lunedì, Settembre 20, 2021
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Addio Fottuti Musi Verdi recensione del film dei The Jackal

Addio Fottuti Musi Verdi è l’atteso esordio al cinema dei The Jackal. Poniamo il caso che siate un gruppo affiatato di Youtuber. Youtuber nati per caso nella rete e diventati famosi grazie alla rete, e che a un certo punto della vostra carriera qualcuno vi proponga di fare un film al cinema (il corrispettivo di ciò che accadeva fino a qualche anno fa con i comici di Zelig).

Poniamo che questa proposta arrivi dopo il catastrofico debutto al cinema di un altro gruppo di Youtuber, i The Pills, che nonostante una certa notorietà su internet e un produttore come Valsecchi alle spalle, con Sempre meglio che lavorare hanno incassato nel 2016 a stento 500.000 euro. Ecco, posto tutto ciò, che genere scegliereste per il vostro film?

Pur non essendo il capolavoro che consacrerà la carriera dei The Jackal, AFMV è un ottimo film che ha ampie possibilità di generare un favorevole passaparola

I The Jackal, non venendo meno alla loro fama di creativi ribelli alle convenzioni (basti citare gli spot realizzati per la Carrefour e Müller), hanno risposto a questa domanda scegliendo di fare una commedia fantascientifica che ammicca al cinema di Edgar Wright (in particolare a At the World’s End). In parte ambientata a Napoli e in parte nello spazio, con gli alieni e  un cast giovane e poco conosciuto.

Follia? In parte si. Perché una scelta del genere, per quanto coraggiosa, anticonformista e fuori dagli schemi, comporta un enorme rischio al botteghino, soprattutto se rapportata al pubblico italiano, attualmente poco avvezzo alle novità cinematografiche.

addio fottuti musi verdi

Addio Fottuti Musi Verdi recensione del film dei The Jackal

Nonostante le brecce aperte da Il ragazzo invisibile e Lo chiamavano Jeeg Robot, prevale ancora grande diffidenza verso l’abbinamento purtroppo inconsueto tra cinema italiano e fantascienza. Differenza che i The Jackal hanno deliberatamente ignorato, facendo evidentemente leva sulla forza delle loro passioni, sull’approccio scanzonato al genere (ben ravvisabile dal trailer) e sullo zoccolo duro del pubblico che li segue, una nutrita schiera di trentenni che condivide il loro stesso humus cinematografico e d’immaginario, sicuramente ben disposto verso questo esperimento. Sarà sufficiente? O non basterà?

Di certo c’è che a differenza del film dei The Pills, che presentava una serie di insanabili pecche a livello di narrazione e ritmo, Addio fottuti musi verdi, presentato nella sezione Alice Nella Città della 12^ edizione della Festa del Cinema di Roma, pur non essendo il capolavoro che consacrerà la carriera dei The Jackal, è un ottimo film che ha ampie possibilità di generare un favorevole passaparola.

Funziona, infatti, soprattutto da un punto di vista tecnico: i sorprendenti effetti speciali si sposano con scenografie e costumi ben curati che non appaiono mai, neanche per un secondo, posticci; la fotografia, realizzata da Francesco Di Giacomo, è precisa e perfetta nel delineare le atmosfere dei diversi ambienti; il montaggio procede serrato e calibrato sui tempi talvolta comici della messa in scena; anche le musiche, curate da Michele Braga, sono azzeccate.

Il film resta godibilissimo dall’inizio alla fine, con un paio di momenti (tra cui quello che ha come protagonista un noto cantante italiano…) assolutamente cult

Per essere un esordio alla regia (firma Francesco Capaldo, in arte Francesco Ebbasta, storico regista del gruppo), il risultato è davvero notevole. Meno riuscito forse sul fronte dell’interpretazione dei protagonisti, un po’ acerba, e della storia, esile nonostante alcuni guizzi degni di nota, il film resta comunque godibilissimo dall’inizio alla fine, con un paio di momenti (tra cui quello che ha come protagonista un noto cantante italiano…) assolutamente cult.

La decisione di scegliere come ambientazione Napoli si allontana finalmente da una prospettiva, sia cinematografica che televisiva, molto, troppo romano-centrica, rendendo giustizia a una delle città più belle d’Italia che ora, finalmente, alla pari di Los Angeles, New York e Londra, vanta il suo film di fantascienza (quasi) apocalittico.

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