Dopo la collaborazione in Hamnet, Jessie Buckley e Paul Mescal tornano a condividere il set in un progetto che si preannuncia estremamente ambizioso. I due attori, infatti, saranno protagonisti di Hold On to Your Angels, il nuovo film scritto e diretto da Benh Zeitlin, autore del cult Re della terra selvaggia.
Come riportato da Deadline, il progetto – attualmente in fase di sviluppo avanzato – sarà presentato ai buyer durante il mercato di Cannes di questo mese, dove secondo gli addetti ai lavori potrebbe rapidamente entrare nel radar dei principali studios internazionali. Alcune fonti, infatti, si dichiarano sorprese che un’operazione di questo livello non sia stata ancora opzionata.
A produrre il film saranno Plan B Entertainment, già dietro titoli come Moonlight, insieme ad Alex Coco attraverso la sua etichetta Rapt Film, fresca del successo di Anora. La distribuzione domestica è affidata a CAA Media Finance, mentre le vendite internazionali saranno gestite da The Veterans. Le riprese sono previste per febbraio 2027.
Di cosa parla Hold On to Your Angels?
Hold On to Your Angels è ambientato ai margini della Louisiana del Sud e racconta una storia d’amore intensa e distruttiva: un fuorilegge dannato interpretato da Mescal e una “feroce pastora di anime perdute” interpretata da Buckley si innamorano in un contesto che sta lentamente collassando, trascinato dal degrado del paesaggio e della società che li circonda. Una storia che mescola romanticismo, violenza e una forte componente mitica.
Zeitlin ha descritto il film come “la storia d’amore più impossibile che abbia mai visto”, sottolineando come il progetto nasca da un’idea coltivata per anni e profondamente legata alla sua poetica, già evidente in Re della terra selvaggia, film uscito nel 2012 che lo ha imposto come una delle voci più originali del cinema indipendente americano.
Anche i produttori di Plan B hanno espresso grande entusiasmo, definendo Zeitlin un autore capace di unire realismo intenso, mitologia e visione poetica su larga scala. Sulla stessa linea Alex Coco, che ha sottolineato la capacità del regista di raccontare “una bellezza profonda e umana” nei margini spesso dimenticati dell’America.


