lunedì, Settembre 20, 2021
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Venezia 78: Freaks Out e le creature “speciali ma non straordinarie” di Gabriele Mainetti

Freaks Out, il nuovo attesissimo film di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, presentato in Concorso a Venezia 78.

Dopo il grandissimo successo di critica e pubblico di Lo chiamavano Jeeg Robot, Gabriele Mainetti debutta ufficialmente nel Concorso della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presentendo a Venezia 78 la sua seconda attesissima fatica dietro la macchina da presa, Freaks Out.

Il film, ambientato a Roma nel 1943, racconta la storia di Matilde, Cencio, Fulvio e Mario, che vivono come fratelli nel circo di Israel. Quando quest’ultimo scompare misteriosamente, forse in fuga o forse catturato dai nazisti, i quattro “fenomeni da baraccone” restano soli nella città occupata. Qualcuno però ha messo gli occhi su di loro, con un piano che potrebbe cambiare i loro destini… e il corso della Storia.

A proposito della creazione di questi “freaks”, che nel film vengono definite “creature speciali ma non straordinarie” e del periodo storico in cui è ambientata la storia, il regista Gabriele Mainetti ha dichiarato: “Subito dopo Lo chiamavano Jeeg Robot, io e Nicola Guaglianone ci siamo interrogati su quale storia ci sarebbe piaciuto raccontare. Abbiamo iniziare a pensare a tutti i film che amiamo di più. Alla fine gli abbiamo messi insieme e abbiamo pensato di ambientare la storia durante la Seconda Guerra Mondiale. Ci divertiva l’idea di accostare al freak e alla sua natura fisica, che di per sé lo rende unico, un elemento fortemente conflittuale, rappresentato dalla figura del nazista. Di fronte a questo conflitto così importante è nata la storia di Freaks Out. 

“All’inizio avevo un po’ di timore, che ovviamente condivisi con Gabriele, in merito alla realizzazione di una storia così”, ha aggiunto Nicola Guaglianone. “Però quando ne abbiamo parlato, nei suoi occhi c’era quella stessa scintilla di quando pensammo alla storia de Lo chiamavano Jeeg Robot. L’idea di raccontare, in quel periodo storico, di mostri che agivano come uomini e di uomini che agivano come mostri, ci sembrava particolarmente interessante.”

Parlando del titolo così evocativo (che non può non riportare alla memoria il classico di Tod Browning degli anni ’30) e della diversità di generi che il film ingloba al suo interno, Mainetti ha spiegato: “Freaks di Tod Browning è un film meraviglioso che, purtroppo, non venne accolto come meritava e che distrusse anche la sua vita. Era un regista prodigioso che raccontò una storia coraggiosa che mise in difficoltà la sua carriera. In realtà, però, il titolo del mio film si riferisce proprio al suo significato. Freaks Out in inglese significa impazzire, ed è quello che succede ai nostri personaggi.”

“Questi freaks sono in una sorta di grembo che li protegge, fino a quando il loro circo non viene sventrato da questo bombardamento e si ritrovano al di fuori, lontani dalla loro comfort zone, costretti a fare i conti con la loro diversità e con il mondo”, ha aggiunto Mainetti. “Credo che il film sia per tutti. Cerco di raccontare delle storie che abbiano una polifonia di strani, che possano essere fruibili da tutti, nella speranza però di offrire anche degli strumenti per poter scavare a fondo.”

Claudio Santamaria ha poi raccontato qualcosa in merito all’esperienza di portare sul grande schermo questi “freaks” così “cinematografici”. “Freaks Out sancisce un vero e proprio spartiacque all’interno del nostro cinema, dimostrando che si possono concepire storie in grado di divertire ma al tempo stesso di essere credibili perché raccontano di vicende umane che riguardano tutti noi. Questi freaks rappresentano una sorta di ‘armata Brancaleone’ con dei poteri che non sanno utilizzare se non all’interno di questo circo, il loro spazio vitale, un mondo ancora infantile. Ora devono diventare straordinari imparando ad agire come degli eroi, quindi aiutando gli altri. Insieme a Gabriele cerchiamo sempre di costruire un passato attorno ai personaggi, che anche se nel film non viene raccontato, esiste nel loro presente e che viene esplicitato attraverso i loro comportamenti.”

“Per me Freaks Out è innanzitutto un film spettacolare, nel senso che affronta lo spettacolo e non scappa da esso”, ha fatto eco Pietro Castellitto. “In Italia siamo sempre abituati a trovare degli escamotage per sfuggire allo spettacolo e non affrontarlo. Tentiamo sempre delle ellissi. Eppure, dentro questo spettacolo enorme e variopinto c’è un equilibrio incredibile che alla fine è l’elemento che riesce ad emozionarti. La sceneggiatura è una delle più belle che io abbia mai letto e, cosa ancora più importante, i personaggi sono tutti credibili. Gabriele, oltre ad essere un perfezionista per quanto riguarda la regia, è molto attento anche ai suoi personaggi e al lavoro con gli attori. Ogni personaggio ha un suo orizzonte di idee entro il quale si muove e che gli conferisce vita. Per me è stato un viaggio davvero incredibile.”

Freaks Out arriverà il 28 ottobre 2021 nelle sale italiane. Il film è sceneggiato da Mario Martone e Ippolita di Majo. Il cast annovera Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta e Franz Rogowski.

Il cast di Freaks Out a Venezia 78

Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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