Il biopic Michael, dedicato all’ascesa di Michael Jackson verso la fama mondiale, arriva nelle sale dopo un percorso produttivo tutt’altro che lineare. Il film, inizialmente concepito per affrontare anche i momenti più controversi della vita del Re del Pop, è stato profondamente modificato in corso d’opera, fino a eliminare completamente ogni riferimento alle accuse di abusi su minori che segnarono la carriera di Jackson negli anni ’90.
In un lungo report di Variety, fonti vicine alla produzione affermano che la sceneggiatura originale del film prevedeva un incipit drammatico ambientato nel 1993: Jackson, davanti allo specchio, osservava il proprio riflesso mentre le luci delle auto di polizia illuminavano la scena. Una sequenza intensa, che avrebbe introdotto il capitolo più oscuro della sua vita. Tuttavia, queste scene – inclusa una perquisizione a Neverland Valley Ranch – sono state eliminate.
La decisione è arrivata dopo che i legali dell’eredità di Jackson, coinvolta come produttrice del film, hanno individuato una clausola legale connessa a un accordo con uno degli accusatori della popstar, Jordan Chandler. Tale clausola vieterebbe qualsiasi rappresentazione o menzione del caso in opera cinematografiche. Di conseguenza, i realizzatori del biopic hanno dovuto riscrivere completamente il terzo atto.

Un finale riscritto e una produzione complicata
Il cambiamento ha comportato ritardi significativi. Dopo vari rinvii – inizialmente il film era previsto per aprile 2025 – Michael uscirà negli Stati Uniti il 24 aprile 2026 (il 22 nelle sale italiane). A complicare ulteriormente la lavorazione, anche l’incendio di Palisades che ha danneggiato la casa dello sceneggiatore John Logan.
A giugno dello scorso anno, il cast è tornato sul set per oltre tre settimane di riprese aggiuntive. Le nuove scene sono state girate a Los Angeles, con un aumento dei costi stimato tra i 10 e i 15 milioni di dollari rispetto al budget iniziale di 155 milioni. L’eredità di Jackson ha coperto le spese extra, ottenendo in cambio una quota significativa del film.

Dalla controversia al mito
Il risultato finale ha cambiato radicalmente il tono dell’intero progetto: Michael non si chiude più su uno scandalo, bensì su un momento di gloria. L’ultima scena del film è ambientata durante il Bad Tour, con il cantante pronto a salire sul palco per una delle sue performance iconiche.
Il film punta fortemente sulla musica e sull’immagine pubblica dell’artista, evitando gli aspetti più controversi della sua vita privata. Tra i temi centrali emerge invece il rapporto conflittuale con il padre, Joe Jackson, e il percorso di recupero dopo il grave incidente del 1984 durante le riprese di uno spot Pepsi, che causò al Re del Pop ustioni al cuoio capelluto e portò l’artista all’uso di antidolorifici.
A interpretare Michael sarà Jaafar Jackson, nipote del cantante (figlio di Jermaine Jackson), mentre il candidato all’Oscar Colman Domingo vestirà i panni di Jo, il padre di MJ. Curiosamente, Janet Jackson non comprare tra i personaggi.
La produzione è stata seguita da vicino dall’entourage dell’artista. L’avvocato John Branca e la dirigente Karen Langford hanno partecipato alle decisione principali, mentre il figlio di Jackson, Prince (accreditato come produttore esecutivo), è stato una presenza costante sul set. Gli altri due figli, Paris e Bigi, non sono stati coinvolti.

Un’eredità ancora divisiva
Nonostante il successo planetario e un’eredità musicale indiscutibile, Michael Jackson resta una figura controversa. Le accuse di abuso continuano a influenzare la percezione pubblica, anche se l’artista ha sempre proclamato la propria innocenza.
L’eredità del cantante sembra però aver trovato una strategia narrativa efficace: puntare su una rappresentazione più empatica e focalizzata sul talento. Un esempio in tal senso è MJ the Musical, grande successo a Broadway, che si conclude poco prima dello scandalo del 1993. Lo spettacolo è ancora in cartellone ed è uno dei pochi musical lanciati dopo la pandemia ad aver superato i 300 milioni di dollari di incasso.

Aspettative al box office e possibili sequel
Il produttore Graham King ha rivelato che il materiale raccolto per il film è enorme – la prima versione superava le tre ore e mezza – e potrebbe dar vita a più capitoli. Circa il 30% delle scene tagliate potrebbe essere riutilizzato per eventuali sequel, che potrebbero esplorare fasi successive della carriera di Jackson, come gli album “Dangerous” e “Invincible” o la costruzione di Neverland.
In quest’ottica, le previsioni riguardo gli incassi di Michael sono decisamente incoraggianti: il film potrebbe debuttare con oltre 55 milioni di dollari negli Stati Uniti, superando l’esordio di Bohemian Rhapsody (prodotto sempre da King). L’obiettivo dichiarato è raggiungere almeno 700 milioni di dollari a livello globale.
Se il pubblico risponderà positivamente, Michael potrebbe essere solo l’inizio di una nuova saga cinematografica dedicata al Re del Pop. Una cosa è certa: questa volta, i retroscena più scomodi che hanno accompagnato la sua vita reale sono stati messi da parte, con una narrazione che sembra puntare esclusivamente al racconto della leggenda.


