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Unabomber, la vera storia di Ted Kaczynski: dal prodigio di Harvard alla caccia dell’FBI

La vera storia dietro il film Unabomber: chi era Ted Kaczynski? Dal prodigio di Harvard agli attentati, fino alla lunga caccia dell’FBI e alla cattura del 1996.

Il 25 settembre 2026 Netflix ha distribuito Unabomber, il nuovo thriller diretto da Janus Metz e interpretato da Jacob Tremblay, Russell Crowe e Shailene Woodley. Il film, dichiaratamente ispirato a fatti reali, ricostruisce la trasformazione di Ted Kaczynski da brillante studente di matematica a uno dei più ricercati terroristi interni della storia degli Stati Uniti.

La storia raccontata sullo schermo attraversa due momenti della sua vita: gli anni della formazione e quelli della lunga caccia dell’FBI all’uomo che per quasi vent’anni spedì ordigni esplosivi a persone e istituzioni legate al mondo universitario e tecnologico. Ma chi era davvero Ted Kaczynski? E quanto della vicenda raccontata nel film Netflix corrisponde alla realtà?

Ted Kaczynski, il bambino prodigio diventato professore

Theodore John Kaczynski nacque a Chicago nel 1942 e fin da giovanissimo dimostrò capacità matematiche fuori dal comune. Entrò ad Harvard a soli 16 anni e si laureò in matematica nel 1962. Proseguì poi gli studi all’Università del Michigan, dove conseguì un dottorato, prima di diventare assistente professore di matematica all’Università della California, Berkeley.

Era un percorso accademico straordinario, ma Kaczynski scelse improvvisamente di abbandonarlo. Nel 1969 lasciò Berkeley e negli anni successivi si allontanò progressivamente dalla società. Nel 1971 si trasferì in una piccola baita costruita nei pressi di Lincoln, in Montana, conducendo una vita estremamente isolata.

È proprio questo passaggio, dal giovane matematico brillante all’uomo che rifiuta la società tecnologica moderna, a costituire uno degli elementi centrali del film di Janus Metz. Netflix presenta infatti Unabomber come la storia di una progressiva trasformazione, raccontata parallelamente alla successiva indagine che avrebbe portato alla sua identificazione.

Unabomber. Cr. Philippe Bosse/Netflix ©2026

Gli esperimenti di Harvard con Henry Murray

Uno degli elementi più delicati della biografia di Kaczynski riguarda il periodo trascorso ad Harvard. Nel film assume un ruolo importante lo psicologo Henry Murray, interpretato da Russell Crowe.

Murray era una figura di primo piano della psicologia di Harvard e aveva diretto la Harvard Psychological Clinic. Durante gli anni universitari, Kaczynski partecipò a un controverso studio psicologico condotto nell’ambito di un progetto guidato da Murray.

La vicenda è stata successivamente oggetto di numerose ricostruzioni e interpretazioni, soprattutto per le modalità particolarmente stressanti degli esperimenti. Il coinvolgimento di Kaczynski è diventato uno degli aspetti più discussi della sua biografia, anche perché anni dopo i suoi avvocati tentarono di collegare quelle esperienze alla sua successiva evoluzione psicologica.

È però importante distinguere tra un fatto documentato e una relazione causale: la partecipazione di Kaczynski agli esperimenti è reale, mentre non esiste una prova semplice e definitiva che permetta di considerare quegli studi come la causa della sua trasformazione nel futuro Unabomber.

La nascita dell’Unabomber

La campagna terroristica di Kaczynski iniziò nel 1978, quando un ordigno artigianale venne trovato in un parcheggio dell’Università dell’Illinois a Chicago. Negli anni successivi gli attentati continuarono, prendendo di mira soprattutto università, ricercatori, aziende e persone associate al mondo della tecnologia.

L’indagine venne identificata con il nome in codice “UNABOM”, acronimo derivato da UNiversity and Airline BOMbing. Nel 1979 l’FBI istituì una task force dedicata al caso, che nel corso degli anni sarebbe arrivata a coinvolgere oltre 150 investigatori, analisti e altri specialisti.

Per quasi due decenni l’identità dell’attentatore rimase sconosciuta. Kaczynski costruiva gli ordigni utilizzando materiali facilmente reperibili e prestava particolare attenzione a non lasciare tracce che potessero condurre agli investigatori.

Il bilancio della sua campagna fu di tre persone uccise e 23 ferite. Complessivamente, secondo l’FBI, furono 16 gli attentati realizzati prima della sua cattura.

Unabomber. Cr. Philippe Bosse/Netflix ©2026

Il manifesto che cambiò l’indagine

La svolta arrivò non grazie a un’impronta o a una sofisticata analisi scientifica, ma attraverso le parole dello stesso attentatore. Nel 1995 Kaczynski inviò ai principali giornali un lungo testo intitolato “Industrial Society and Its Future”, nel quale esponeva la propria visione radicalmente ostile alla società industriale e allo sviluppo tecnologico.

Minacciando di interrompere gli attentati qualora il testo fosse stato pubblicato, riuscì a portare il manifesto sulle pagine del Washington Post e del New York Times. La decisione dell’FBI di permetterne la pubblicazione si rivelò fondamentale. Migliaia di persone lessero il testo e iniziarono a fornire possibili identificazioni agli investigatori.

Tra queste arrivò quella decisiva: David Kaczynski, fratello di Ted. David aveva riconosciuto alcune somiglianze tra il linguaggio utilizzato nel manifesto e quello presente nelle lettere scritte dal fratello. Consegnò quindi agli investigatori materiale personale che consentì agli esperti di effettuare un’analisi linguistica.

Il confronto tra i testi, insieme agli altri elementi raccolti durante l’indagine, fornì agli investigatori la base necessaria per ottenere un mandato di perquisizione.

La cattura nella baita del Montana

Il 3 aprile 1996 l’FBI arrestò Kaczynski nella sua isolata baita vicino a Lincoln, in Montana. La perquisizione fornì agli investigatori le prove che cercavano: vennero trovati componenti utilizzabili per la costruzione di ordigni, circa 40.000 pagine manoscritte contenenti appunti, esperimenti e riferimenti agli attentati e un ordigno pronto per essere spedito.

Dopo quasi vent’anni, la caccia all’Unabomber era terminata. Nel gennaio 1998 Kaczynski si dichiarò colpevole e accettò una condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.

Unabomber. Cr. Philippe Bosse/Netflix ©2026

Cosa racconta davvero il film Netflix

Unabomber non è una ricostruzione documentaristica, ma un film drammatico ispirato a eventi reali. La produzione ha scelto di intrecciare la storia personale di Kaczynski con quella dell’indagine, concentrandosi in particolare sugli anni di Harvard e sulla successiva caccia dell’FBI.

Jacob Tremblay interpreta il giovane Kaczynski, mentre Russell Crowe veste i panni di Henry Murray. Shailene Woodley interpreta invece l’agente dell’FBI Joanne Miller, personaggio che appartiene alla costruzione drammatica del film e non va quindi automaticamente sovrapposto a una singola figura storica reale. Nel cast figurano inoltre Annabelle Wallis, Alexander Ludwig, Steven Ogg e Marc Menchaca.

La pellicola utilizza dunque una vicenda realmente accaduta come base narrativa, ma la rielabora attraverso personaggi, dialoghi e situazioni costruite per il racconto cinematografico. Il dato storico fondamentale rimane però quello di un uomo che, partendo da un percorso accademico eccezionale, arrivò a intraprendere una campagna di attentati durata quasi vent’anni e conclusasi con la sua identificazione attraverso il linguaggio e l’aiuto decisivo del fratello.

È questa parabola, più ancora del mistero sull’identità dell’attentatore, a rappresentare il cuore della storia di Ted Kaczynski: la distanza tra il giovane matematico che sembrava destinato a una brillante carriera universitaria e l’uomo che sarebbe diventato noto in tutto il mondo con il nome di Unabomber.

Redazione
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