mercoledì, Maggio 19, 2021
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Tutti per 1 – 1 per Tutti, recensione del sequel di Moschettieri del Re

La recensione di Tutti per 1 - 1 per Tutti, sequel di Moschettieri del Re. Disponibile il 25 dicembre su Sky e in streaming su NOW TV.

Tutti per 1 – 1 per Tutti è il titolo del film che segna il ritorno dei moschettieri Athos, Porthos e D’Artagnan (orfani del povero Aramis) sugli schermi: dopo il primo capitolo Moschettieri del Re – La Penultima Missione, Giovanni Veronesi riunisce Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea e Pierfrancesco Favino per una nuova avventura, affiancandoli a Margherita Buy e alle new entry Guido Caprino, Giulio Scarpati, Anna Ferzetti, Giulia Michelini, Federico Ielapi e Sara Ciocca. Il film, prodotto da Vision Distribution e Indiana, sarà trasmesso in prima assoluta su Sky il 25 dicembre, in prima serata, per poi essere disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV.

Sempre goliardici e guasconi ma più attempati, tornano i Moschettieri D’Artagnan (Favino), Porthos (Mastandrea) e Athos (Papaleo), richiamati dalla Regina Anna (Buy) per un’ultimissima missione segreta. Guidati stavolta da un’eccentrica veggente di nome Tomtom (Michelini), si lanceranno in una nuova avventura che intreccerà i destini della piccola Principessa Ginevra (Ciocca), figlia di Enrichetta d’Inghilterra (Ferzetti), e 1/Buffon (Ielapi), un orfanello. In un viaggio costellato di sfide di ogni genere e incontri fantastici – tra cui quello con Cyrano (Caprino) – si troveranno ad affrontare la più dura delle prove: scegliere tra la fedeltà alla Corona e quella all’amicizia.

Tutti per 1 – 1 per Tutti segna un netto scarto rispetto al precedente capitolo: slegato e autonomo, trova come unica costante la presenza dei moschettieri, descrivendo però un arco narrativo atipico che si colloca nella sfera della fantasia, del sogno, dell’onirico. Nonostante la cornice plausibile, il film continua a risentire delle stesse debolezze strutturali già manifestate in precedenza: discontinuità, incoerenza, improvvisazione. Collocare le vicende narrate nel regno della fantasia iperattiva di un bambino è un’ottima scelta narrativa, perché permette di sospendere l’incredulità dello spettatore rendendo plausibile l’impossibile. La dimensione fiabesca acquistata dal film rende più godibile l’intreccio, rendendo accettabili perfino gli incontri altrimenti inimmaginabili (come la presenza di Cyrano nell’universo creato da Dumas).

Ma la ricerca della battuta sagace, dell’ironia forzata, della risata grossolana fa scivolare ancora una volta Tutti per 1 – 1 per Tutti in un caotico magma dall’identità indefinita, collocabile a metà strada tra un fantasy per famiglie e una brillante parodia in salsa italiana. I momenti di comicità che si avvicendano sullo schermo corrispondono a degli sketch svincolati tra loro, a tratti esilaranti, ma completamente avulsi dal tessuto narrativo nel quale sono inseriti. I continui rimandi al mondo odierno sono un’ulteriore strizzata d’occhio al pubblico, un modo per rivendicare la consapevolezza che ciò che si sta vedendo sullo schermo è un gioco innocente, un escamotage partorito dalla fantasia di un bambino per alleviare il peso – ingombrante – della realtà contingente.

Veronesi si affida ai ricordi – come ha confessato durante la conferenza stampa – e alla malinconia che da sempre li avvolge, costruendo un’opulenta “operazione nostalgia” per la libertà anarchica dell’infanzia, un anacronistico affresco fantastico pienamente post-moderno per come attinge a piene mani dalla cultura popolare saccheggiandola, adattandola alle proprie esigenze narrative e alla fiaba (contemporanea) che ha concepito. Il classico di Dumas è solo un espediente narrativo per raccontare una dimensione del ricordo libera da vincoli formali e canoni contenutistici, leggera come l’immaginazione che ne alimenta il fuoco dell’estetica audiovisiva e dell’impeccabile ricostruzione storica.

Ma Tutti per 1 – 1 per Tutti, proprio per via della sua natura caotica e anarchica, non riesce a stabilizzarsi in una forma fissa: instabile e multiforme, gioca con i generi e le citazioni rubate nello spazio e nel tempo, abbatte limiti e confini – determinati dal buon gusto e dal buon senso – finendo per risultare un pastiche nonsense, spiritoso passatempo natalizio privo di una coerenza narrativa capace di giustificare una simile operazione. La ritrovata alchimia tra i membri del cast, che conta alcuni degli attori italiani più importanti del panorama odierno, contribuisce a creare quel clima rassicurante di goliardica avventura tra amici, trasformando i personaggi in “compagni d’armi” perfetti per queste inedite festività natalizie.

Guarda il trailer ufficiale di Tutti per 1 – 1 per Tutti

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Ma Tutti per 1 – 1 per Tutti, proprio per via della sua natura caotica e anarchica, non riesce a stabilizzarsi in una forma fissa: instabile e multiforme, gioca con i generi e le citazioni rubate nello spazio e nel tempo, abbatte limiti e confini – determinati dal buon gusto e dal buon senso – finendo per risultare un pastiche nonsense, spiritoso passatempo natalizio privo di una coerenza narrativa capace di giustificare una simile operazione.
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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