domenica, Settembre 25, 2022
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Moschettieri del Re, recensione del film di Giovanni Veronesi

Moschettieri del Re è il nuovo film diretto da Giovanni Veronesi che riunisce un cast all star, composto da Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Margherita Buy, Alessandro Haber, Matilde Gioli, Giulia Bevilacqua, Lele Vannoli, Valeria Solarino, Roberta Procida, Luis Molteni, Marco Todisco e Antonio Iuorio per portare sullo schermo un inedito adattamento rivisitato del classico di Dumas.

D’Artagnan (Favino), Porthos (Mastandrea), Athos (Papaleo) e Aramis (Rubini) un tempo erano i gloriosi Moschettieri del Re, ma dopo quasi 20 anni le cose sono cambiate notevolmente: il primo, munito d’un improbabile accento francese, alleva bestiame e maiali; il secondo è un castellano lussurioso e sifilitico, l’altro un frate vessato dai creditori e l’ultimo un reduce ubriacone.

Cinici, disillusi e sempre abilissimi con spade e moschetti, saranno richiamati all’avventura dalla regina di Francia Anna (Buy) per provare a salvare la Francia dalle perfide trame ordite dal cardinale Mazzarino (Haber) e dalla sua fidata alleata Milady (Bevilacqua). Insieme al fidato Servo muto (Vannoli) e a un’intrepida ancella (Gioli), i quattro combatteranno per la libertà degli Ugonotti perseguitati e per l’incolumità del loro giovane e dissoluto Re Luigi XIV (Todisco).

Moschettieri del Re (qui il trailer ufficiale) è un esperimento atipico: su carta appare come un adattamento letterario, ma a prima vista può essere un remake in salsa comica di film kolossal come La Maschera di Ferro – il look dei Moschettieri invecchiati non ricorda quello dei protagonisti del film? – oppure la più classica parodia di genere, che fa il verso alle opere cappa e spada che ne hanno costruito la fortuna.

Ma scavando sotto la forma, aggirando l’ostacolo dei costumi e della confezione allettante e patinata, Moschettieri del Re rimane un divertissement, un gioco stilistico abbastanza sterile architettato solo per intrattenere il pubblico tra un inseguimento, una schermaglia, qualche battuta e una parata di star tutte italiche.

Una promettente idea di partenza, dal potenziale incredibile, viene inficiata da una sceneggiatura pressoché inesistente che risente di una tradizione tutta italiana farsesca, macchiettistica e da commedia dell’arte: come un canovaccio, la storia si perde tra gag e battute apparentemente figlie dell’improvvisazione e delle interazioni tra gli attori – tutti fuoriclasse – sul set.

L’alchimia tra gli interpreti, la virata sui toni della commedia, non sono abbastanza per costruire un film solido che possa reggere abbondantemente oltre l’ora e mezza: la composizione scenografica è sontuosa così come l’allestimento e i costumi, che contribuiscono a creare l’atmosfera giusta nonostante lo spostamento geografico dalla Francia del Re Sole all’Italia, precisamente in Basilicata; la fotografia fin troppo perfetta e patinata rievoca lo sfarzo consumistico delle pubblicità, tra panoramiche e visioni d’insieme che esaltano le potenzialità dello schermo cinematografico.

La mancanza di una sceneggiatura solida indebolisce il prodotto, finendo per relegarlo nell’ambito dei tentativi mancati; Moschettieri del Re, invece di essere un solido film in costume con sferzate ironiche che ne tengono alto il ritmo, si trasforma in un pastiche vivace e caotico, rutilante ma un po’ vuoto, che fa quasi rimpiangere – nello spettatore – l’originale avventuroso di Dumas, così “rassicurante” soprattutto nel periodo delle feste.

Guarda il trailer ufficiale di Moschettieri del Re

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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