Yesterday, recensione del film di Danny Boyle sceneggiato da Richard Curtis

scritto da: Stefano Terracina

Le canzoni dei Beatles hanno indubbiamente segnato non solo la generazione di tutti i nati a partire dai primi anni ’60, ma anche influenzato gran parte di quelle a venire, insieme al lavoro di tantissimi artisti che – nel corso della storia – si sono lasciati ispirare proprio dai testi e dalle sonorità dei Fab 4 di Liverpool. Ma cosa accadrebbe se, improvvisamente, nessuno al mondo si ricordasse della loro esistenza?

Ne deriverebbe un vuoto culturale sicuramente incolmabile, ma anche la possibilità – se sei un’aspirante cantautore non particolarmente dotato – di riuscire a cambiare per sempre la tua vita e a realizzare il sogno più grande di tutti: diventare il nuovo profeta della musica e raggiungere le tanto agognate “popolarità e successo”. Da questo assunto (inverosimile) prende le mosse Yesterday, la nuova rom-com musicale partorita dalla mente di Richard Curtis, vero e proprio Re Mida della moderna commedia britannica.

Jack Malik è un cantautore di Lowestoft (Inghilterra) che sogna da sempre una carriera nel mondo della musica. Nonostante la sua manager e amica d’infanzia Ellie lo incoraggi a non rinunciare ai suoi sogni, Jack sembra realmente intenzionato ad appendere la chitarra al muro una volta per tutte. Quando viene investito da un autobus durante un blackout che colpisce il pianeta su scala globale, Jack scopre che nessuno al mondo ha mai sentito parlare dei “famosi” Beatles. Per il giovane musicista l’occasione si rivelerà più che ghiotta: inizierà a suonare le loro canzoni, facendole passare come proprie e spianandosi così la strada ad un luminoso e proficuo futuro nel magico mondo delle sette note.

Un omaggio particolarmente sentito ma non propriamente riuscito quello che Richard Curtis rende alle note immortali di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr attraverso il suo Yesterday, una commedia che unisce il sentimentalismo alla musica, il tutto condito da un pizzico ardito di elemento fantastico. D’altronde, una vera favola per i “Giovani di Cuore” non può fare a meno di mescolare in maniera deflagrante, malinconica e sdolcinata tutti questi elementi, che nel film sceneggiato da Curtis risultano comunque funzionali alla costruzione di una storia tutto sommato godibile che non riesce però a regalare emozioni scalpitanti.

Yesterday è un film che vive di situazioni paradossali, di momenti più o meno divertenti e di altri più romantici e smaccati; soprattutto, è un film che si nutre di tutte quelle indimenticabili canzoni dei Fab 4 (dalla title track del titolo a Let It Be, passando per Here Comes the Sun fino ad arrivare a The Long and Winding Road) che ci hanno accompagnato per una vita intera e che inevitabilmente non possono che generare un brivido lungo la schiena dello spettatore durante la visione. Sfortunatamente, la sceneggiatura di Curtis non sembra particolarmente ambiziosa, con dialoghi sì piacevoli (in parte anche profondi) ma parecchio lontani dalla graffio sagace ed esilarante al quale lo sceneggiatore di pellicole quali Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Love Actually ci aveva abituati.

Un gradevole divertissement, innocuo dal punto di vista della struttura narrativa, che annulla qualsiasi velleità registica tipica di Danny Boyle: la regia è anonima, quasi invisibile, totalmente al servizio di una storia dai tratti surreali che aveva tutto il potenziale per risultare un prodotto dirompente, capace di scalfire in profondità l’animo dello spettatore. Decisamente meglio riescono a fare gli interpreti: Himesh Patel – dalle splendide doti canore! – è decisamente adorabile nei panni del protagonista Jack, regalando una performance tenera, equilibrata ma anche raggiante all’occorrenza, affiancato da una Lily James nei panni dell’amica d’infanzia/manager/amore di una vita Ellie che riesce a tenergli testa in maniera impeccabile. Da segnalare anche l’interpretazione di Kate McKinnon nei panni della perfida e spietata agente Mandi e il coinvolgimento del celebre cantante Ed Sheeran nei panni di se stesso.

Yesterday racconta l’epopea di una vita larger than life (stra)colma di sogni, aspettative e speranze che, inevitabilmente, viene poi costretta a fare i conti con la realtà, ben più amara ma non per questo incapace di sorprenderci o emozionarci ancora. Perché se c’è una cosa che l’ultimo film di Danny Boyle riesce comunque a trasmettere è un messaggio forte e chiaro che in tempi decisamente bui come quelli che stiamo vivendo – in cui la “popolarità” sembra essere diventata lo scopo “unico e solo” – deve essere preso come un monito: la ricerca della fama, del successo, della gloria è nulla se nella nostra vita manca l’amore, il motore immobile che ci spinge ad andare avanti e ad affrontare il presente, senza mai dimenticare il passato e confidando sempre nel futuro.

Guarda il trailer ufficiale di Yesterday

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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