Finché Morte Non Ci Separi, recensione della commedia horror con Samara Weaving

scritto da: Stefano Terracina

Si dice che quando sposi qualcuno, inevitabilmente “sposi” anche la sua famiglia. Peccato che non tutte le famiglie siano uguali: alcune, infatti, possono nascondere segreti davvero terrificanti e la prima notte di nozze può trasformarsi in un vero e proprio incubo ad occhi aperti. È quello che succede in Finché Morte Non Ci Separi (titolo originale Ready or Not), irriverente black comedy dalle sfumature horror diretta da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett – registi già avvezzi al genere (vedi La stirpe del male) – e in arrivo nelle sale italiane dal 24 ottobre.

Il film racconta la storia di Grace, una giovane donna di origini modeste che sta per sposare il ricco Alex, appartenente alla casata dei “Le Domas”, noti per aver costruito la loro fortuna sui giochi da tavolo. Alla mezzanotte del giorno delle nozze nella sontuosa tenuta di famiglia, Grace viene “costretta” a rispettare un’antica tradizione familiare: il nuovo arrivato, infatti, deve prendere parte ad un gioco; nel caso di Grace, si tratterà di giocare a nascondino. Turbata ma anche incuriosita, Grace accetta, dando il via ad un serrato e terrificante inseguimento in cui la giovane, ancora in abito da sposa, dovrà cercare di sopravvivere ad una folle famiglia armata e implacabile, convinta di dover uccidere la sposa altrimenti una maledizione si abbatterà su di loro.

Finché Morte Non Ci Separi è la black comedy da non perdere se siete degli amanti del genere. I registi Matt Bettinelli e Tyler Gillet mettono in scena una velata critica alla presupposta superiorità della borghesia, alle tradizioni del matrimonio e a certi antichi e barbosi rituali familiari attraverso una spietata ma a tratti anche divertente “caccia all’uomo” (o “alla sposa!”); un inseguimento a dir poco serrato durante il quale si alterano scene di estrema violenza con battute al vetriolo.

Non ci si annoia mai durante la visione del film: il duo di registi è in grado di mantenere costante l’attenzione del pubblico costruendo minuto dopo minuto un vero e proprio survival movie intriso di sarcasmo e di cinismo, in cui l’irriverenza e la follia dei membri del clan dei “Le Domas” si mescola all’intelligenza, alla forza d’animo e alla resistenza tanto fisica quanto psicologica di una protagonista con la quale si entra subito in sintonia e per la quale è impossibile non fare il tifo.

Attraverso il personaggio Grace – interpretato dalla bravissima Samara Weaving (già star della black comedy The Babysitter, disponibile su Netflix) – la sceneggiatura stempera tutti quei cliché fastidiosamente legati alla figura della classica “damigella in pericolo”: Finché Morte Non Ci Separi sovverte qualsiasi tipo di stereotipo legato al personaggio femminile, regalandoci una donna dalla sconfinata forza di volontà, incapace di arrendersi e pronta a combattere fino alla fine con le unghie e con i denti, pur di tornare a casa sana e salva.

Ad intrattenere e a divertire non sono chiaramente soltanto le situazioni dalle quali Samara è puntualmente costretta a fuggire, ma anche la caratterizzazione dei personaggi, uno più folle e squilibrato dell’altro. I registi ci presentano una gamma vastissima di personaggi completamente sopra le righe, interpretati con grande spirito ed ironia da ognuno degli attori coinvolti (tra i quali spiccano l’insolente patriarca Henry Czerny, la nevrotica matriarca Andie MacDowell, la pecora nera della famiglia Adam Brody e l’inquietante zia Nicky Guadagni.

Finché Morte Non Ci Separi è il divertissement giusto per la notte di Halloween o per chi ha semplicemente voglia di trascorrere un paio d’ore al buio della sala facendosi intrattenere da un prodotto lontano dalle logiche del politically correct che sicuramente non aggiunge nulla di nuovo al proprio genere di appartenza, ma che riesce ad intrattenere grazie ad una trama ben congeniata, una struttura narrativa solida, una cast di attori ben collaudato, numerose sottotrame decisamente interessanti ed una manciata di trovate a dir poco geniali.

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Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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