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Something Very Bad Is Going to Happen: quando il matrimonio diventa un incubo

Un'analisi di Something Very Bad Is Going to Happen che esplora i significati nascosti della miniserie Netflix: tra amore, paura e destino, il finale svela una riflessione inquietante sulla scelta e sulle sue conseguenze.

Fin dal titolo, Something Very Bad Is Going to Happen si presenta come un racconto che rifiuta di nascondere il proprio destino: non si tratta di capire se accadrà qualcosa di terribile, ma quando e perché. Questa scelta narrativa è già una dichiarazione d’intenti. La serie, creata da Haley Z. Boston e prodotta dai Fratelli Duffer (quelli di Stranger Things), abbandona la logica del colpo di scena per costruire una tensione lenta, quasi inevitabile, in cui lo spettatore è intrappolato insieme ai personaggi.

La storia segue Rachel (Camila Morrone) e Nicky (Adam DiMarco) nei giorni precedenti al loro matrimonio, ma il vero fulcro non è l’evento in sé: è il dubbio. Il matrimonio diventa un dispositivo narrativo perfetto per esplorare una paura universale: quella di scegliere la persona sbagliata. La stessa Boston ha dichiarato che l’idea della serie è nata proprio da questa ossessione: la difficoltà di riconoscere il “vero amore” e l’angoscia di impegnarsi senza certezze. In Something Very Bad Is Going to Happen, dunque, l’orrore non è solo soprannaturale: è esistenziale.

La paura di non conoscere chi amiamo

Uno degli elementi più interessanti della serie è il modo in cui ribalta i codici dell’horror. Non c’è una creatura definita, né un antagonista tradizionale. Il “male” è diffuso, ambiguo, e si manifesta soprattutto attraverso le relazioni.

La famiglia di Nicky, inizialmente percepita come minacciosa, si rivela quindi un diversivo: il vero pericolo è interno alla coppia. Rachel non riesce a fidarsi completamente di Nicky, e questo dubbio – apparentemente banale – diventa letale quando si intreccia con la maledizione della sua famiglia: chi sposa qualcuno che non è la propria anima gemella è destinato a morire.

Qui emerge uno dei messaggi più profondi della serie: l’impossibilità di conoscere davvero l’altro. L’amore, spesso idealizzato come certezza assoluta, viene invece rappresentato come un fragile atto di fede, costruito su percezioni e speranze. In questo senso, l’elemento soprannaturale non è altro che una metafora estrema: la maledizione rende concreta una paura già presente nella realtà.

Una metafora del vincolo sociale

La maledizione che attraversa la famiglia di Rachel è uno dei dispositivi simbolici più potenti di Something Very Bad Is Going to Happen. Non è solo una regola narrativa, ma una rappresentazione delle aspettative sociali legate al matrimonio. Il vincolo è chiaro e brutale: devi scegliere la persona giusta, oppure pagherai con la vita – e non solo la tua. Questo meccanismo richiama la pressione culturale che circonda il matrimonio, spesso vissuto come una decisione definitiva e irreversibile.

Il personaggio del “Testimone”, custode della maledizione, aggiunge un ulteriore livello di lettura. È una figura che osserva, giudica e tramanda. In termini simbolici, può essere interpretato come la tradizione stessa, che sopravvive ai singoli individui e impone regole che nessuno può realmente infrangere. La serie suggerisce così che il vero orrore non è la morte, ma l’impossibilità di sfuggire a un sistema di aspettative che si perpetua nel tempo.

Morte, rinascita, condanna

Il finale è, senza dubbio, il momento più complesso e stratificato della serie. Durante il matrimonio, quando ormai il dubbio è diventato insostenibile, Nicky esita e si tira indietro. È l’atto che sancisce definitivamente la verità: non è l’anima gemella di Rachel. Da quel momento, la maledizione si attiva in modo incontrollabile. La violenza che travolge gli invitati non è solo spettacolare: è simbolica. È la distruzione di tutte le relazioni costruite su basi fragili, di tutti i matrimoni fondati su compromessi o illusioni.

Rachel muore – apparentemente – come tutte le donne della sua famiglia. Ma subito dopo avviene la svolta: viene trasformata nella nuova “Testimone”. Questo passaggio è fondamentale: Rachel non sfugge alla maledizione, ma la eredita. Diventa parte del sistema che la opprimeva. Il suo sorriso finale, enigmatico e disturbante, è stato interpretato dalla stessa creatrice della serie come un momento di liberazione e consapevolezza: Rachel ha finalmente scelto se stessa, anche se il prezzo è stato altissimo.

È qui che Something Very Bad Is Going to Happen compie il suo gesto più radicale: la libertà non coincide con la salvezza. Rachel è libera dal dubbio, dall’insicurezza, dall’amore tossico. Ma è anche condannata ad un’esistenza eterna, ad osservare gli altri ripetere gli stessi errori.

Non esistono scelte prive di rischio

Con Something Very Bad Is Going to Happen, i Fratelli Duffer si allontanano dall’epica nostalgica di Stranger Things per abbracciare un orrore più raccolto, quasi teatrale. Il loro contributo si percepisce soprattutto nella costruzione dell’atmosfera: un senso costante di minaccia, che cresce episodio dopo episodio senza bisogno di effetti spettacolari. Ma il vero cuore della serie resta la scrittura di Haley Z. Boston, che utilizza l’horror come strumento per analizzare emozioni reali: amore, paura, insicurezza, bisogno di controllo.

Something Very Bad Is Going to Happen non parla di una maledizione: parla di noi. Parla del momento in cui dobbiamo decidere se fidarci di qualcuno, sapendo che potremmo sbagliarci. Parla del fatto che non esistono garanzie, nemmeno nell’amore. E suggerisce, con spietata lucidità, che a volte il vero errore non è scegliere la persona sbagliata, ma credere che esista una scelta priva di rischio. È questo, forse, il significato più inquietante della serie: qualunque decisione prendiamo, qualcosa di molto brutto potrebbe comunque accadere.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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