenato, senza scomodare chicche, meno conosciute al grande pubblico, come Città amara del grandissimo John Huston. Una popolarità – quella della nobile arte al cinema – che, anche in tempi recenti, sembrerebbe non volersi fermare (film come The Fighter e la saga di Creed, recentemente arrivata al terzo capitolo), nonostante il pugilato non sia più seguito come un tempo, soprattutto rispetto ad altri sport da combattimento come le MMA.

Sembrerebbe invece opposto il destino cinematografico toccato al basket; sport molto popolare, sia ieri che oggi, soprattutto negli States. Sono poche le pellicole dedicate alla pallacanestro, soprattutto se escludiamo operazioni come Space Jam, volte più a capitalizzare sulla popolarità di un singolo giocatore, dal forte appeal pop, che a raccontare davvero la disciplina. Tra i rari esempi di film cult dedicati al basket, troviamo Chi non salta bianco è (in originale White Men Can’t Jump), una piccola commedia di successo dei primi anni ’90, incentrata sul mondo dello street basket, con protagonisti Wesley Snipes e Woody Harrelson.

Una simpatica pellicola, immersa nella “ghetto culture” dell’epoca, dove i due interpretano una coppia di simpatiche canaglie: due giocatori in gamba che sfruttano il pregiudizio sulla scarsità dei bianchi come cestisti per truffare i loro avversari, spingendoli a scommettere grosse somme in partite due contro due, dove l’improbabile partner Harrelson, alla fine, si rivela un temibile avversario. Fra le tante proprietà intellettuali di cui Disney si è appropriata con l’acquisizione di Fox, White Men Can’t Jump sta per tornare in una nuova versione diretta da Calmatic (regista specializzato in pubblicità e videoclip), disponibile sulla piattaforma Disney+ dal 19 maggio.

Questa volta i protagonisti sono Kamal (Sinqua Walls) e Jeremy (il rapper Jack Harlow), due appassionati del gioco che hanno perso il treno dell’NBA da ormai una decina d’anni, il primo per problemi di controllo della rabbia – durante una partita, ha preso a pugni un tifoso avversario particolarmente assillante -, l’altro per un brutto infortunio. Due classici perdenti che trovano la loro possibilità di riscatto in un importante torneo per amatori, con in palio anche una bella somma.

Un remake che perde l’esuberanza dell’originale

Il nuovo White Men Can’t Jump sanifica il canovaccio originale dalla sua componente street, prendendone le distanze sin dal primo incontro-scontro tra i due improbabili partner: se nel film del ’92 avveniva in un campetto del quartiere, qui le strade dei due si incrociano in una palestra scolastica.

L’elemento delle truffe passa in secondo piano, mero escamotage per mettere insieme i soldi di iscrizione al torneo, ed è rappresentato in maniera meno caricata e cialtronesca. Il contesto del ghetto, tra squallide case popolari e gangster venuti a riscuotere i propri debiti, è sostituito da una realtà piccolo-borghese, fatta di lavoretti poco appaganti e feste di compleanno al parco. I nuovi protagonisti hanno fallito a realizzare il proprio sogno e hanno qualche problema economico, ma vivono comunque in casette niente male, lontane da certa degradazione.

White Men Can’t Jump perde l’atmosfera e le svolte sopra le righe dell’originale – l’esuberante fidanzata di Harrelson, interpretata da Rosie Perez, che si ritrova a partecipare al celebre quiz “Jeopardy!” – puntando su una struttura da film sportivo più canonica e scontata, con anche uno stucchevole lieto fine. Una banalità che non viene di sicuro salvata dalla messa in scena, purtroppo piatta e televisiva.

Guarda il trailer ufficiale di White Men Can’t Jump

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Il remake di una delle poche pellicole cult sul basket, Chi non salta bianco è, perde l'originalità e l'esuberanza dell'originale. White Men Can't Jump punta su una struttura da film sportivo più canonica, una classica storia di riscatto di due perdenti abbastanza scontata e banale. La confezione, piatta e televisiva, non aiuta.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Il remake di una delle poche pellicole cult sul basket, Chi non salta bianco è, perde l'originalità e l'esuberanza dell'originale. White Men Can't Jump punta su una struttura da film sportivo più canonica, una classica storia di riscatto di due perdenti abbastanza scontata e banale. La confezione, piatta e televisiva, non aiuta.White Men Can't Jump, recensione del remake del cult del '92 disponibile su Disney+