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Mad Men compie 10 anni: viaggio tra i peccati dell’America anni ’60

Mad Men in tre parole? Sex, lies e storyboard! La serie televisiva ambientata nella New York degli anni ’60 – che compie ufficialmente 10 anni – racconta le vite di alcuni pubblicitari impiegati nell’agenzia Sterling Cooper, concentrandosi in particolare sulle vicende del suo direttore creativo, Don Draper.

Fin dal primo episodio troviamo i sette peccati tipici degli USA del 1960: fumo, alcol, adulterio, sessismo, omofobia, antisemitismo e razzismo. Un ponte sul passato che ci mostra quello che è stato, ma anche cosa è rimasto invariato. Gli uomini indossano camicie bianche e bevono Manhattan, le persone di colore fanno solo lavori umili, e il fumo è ovunque: in ufficio, nei locali pubblici, addirittura fumano anche i medici durante le visite.; le donne sono un complemento dell’uomo, sono casalinghe o segretarie, anche se già dall’inizio vediamo i primi cenni di femminismo.

Matthew Weiner, già executive producer de I Soprano, è il creatore di Mad Men per AMC, e trascina nello show un po’ di ricetta HBO, fatta di musica e sontuosa cinematografia. Influenzato da Alfred Hitchcock, molte scene sono girate da angoli tipicamente bassi della telecamera. L’ossessione di Weiner per il dettaglio visivo è accompagnato da uno script intelligente, sempre in bilico tra fantasia e realtà, facendo coincidere le storyline dei protagonisti con i mutamenti sociali degli Stati Uniti: dalla campagna presidenziale tra John Kennedy a Richard Nixon (1960), alla crisi dei missili di Cuba (1962), fino all’assassinio di Kennedy (1963) e alle lotte per la conquista dei diritti civili degli afroamericani.

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Mad Men compie 10 anni: viaggio tra i peccati dell’America anni ’60

I personaggi sono tutti caratterizzati in maniera profonda, in modo da conoscere ogni sfaccettatura della personalità. Elizabeth Moss veste i panni di Peggy Olson, la segretaria impacciata con forti ambizioni; Joan Holloway (Christina Hendricks) è la responsabile delle segretarie, una donna single di quasi trent’anni, non il massimo per una donna nel 1960; Pete Campbell (Vincent Kartheiser) è la persona che si prende cura dei clienti, vuole di più e cerca di ottenerlo a tutti i costi.

Betty Draper (January Jones) all’apparenza è la perfetta moglie di Don, in realtà è un’ex modella annoiata dalla routine quotidiana, e spesso ha comportamenti infantili, è fredda, emotiva ed egoista; Roger Sterling (John Slattery) è il CEO della Sterling Cooper: ironico, sciupafemmine, è un’ottima spalla del protagonista Don Draper, interpretato magistralmente da Jon Hamm, che per questo ruolo ha vinto due Golden Globe e un Emmy.

Don Draper è l’antieroe, apparentemente freddo, spietato, un uomo di successo che si è fatto da solo, ma allo stesso tempo è estremamente fragile, scappa da un passato tormentato, un uomo alla costante ricerca di sé stesso un uomo che non riesce ad accettarsi. Il personaggio è ispirato a George Lois, art director di Esquire Magazine dal 1962 al 1972, che ha aspramente criticato Mad Men per i suoi stereotipi.

Mad Men regala qualcosa di essenziale all’essere umano: un punto di vista che raramente si vede in tv, premiato da un successo straordinario di pubblico e critica

La bellezza visiva di Mad Men è merito soprattutto di Weiner, che non ha lasciato niente al caso. Ogni scena è popolata da magnifici arredi di metà del secolo scorso, in strada le auto rappresentano il design americano al suo apice e i prodotti che vediamo nella serie evocano il boom economico, quando si pensava che la vita si potesse migliorare con il consumo di beni materiali.

Mad Men copre un arco temporale di circa un decennio. L’episodio pilota, ambientato nella primavera 1960, è andato in onda il 19 luglio 2007. Quando lasciamo gli uffici della Sterling Cooper è il 17 maggio 2015, ma nella serie si respira la tipica atmosfera hippy del 1969: vediamo i capelli degli uomini che crescono, i blazer lasciano il posto a giacche con le frange; i colori divengono più saturi, i costumi sociali più estremi, il potere culturale spostato verso i giovani; i personaggi prosperano, ingrassano, si perdono. Proprio come nella vita, non si notano i cambiamenti graduali fino a quando non guardiamo indietro.

Mad Men regala qualcosa di essenziale all’essere umano, un ricordo di un mezzo secolo fa, che sembra così vivido come fosse accaduto la settimana scorsa. Un punto di vista che raramente si vede in tv, premiato da un successo straordinario di pubblico e critica.

Lucia Lorenzini
Lucia Lorenzini
Dipendente da cinema e serie tv fin da quando ha iniziato a usare il telecomando | Film del cuore: Casablanca | Il più grande regista: Martin Scorsese | Attore preferito: Leonardo DiCaprio | La citazione più bella: "Luke, sono tuo padre" (Star Wars Episodio V - L'Impero Colpisce Ancora)

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