Summertime, recensione della nuova serie originale italiana Netflix

scritto da: Ludovica Ottaviani

Summertime è il titolo della nuova serie originale italiana Netflix, in arrivo sulla piattaforma dal 29 aprile; ma “Summertime” è anche il titolo di un intramontabile standard jazz firmato dai fratelli Gershwin, nonché un riferimento al nome della protagonista: Summer, appunto, come la stagione; quella Summer-time che fa da sfondo alle avventure sentimentali di un gruppo di spensierati giovani.

La serie è una moderna storia d’amore, ambientata durante l’estate, sulla costa adriatica. Un’attrazione innegabile unisce Ale (Ludovico Tersigni) e Summer (Coco Rebecca Edogamhe), due ragazzi che provengono da mondi molto diversi. Lui è un ex campione di moto, ribelle e deciso a riprendere in mano le redini della sua vita; lei è una ragazza che rifiuta di omologarsi alla massa e sogna di volare lontano, ma sa di essere il collante della sua famiglia. Il loro amore sboccerà allo schiudersi dei primi ombrelloni sulla spiaggia e crescerà forte e travolgente assieme al sole dell’estate. Per entrambi, le vacanze saranno un viaggio indimenticabile che li porterà lontano da quello che erano prima di conoscersi.

Summertime, insieme a Suburra, Baby e Luna Nera, è la nuova serie originale prodotta da Netflix Italia e indirizzata – come gli ultimi due – ad un pubblico composto da giovani e giovanissimi: soprattutto in questo caso, dove gli otto episodi che la compongono s’ispirano – nelle premesse – al cult generazionale “Tre Metri Sopra il Cielo” firmato da Federico Moccia e descrive, ad ampio spettro, i turbamenti dell’adolescenza tra canzoni, mare, amori estivi e piccoli problemi di cuore da sempre alla base di ogni teen drama che si rispetti.

E la serie, rispetto ad altri tentativi tutti italiani di ritrarre l’istantanea accurata di una generazione, riesce a riempire i vuoti – e ad ovviare agli errori – spesso incontrati dagli altri prodotti audiovisivi: con una regia estetizzante e una fotografia nitida (quanto satura) che ricorda da vicino il mondo della musica indie italiana, con tanto di codici e stilemi, la serie si presenta già competitiva e pronta ad un lancio su un mercato più ampio e dal respiro internazionale. Perché per quanto la storia raccontata affondi le radici nell’Italia di oggi, riesce a catturare lo spirito romantico ed ingenuo della spensieratezza giovanile senza incappare negli eccessi morbosi e nelle trame conturbanti di alcuni suoi predecessori.

I giovani protagonisti, quasi tutti al primo ruolo importante a parte Ludovico Tersigni (già visto in Slam – Tutto per una ragazza) e Andrea Lattanzi (Sulla mia pelle), possono restare talvolta vittime (innocenti) di dialoghi didascalici e prove attoriali acerbe, ma hanno quella freschezza che spesso manca nel panorama cine-televisivo odierno: una freschezza e una modernità che permette di immortalare un’Italia moderna, ad ampio spettro, spesso trascurata dal circuito mainstream. Una protagonista mulatta, l’amore LGBTQ+, famiglie in difficoltà alle prese con i problemi quotidiani, differenze sociali e tanti altri argomenti vengono finalmente mostrati al grande pubblico, rompendo una sorta di atavico tabù sociologico.

Gli sceneggiatori Sofia Assirelli, Enrico Audenino, Mirko Cetrangolo, Daniela Delle Foglie, Daniela Gambaro, Francesco Lagi, Vanessa Picciarelli, Anita Rivaroli e i due registi Lorenzo Sportiello e Francesco Lagi sono riusciti, con Summertime, a superare i limiti di un’opera letteraria (seppur famosa) trasformando le debolezze in pregi, grazie anche a una narrazione seriale in 8 puntate che ha permesso alla storia di crescere lentamente, costruendo a piccoli passi un grande affresco corale pronto a far leva su un elemento che ci accomuna tutti: la dolcezza del ricordo. E quali sono, i più dolci in assoluto, se non quelli estivi con lo sfondo della spiaggia, delle risate, degli amori nati e spezzati; al ritmo di musica, dal sapore di salsedine, con gli abbracci spezzati e le lacrime salate che spesso sancivano addii dolorosi e grandi amori durati il tempo di un ultimo giro di danza?

Se l’estate è, da sempre, lo scenario più dolce e malinconico per la costruzione di un immaginario collettivo-sentimentale, forse la base del coming of age di ognuno di noi, imprescindibile è anche la presenza della musica: quindi anche in Summertime la colonna sonora si rivela fondamentale, legata a doppio filo con l’estetica e il racconto drammaturgico di un’intera generazione. I generi spaziano dall’indie, alla trap e all’hip-hop, senza disdegnare il pop e il cantautorato.

Frah Quintale, Francesca Michielin, Achille Lauro, Franco126, Gemitaiz, Tommaso Paradiso, Psicologi, Raphael Gualazzi e la cantautrice Thony (rispettivamente presenti il primo in un cameo e la seconda nel ruolo della madre di Summer), i Coma Cose e infine Giorgio Poi, cantautore indie che ha firmato le musiche della serie e collaborato alla supervisione della colonna sonora, giocando proprio sulle sonorità che cullano, idealmente, il ricordo e la nostalgia delle emozioni legate a quella breve stagione che è l’estate.

Guarda il trailer ufficiale di Summertime

Ludovica Ottaviani

Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)


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