lunedì, Maggio 23, 2022
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Il Signore degli Anelli: 10 curiosità sulla trilogia

Il Signore degli Anelli (in inglese The Lord of the Rings) è una trilogia colossal fantasy co-prodotta, co-scritta e diretta del regista neozelandese Peter Jackson, basata sull’omonimo romanzo scritto da J.R.R. Tolkien. La saga è formata da Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello (2001), Il Signore degli Anelli – Le due torri (2002) e Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re (2003).

Ambientati nel mondo immaginario della Terra di Mezzo, i tre film seguono l’avventura degli hobbit Frodo Baggins (Elijah Wood) e Samvise Gamgee (Sean Astin) impegnati in una difficile missione per distruggere l’Unico Anello e quindi garantire l’annientamento del suo creatore, l’Oscuro Signore Sauron (Sala Baker). I due piccoli hobbit, saranno accompagnati a Mordor, nel Monte Fato (dove dovrà essere distrutto il Anello) dalla creatura Gollum (Andy Serkis), un tempo portatrice dell’Unico Anello.

Nel frattempo Aragorn (Viggo Mortensen), l’erede in esilio al trono di Gondor, Gandalf (Ian McKellen), Legolas (Orlando Bloom) e Gimli (John Rhys-Davies) dovranno unire e mobilitare i popoli Liberi della Terra di mezzo nella guerra contro gli eserciti di Sauron. Altri personaggi principali sono Arwen (Liv Tyler), Peregrino Tuc (Billy Boyd), Meriadoc Brandibuck (Dominic Monaghan), Galadriel (Cate Blanchett), Saruman (Christopher Lee), Elrond (Hugo Weaving), Boromir (Sean Bean) e Bilbo Baggins (Ian Holm).

Ecco, di seguito, 10 curiosità che forse non conoscevi sulla trilogia:

Il design di Gollum 

Prima che il design definitivo di Gollum venisse approvato, il personaggio è stato oggetto di numerosi test da parte dei creativi. In uno dei primissimi concept, Gollum non aveva un naso, ma bensì delle narici scheletriche. Quando gli artisti della Weta Digital partorirono quest’idea, la produzione pensò che lo Hobbit potesse apparire agli occhi del pubblico come antipatico o addirittura disumano, più simile ad uno zombie che ad un essere umano. In un altro concept, il personaggio appariva con una pancia decisamente sproporzionata. Inizialmente, il personaggio doveva essere ricreato totalmente in digitale, ma quando Andy Serkis venne scelto per il ruolo, il regista Peter Jackson decise di ricorrere alla motion capture per consentire all’attore di interpretare davvero il personaggio. Così, dopo aver lavorato ai design dello stesso per circa tre anni, il team della Weta si vide costretto a rimodellarlo ancora una volta.

Il tatuaggio in onore delle riprese

Otto dei nove attori che hanno interpretato i membri della Compagnia dell’Anello si sono fatti un tatuaggio con la scritta “Tengwar”, che in elfico vuol dire “Nove”, in ricordo dei mesi trascorsi sul set in occasione della lavorazione della trilogia. Tutti gli attori si sono recati in un negozio di tattoo a Wellington, in Nuova Zelanda, dove erano in corso le riprese del film: l’unico membro a rifiutarsi di partecipare al “rito collettivo” è stato John Rhys-Davies, mentre Sean Astin e Billy Boyd si sono fatti tatuare la scritta sulle rispettive cavaglie, per celebrare le interminabili ore trascorse al trucco per farsi applicare i piedi da Hobbit.

Il monologo di Cate Blanchett

Mentre Peter Jackson era impegnato con la produzione del primo film della trilogia, il regista era intenzionato ad aprire La Compagnia dell’Anello con un prologo narrato dal personaggio di Cate Blanchett. La New Line Cinema era però contraria, e convinse il regista a tagliarlo dal film. Per uno strano scherzo del destino, quando Jackson iniziò a girare Le Due Torri, questa volta era la New Line a volere che il film si aprisse con un monologo della Blanchett, cosa che lasciò molto perplesso il regista. È prassi comune che i registi si scontrino con la produzione durante le riprese di un film, ma che arrivano addirittura a farlo due volte, per uno stesso “problema”, è decisamente bizzarro!

Il casting di Aragorn

Viggo Mortensen non avrebbe mai dovuto interpretare Aragorn nella trilogia de Il Signore degli Anelli. Inizialmente, in fase di pre-produzione, era stato scelto Stuart Townsend per la parte. Tuttavia, dopo solo quattro giorni di riprese, Peter Jackson si rese conto che l’attore era troppo giovane e che il personaggio richiedeva un attore più vecchio. Così venne ingaggiato Viggo Mortensen in sostituzione di Townsend. All’inizio Mortensen non era sicuro di riuscire ad entrare nei panni del personaggio, perché non aveva mai letto il libro di J.R.R. Tolkien, né aveva mai lavorato o incontrato prima Peter Jackson. A spingerlo ad accettare la parte fu suo figlio di 11 anni, grande fan della saga letteraria. 

Gli stunt di Viggo Mortensen

Dopo aver firmato per interpretare Aragorn, Viggo Mortensen insistesse per girare da solo i suoi stunt e non essere sostituito da alcuna controfigura (esattamente come fa Tom Cruise nella saga di Mission Impossible!). Naturalmente, non sono mancati gli incidenti sul set: mentre girava una scena particolarmente intensa, Mortensen si è rotto due dita dei piedi. Durante le scene di battaglia, l’attore si è rifiutato di utilizzare spade di alluminio o di gomma (normalmente più leggere e più agili da maneggiare), pretendendo solo ed esclusivamente spade di acciaio. Il maestro Bob Anderson, esperto nell’uso della spada che ha lavorato al film in qualità di consulente, ha dichiarato che Viggo era “il miglior spadaccino che avesse mai addestrato.”

Il design di Shelob

Forse non tutti sanno che Peter Jackson soffre di aracnofobia, ossia il timore ossessivo dei ragni. Eppure, il design del personaggio di Shelob – il malefico essere in forma di ragno – è basato proprio sulle varie tipologie di ragno che esistono in Nuova Zelanda e che il regista ha sempre odiato, fin da bambino. Inoltre, la sequenza di Shelob ne Il Ritorno del Re è piena zeppa di effetti pratici: diverso materiale, in lattice e di tipo flessibile, è stato utilizzato per rendere la scena ancora più realistica e spaventosa.

La performance di Andy Serkis

Quando Andy Serkis venne ingaggiato per il ruolo di Gollum, prima dell’inizio delle riprese venne chiesto all’attore di realizzare alcune sessioni di doppiaggio in Nuova Zelanda, per circa tre settimane. Gollum doveva essere creato utilizzando esclusivamente la CGI, con l’attore scelto per la parte che avrebbe dovuto prestare al personaggio esclusivamente la sua voce. Quando Serkis sostenne il provino per il ruolo, però, Peter Jackson fu così colpito dal suo talento che decise di ricorrere alla motion capture, in modo da permettere a Serkis di poter lavorare effettivamente sul set. L’attore ha dichiarato di aver basato i movimenti della sua performance sugli spasmi che contraddistinguono i tossicodipendenti da eroina, mentre per la voce si è basato sui gatti nel momento in cui tossiscono a causa dei boli di pelo. Prima di ogni ciak, Serkis beveva quello che lo stesso aveva ribattezzato come “il succo di Gollum”, ossia un mix di miele, limone e zenzero per proteggere la voce dagli sforzi richiesti per l’interpretazione.

La canzone di Pipino

La canzone di Pipino è nata quando la co-sceneggiatrice della saga, Philippa Boyens, si è accorta per caso del talento musicale nascosto di Billy Boyd. Durante una pausa dal set, alcuni membri del cast e della troupe si recarono in un pub per partecipare ad una serata karaoke. In quell’occasione, Boyens scoprì del grande talento vocale di Boyd. Boyens ricordava che nel romanzo originale Denethor chiede a Pipino di cantargli una canzone mentre Faramir stava per andare in guerra; sapeva quindi che c’era un modo per mettere in mostra il talento canoro di Boyd anche nel film. Una volta entrato in possesso del il testo originale della canzone, ha lasciato che Boyd si occupasse della melodia. 

L’incidente di Ian McKellen

Ne La Compagnia dell’Anello, quando Gandalf arriva a casa di Bilbo, sbatte la testa contro una trave del soffitto. Ebbene, sappiate che questa scena – che contribuisce a dare allo spettatore la sensazione di quanto divario, in termini di altezza, ci sia tra i due personaggi – non era presente nella sceneggiatura. Ian McKellen urtò per sbaglio la testa nel bel mezzo delle riprese, ma non lasciò che l’incidente rovinasse il momento: ha continuato a recitare e così Peter Jackson decise di lasciare “l’errore”, dal momento che McKellen aveva fatto un lavoro incredibile per cercare di far sembrare l’incidente come parte integrante dell’azione.

I film sono stati girati “back-to-back”

Tutti e tre i film della trilogia de Il Signore degli Anelli sono stati girati “back-to-back”, ossia consecutivamente. Prima che la trilogia entrasse in produzione, il record per le riprese cinematografiche più lunghe della storia del cinema apparteneva ad Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, che rimase in produzione per ben 274 giorni, ossia 16 mesi. Tecnicamente, Apocalypse Now detiene ancora quel record, dal momento che la trilogia de Il Signore degli Anelli è stata vincolata allo stesso numero di giorni di riprese. Girare una trilogia in maniera consecutiva è una pratica abbastanza comune a Hollywood: è successo, ad esempio, per il secondo e il terzo film di Ritorno al futuro, per il secondo e il terzo film della saga Pirati dei Caraibi e per il secondo e il terzo film di Matrix. Difficilmente, però, un franchise è stato girato “back-to-back” a partire dal primo capitolo.

Fonte: ScreenRant

Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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