La Llorona – Le Lacrime del Male, recensione dell’horror prodotto da James Wan

scritto da: Stefano Terracina

Un nuova, terrificante e minacciosa figura demoniaca è pronta a fare il suo debutto nell’universo di The Conjuring e, soprattutto, nelle sale cinematografiche italiane, richiamando l’attenzione di tutti quegli spettatori amanti dell’horror da grande schermo che ormai dal lontano 2013 si sono appassionati ad una delle saghe più profiliche e di successo prodotte da Hollywood negli ultimi anni.

Perché La Llorona – Le Lacrime del Male, in arrivo al cinema dal 17 aprile, rappresenta ufficialmente il sesto capitolo del franchise creato da James Wan, che ancora una volta figura esclusivamente in qualità di produttore. E nonostante il film racconti una storia nuova di zecca, introducendo per la prima volta nel remunerativo universo cinematografico un personaggio che i fan non avevano mai visto in nessuno dei precedenti capitoli (spin-off compresi), è innegabile che lo stesso presenti tutta una serie di rimandi – soprattutto dal punto di vista stilistico – ai precendeti episodi, senza considerare l’esplicito collegamento narrativo reso attraverso la figura di uno dei personaggi secondari, (tranquilli, non sveleremo né il collegamento né il personaggio! Ma se non vi importa di rovinarvi la sorpresa, potete approfondire cliccando qui).

La storia de La Llorona – Le Lacrime del Male parte da una materia che è innegabilmente intrisa di fascino, mistero e – naturalmente – terrore: la pellicola si ispira infatti all’iconica figura leggendaria latinoamericana della Llorona, lo spirito in pena di una donna che uccise i suoi figli in preda ad un raptus di gelosia, per poi suicidarsi nello stesso fiume dove commise l’atroce infanticidio. La leggenda (che varia a seconda del paese) vuole che lo spirito disperato e piangente della donna, sospeso tra il Paradiso e l’Inferno, vaghi nella notte alla ricerca di bambini innocenti da sostituire con i suoi: chiunque senta il richiamo mortale della Llorona, è condannato a finire preda del suo desiderio sempre più vorace e dei suoi metodi terrificanti.

Attorno a questa leggenda l’esordiente Michael Chaves (a cui lo stesso Wan ha affidato la regia dell’annunciato The Conjuring 3) prova a costruire una nuova spaventosa storia ambientata a Los Angeles negli anni ’70 e che ha come protagonista un’assistente sociale e madre single vedova (interpretata da una convincente Linda Cardellini). La donna, dopo aver deciso di mandare in custodia protettiva due bambini per metterli al sicuro dai presunti abusi della madre, si ritrova coinvolta in una serie di sconvolgenti avvenimenti che iniziano a minacciare la sua sicurezza e, soprattutto, quella dei suoi figli: si tratta dell’avvento della Llorona, il cui spirito è tornato sulla Terra per dare nuovamente la caccia ai più piccoli e provare così a placare il suo senso di colpa.

Con La Llorona – Le Lacrime del Male, Wan e Chaves si rifanno ad una delle incarnazioni più ataviche della paura, ossia il racconto popolare, cercando di espandere ancora di più un universo cinematografico che – nel bene e nel male – è stato in grado di intrattenere e terrorizzare il pubblico di tutto il mondo (a prescindere dagli effetti meriti qualitativi del prodotto finale, come avvenuto nel caso dello spin-off The Nun – La Vocazione del Male). Quella della Llorona è certamente una figura incredibile e quanto mai spaventosa da portare sul grande schermo, e la passione di Wan per le storie di fantasmi e per il paranormale non avrebbe certamente potuto ignorare l’enorme potenziale intriso in una possibile trasposizione della leggenda sul grande schermo.

Sfortunatamente La Llorona – Le Lacrime del Male si presenta come l’ennesimo film che non riesce ad aggiungere nulla di nuovo ad un franchise i cui dettami sembrano ormai essersi già consolidati e, a quanto pare, destinati a rimanere inalterati nel tempo. Da un punto di vista prettamente visivo, Chaves si rifà in tutto e per tutto all’operato di Wan, prendendo in prestito da quanto messo in scena dal collega malaysiano nei primi due episodi di The Conjuring (gli unici da lui diretti). Movimenti di macchina e costruzione dell’immagine che, seppur realizzati in maniera esemplare, si rifanno ad un qualcosa che lo spettatore è già stato abituato a vedere. Chaves, senza aggiungere alcun tipo di guizzo, si rivela dunque un discreto mestierante, lasciando che il risultato finale appaia privo di una personalità ben definita.

L’utilizzo del jumpscare è ben assettato ma purtroppo mal calibrato: se nella prima parte del film i famosi sobbalzi sulla poltrona risultano realmente spaventosi e a tratti inaspettati, a mano a mano diventano sempre più prevedibili e telefonati, fino a risultare eccessivi. Decisamente poco sorprendente è anche la struttura narrativa: per quanto il film scorra in maniera semplice e lineare, le tematiche che affronta vengono trattate con estrema superficialità. La prima parte è quella che risulta più solida e coinvolgente, dove la tensione è gestita al meglio e i momenti più inquietanti risultano degni di nota; la seconda, invece, è quella più debole, dove il ritmo si fa discontinuo e il susseguirsi degli eventi stempera la tensione rendendo l’azione più caotica e le scelte dei protagonisti oltremodo scontate e prevedibili.

L’aspetto più riuscito de La Llorona – Le Lacrime del Male (qui il trailer italiano ufficiale)  è indubbiamente quello relativo al concept della figura della “donna che piange”, che grazie ad una perfetta commistione tra artigianato ed effetti speciali  (e anche all’interpretazione dell’attrice Marisol Ramirez), riesce a suscitare la paura necessaria derivante da una figura dal passato tragico vendicativa ed incredibilmente evocativa, nonostante la sceneggiatura non le renda adeguata giustizia, definendo la sua backstory attraverso pochi tratti superficiali e rendendola, dunque, un villain privo di spessore.

Guarda il trailer de La Llorona  – Le Lacrime del Male

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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