martedì, Settembre 27, 2022
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Hawkeye: il rebranding di un eroe

La serie Hawkeye vuole rendere giustizia al personaggio di Occhio di Falco e, al contempo, mostrare al pubblico Clint da un punto di vista inedito.

Ci sono voluti dieci anni a Clint Burton per avere un contenuto dedicato. In fin dei conti, tra tutti gli Avengers mancava solo lui. Persino la sua compare Natasha aveva ricevuto un tributo cinematografico (post mortem) con Black Widow. Hawkeye è quindi, prima di tutto, un “atto dovuto” nei confronti di un personaggio rimasto spesso ai margini del Marvel Cinematic Universe, e questo nonostante abbia recitato un ruolo di primo piano nella salvaguardia del pianeta. La serie, creata da Jonathan Igla, fin dalle prime puntate si dimostra ambivalente: da una parte si attesta come seguito ideale di Avengers: Endgame, concentrandosi sulla vita di Clint (Jeremy Renner) dopo il Blip e, dall’altra, introducendo un nuovo personaggio, andando così ad alimentare potenzialmente il MCU: Kate Bishop (Hailee Steinfeld), destinata a diventare partner di Clint e forse un domani a prenderne addirittura le veci.

La quarta serie Marvel distribuita su Disney+ nel 2021 si ricollega dunque idealmente alle precedenti WandaVision e The Falcon and The Winter Soldier, anch’esse ambientate dopo la sconfitta di Thanos. Questa volta, come si evince anche dal titolo, protagonista assoluto è Occhio di Falco, il quale deve ancora riprendersi dalla scomparsa di Natasha, dal ritorno alla “normalità”, dai numerosi acciacchi che le varie missioni a cui ha partecipato gli hanno causato, ma anche da un passato con cui dovrà fare i conti. Fa da sfondo alla vicenda una New York che si prepara a festeggiare forse il primo Natale sereno dopo anni incerti (l’attacco del 2012, l’avvento di Thanos, il già citato Blip, ecc.).

Un mondo che sembra, all’apparenza, essere tornato alla normalità, dove gli Avengers vengono celebrati da un improbabile spettacolo di Broadway (Rogers: The Musical) e dove le potenziali minacce appaiono esclusivamente umane, e quindi decisamente meno preoccupanti. Eppure, come abbiamo imparato dalle precedenti serie Marvel, non tutto è quello che sembra. Se ne accorge ben presto anche il nostro Clint, nella Grande Mela con i figli per una vacanza pre-natalizia, obbligato a scontrarsi con un passato che assume le fattezze di una delle sue maschere più spietate: Ronin, il “vendicatore” sotto la cui veste Clint aveva scelto di affogare il proprio dolore successivamente alla dipartita dei suoi familiari a seguito dei fatti raccontati in Avengers: Infinity War.

Attenzione: da qui in avanti seguono SPOILER!

Il tempo passa per tutti, lo sai Clint?

Guardare la serie Hawkeye significa, da un certo punto di vista, prendere coscienza del tempo che scorre. La vicenda è ambientata nel 2023, a distanza di ben undici anni dai fatti raccontati in The Avengers. Parzialmente distrutta a seguito della battaglia contro di Chiaturi del 2012, New York è una città rinata, dove il tempo sembra aver ripreso a scorrere. Ma quanto avvenuto in passato continua ancora a condizionare il quotidiano di tanti, a cominciare da Clint. La prima considerazione che possiamo fare sul personaggio di Occhio di Falco riguarda il suo evidente (e sottolineato) invecchiamento. Dopo tutto, l’attore Jeremy Renner non è più un ragazzino – quest’anno ha compiuto 50 anni. Se fino ad oggi abbiamo sempre visto e considerato Clint un eroe dinamico sempre pronto all’azione, nella nuova serie Disney+ ci appare più che altro un uomo di mezza età stanco, logoro e pieno di acciacchi.

Le avventure vissute negli anni precedenti hanno condizionato la sua salute fisica. Ha dolori un po’ ovunque (collo, schiena) e l’udito è compromesso a tal punto da doversi affidare a un apparecchio acustico (che spesso disattiva per estraniarsi dalla realtà). Tenendo conto della descrizione del personaggio, Hawkeye sembra assumere le fattezze di un “lungo addio”; un omaggio che è, allo stesso tempo, un commiato. In fin dei conti, più volte Clint ha provato ad andare in pensione, mosso dal desiderio di dedicarsi totalmente alla famiglia. Cause di forza maggiore lo hanno fatto sempre a ritornare sui propri passi – in Captain America: Civil War prima, e poi in Avengers: Endgame -, ma forse ora è giunto il tempo di appendere davvero l’arco al chiodo.

Per farlo, ovviamente, è necessario prendere in carico tutto ciò che è rimasto in sospeso e, se possibile, trovarsi una valida alternativa sulla piazza. Per quanto concerne il primo punto, abbiamo già detto che la narrazione, in Hawkeye, ruota intorno al tentativo di Clint di tornare in possesso del vestito del suo alter-ego Ronin. Una pagina oscura del suo passato, ovviamente incancellabile, ma con cui il personaggio deve obbligatoriamente fare i conti (cosa che farà, assicurandosi che il costume di Ronin venga distrutto per sempre). Riguardo al secondo aspetto, invece: quante possibilità ci sarebbero di imbattersi in un potenziale sostituto? Verrebbe da dire: assai poche. Ma, la serie Disney+ è ambientata a Natale e, si sa, in tale periodo dell’anno possono anche accadere cose straordinarie… persino miracoli.

Clint e Kate, Partenrs in Crime

Inizialmente descritto come un personaggio solitario, il Clint del MCU si è visibilmente trasformato, nel tempo, in una figura maggiormente sfaccettata con una spiccata attitudine al lavoro di squadra. Il suo legame con Natasha Romanoff ha assunto le sembianze di un’amicizia profonda e, di fatto, i due hanno costituito una vera e propria coppia, oltretutto celebrata anche in un episodio della serie animata What If…? La perdita dell’adorata compagna ha ovviamente lasciato un vuoto nella vita di Clint, che deve alla Vedova Nera la sua catarsi: fu lei, infatti, a riportarlo sulla retta via dopo la perdita della famiglia e la scelta di diventare un efferato assassino (sebbene di criminali, giusto specificarlo).

A colmare quel vuoto, nella serie Hawkeye, ci pensa Kate Bishop. Quando Clint la incontra la prima volta, la giovane ha inanellato una serie di “bravate”: prima si è fatta espellere dall’Università per aver fatto accidentalmente crollare la torre campanaria del Campus, poi ha rubato il vestito di Ronin a un’asta illegale e, dulcis in fundo, è ricercata dalla gang malavitosa Traksuit Mafia, una cui affiliata, Maya Lopez (Alaqua Cox) ha con Ronin un conto in sospeso (lo ritiene responsabile della morte del padre). I cultori dei fumetti Marvel sanno benissimo chi è Kate. Negli albi, il personaggio è destinato a recitare un ruolo fondamentale seguendo la strada tracciata da Clint, assumendo anche lei il nome di battaglia di Occhio di Falco ed entrando a far parte dei Giovani Vendicatori.

Nella serie l’accento è posto soprattutto sul passaggio di consegne tra Clint e Kate, la quale ha sempre avuto un debole per l’Avenger, fin da quando lo vide combattere contro gli alieni durante i fatti di New York del 2012, accadimento durante il quale Kate perse l’adorato padre Derek (Brian d’Arcy James). L’accidentale incontro tra i due personaggi permette alla serie di tramutarsi ben presto in un buddy movie atipico con protagonista una strana coppia davvero sui generis. Clint ci metterà un po’ ad abituarsi all’idea di essere affiancato da un’altra partner dopo Natasha, ma alla lunga diverrà per Kate non solo un mentore, ma anche una figura paterna.

Come interpretare, d’altronde, il finale della serie? Sconfitti i vari nemici contro i quali i due arcieri hanno dovuto scontrarsi, per Kate e Clint è giunto il momento del meritato riposo. L’avventura pre-natalizia che hanno vissuto ha decisamente scombussolato la loro esistenza, in particolare quella di Kate. L’ultima scena ci mostra Clint tornare a casa dalla famiglia, ma non da solo. Ad accompagnarlo c’è proprio Kate, “adottata” di fatto dall’eroe e pronta a prenderne il posto (è proprio lui a consigliarle il nome di Occhio di Falco). Vedremo quando il personaggio tornerà in azione, non escludendo la possibilità di un esordio anche sul grande schermo.

La serie Hawkeye all’interno del MCU

L’introduzione di Kate non è l’unico aspetto che caratterizza la predisposizione della serie Hawkeye a infondere nuova linfa alla narrazione del MCU. Fino ad ora ci siamo concentrati sui protagonisti, ma è giusto dislocare lo sguardo anche su altri aspetti e personaggi che vengono introdotti o rilanciati nelle 6 puntate che contraddistinguono la serie Marvel. Nel paragrafo precedente, ad esempio, abbiamo citato la Tracksuit Mafia, che si attesta come la principale antagonista di Clint e Kate. Il nome non lascia indifferenti, perché la società malavitosa è connessa con uno dei villain più celebri della Marvel: Kingpin.

Mai apparso nel MCU, il personaggio era stato recentemente introdotto nella serie Netflix Daredevil, dove era interpretato da Vincent D’Onofrio. Come per Mefisto in WandaVision e Kang il Conquistatore in Loki, anche la possibilità di rivedere il personaggio (questa volta integrato pienamente nel MCU) ha aumentato l’hype nei confronti dell’operazione. Una possibilità che, come nel caso di Kang, si è tramuta in realtà a conclusione del quinto episodio, quando Kate scopre che la madre (Vera Farmiga) è in combutta con il criminale (sempre impersonato da D’Onofrio).

Quale sarà il destino di Kingpin (al secolo Wilson Grant Fisk) nel MCU è tutto da stabilire. Anche perché nel pre-finale della serie un altro personaggio introdotto da Hawkeye, Maya Lopez, dapprima fedele scagnozza di Kingpin, ne diviene nemica dopo aver scoperto il coinvolgimento del proprio datore di lavoro nella morte dell’adorato padre. Un colpo di pistola sparato fuori campo lascia però aperta ogni possibilità, tenendo conto che anche nei fumetti Maya spara al proprio (ex) boss, non uccidendolo ma bensì ferendolo all’occhio.

Kingpin e Maya non sono però gli unici personaggi introdotti ex-novo dalla serie. Vi è infatti un’altra figura capace di catturare immediatamente l’attenzione: il patrigno di Kate, Jack Duquesne (Tony Dalton). Il nome e la sua abilità con la spada non lasciano dubbi: Jack è ovviamente Spadaccino. Nei fumetti mentore di Clint, nella serie Hawkeye il personaggio assume una connotazione differente. Se fin dall’inizio sembra essere lui il principale antagonista di Kate – le sta per “rubare” la madre, ha una sospettosa passione per le armi bianche e, guarda caso, suo zio Armand muore trafitto da una spada (in realtà si scoprirà che l’assassino è la madre di Kate) -, nell’ultima puntata Jack si rivela invece un valido alleato di Clint e Kate, sfoderando tutta la sua bravura con la spada contro gli scagnozzi di Kingpin, intenzionati a uccidere la versione maschile e femminile di Occhio di Falco.

Hawkeye non introduce però solo nuovi personaggi, ma accoglie anche dei volti noti. È il caso della Vedova Nera Yelena (Florence Pugh), sorella di Natasha. La sua apparizione non è propriamente una sorpresa, data la scena post-credit di Black Widow, dove Yelena veniva informata dalla Contessa Valentina Allegra de la Fontaine delle responsabilità di Clint nella morte di Natasha. Una resa dei conti, quella tra Yelena e Clint, piuttosto sbrigativa (e che forse avrebbe necessitato di un maggior approfondimento), ma che si conclude con una “riappacificazione” tra i due.

Che cosa vuol dire essere un eroe?

Prima di vagliare le consuete ipotesi circa i possibili sviluppi del MCU alla luce di quanto visto in Hawkeye, è bene soffermarsi sulla domanda attorno alla quale ruota gran parte della narrazione della serie: che cosa significa essere un eroe? Attenzione, non un supereroe, perché i superpoteri qui non c’entrano proprio nulla. Ciò che conta è invece l’attitudine ad assumersi le proprie responsabilità, a mettere al primo posto il bene collettivo e non il proprio. Da questo punto di vista, Occhio di Falco è la quintessenza dell’eroismo. Rispetto ai suoi colleghi Avengers non è in possesso di alcun potere speciale, ma può fare affidamento solo sulle sue straordinarie capacità umane.

È proprio quest’ultimo aspetto che sottolinea Kate nel finale della serie, quando dice a Clint che lui, o meglio le sue azioni le hanno fatto capire che cosa significasse essere un eroe. Gettarsi da un grattacielo in fiamme pur sapendo di non poter contare su razzi a propulsione o ragnatele ultra resistenti, tanto per fare un esempio. Mettersi al servizio della comunità correndo il rischio di perdere i propri affetti e, talvolta, la propria vita. Un esempio che Kate non sa solo riconoscere, ma che ha il coraggio di mettere in pratica quando, spogliandosi del ruolo di figlia e vestendo i panni di neonata eroina, decide di denunciare la madre, complice di Kingpin.

Introducendo questo articolo, parlavamo della serie Hawkeye come un “atto dovuto” nei confronti di Clint; un personaggio attorno a cui non ruota il merchandising della Marvel, un antieroe taciturno che non fa battere i cuori (almeno fino ad oggi) degli spettatori, ma che, anche in funzione dei suoi limiti umani, rappresenta al meglio la figura dell’eroe. Dopo tutto, chi ha mai detto che un eroe deve essere perfetto? Clint non è certamente uno stinco di santo. Il suo passato è stato travagliato, la sua esistenza è scandita dai sensi di colpa verso Natasha (che non è riuscito a salvare), verso la famiglia (che troppo spesso ha messo in secondo piano), e forse anche verso se stesso.

Ma, proprio per queste sue debolezze, è molto più vicino a noi di quanto non lo siano la maggioranza dei suoi colleghi Vendicatori. Ed è proprio questo che la serie Hawkeye vuole fare: rendere giustizia al personaggio e, al contempo, mostrare al pubblico Clint da un punto di vista inedito, dandogli oltretutto maggiore visibilità. Ne propone, di fatto, un vero e proprio rebranding (un aspetto sul quale anche Kate invita Clint a riflettere), pur consapevole del fatto di essere ormai fuori tempo massimo e non tradendo comunque la proverbiale laconicità del personaggio.

Possibili sviluppi futuri

Lo abbiamo detto e ridetto: c’è un fil rouge che, dal primo Iron Man, si dipana fino al tempo presente, avvolgendo tutti i film e le serie tv legate al MCU. Nessun’opera può davvero considerarsi autonoma al 100%; ognuna, pur nella propria singolarità, è il tramite verso un fine più alto: la definizione di una realtà alternativa. Anche Hawkeye non sfugge a questo destino. Abbiamo visto come si leghi al passato, in modo particolare a Avengers: Endgame e a Black Widow, ma sarà interessante scoprire nei prossimi mesi come si connetterà con i successivi sviluppi del MCU.

Possiamo già dire che c’è almeno una certezze tra i tanti punti di domanda: Maya Lopez tornerà come protagonista della serie Echo, già annunciata da Disney e in arrivo il prossimo anno (e non è da escludere che possa tornare anche Kingpin). Per il resto, di certezze ce ne sono molte poche, mentre le domande sono molte. Abbiamo già detto della possibile uscita di scena di Clint e della probabile ricomparsa di Kate (magari anche al cinema) e della possibile introduzione degli Giovani Vendicatori (alcuni componenti sono stati introdotti già in WandaVision – i figli di Scarlett e Visione – e in The Falcon and The Winter Soldier – il nipote di Isaiah).

Tornerà quasi sicuramente Yelena, già assoldata dalla Contessa in un’ipotetica squadra di “villain”, dove troverà spazio anche l’ex Captain America John Walker (Wyatt Russell). Più difficile prevedere quale sarà la fine di Spadaccino, il cui futuro appare incerto. Difficile che torni con un ruolo da protagonista, più probabile un suo coinvolgimento come spalla; chissà magari proprio della figliastra Kate. Quel che è certo è che nei prossimi mesi non ci annoieremo. Passato Spider-Man: No Way Home sarà il turno di Doctor Strange nel Multiverso della Follia (dove tornerà anche Wanda Maximoff) e poi chissà quali altri eroi e quali altre avventure ci accompagneranno tra cinema e serialità.

Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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