La serie Baby Reindeer, disponibile su Netflix, è basata su un’inquietante storia vera di stalking e abuso sessuale. Nel cast figurato Richard Gadd, Jessica Gunning, Nava Mau e Tom Goodman-Hill. Si tratta dell’adattamento televisivo di un one man show omonimo portato in scena dallo stesso Gadd, ispirato a sua volta dal drammatico incontro dell’attore e comico con una vera stalker.
Scritta da Gadd e diretta da Weronika Tofilska e Josephine Bornebusch, Baby Reindeer è certamente una visione disturbante e a tratti anche sconcertante. La serie racconta la storia di Donny Dunn, un aspirante comico e scrittore scozzese, che lotta per trovare la sua strada e il successo. Un giorno, una donna di nome Martha, in lacrime, entra nel pub dove lavora Donny, spingendolo a compiere una carineria nei suoi confronti: l’uomo, infatti, le offre una “semplicissima” tazza di tè.
Questo gesto all’apparenza innocuo, in realtà, segnerà l’inizio di un vero e proprio incubo ad occhi aperti in cui Martha – ormai sempre più ossessionata – trascinerà il povero Donny. I toni e le atmosfere di Baby Reindeer sono inquietanti e sinistri, specchio della natura angosciante dell’agghiacciante storia vera da cui la serie è tratta.
6Come “Martha” ha stalkerato Richard Gadd nella realtà
Quando Gadd incontrò per la prima volta la vera Martha (un nome di fantasia), stava attraversando un periodo difficile, soprattutto perché la sua carriera stava andando terribilmente male e nessuno rideva delle sue battute. Martha, tuttavia, lo trovava divertente, il che dava a Gadd un’enorme soddisfazione. L’uomo si sentiva anche poco integrato nel bar dove lavorava, oltre che distante dal resto del mondo. In quel contesto, l’attrazione istantanea di Martha nei suoi confronti lo faceva sentire estremamente compreso e – in un certo senso – “affermato”. Il totale affetto da parte della donna era – almeno all’inizio – ciò di cui Gadd aveva bisogno, cosa che di fatto lo spinse a indulgere e cercare conforto in lei.
Quanto accaduto a Gadd – secondo il punto di vista dello stesso – è una storia moralmente ambigua di due individui problematici intrappolati in una sorta di presa reciproca, incapaci di liberarsi. “Sarebbe ingiusto dire che lei era una persona terribile e io una vittima”, ha dichiarato Gadd a The Guardian, riflettendo sulla complessa dinamica tra lui e Martha. Naturalmente, un altro elemento decisamente complesso all’interno della dinamica era rappresentato dal genere: quanto accaduto a Gadd, infatti, rovescia i tipici ruoli di una qualsiasi storia di molestie, dove generalmente l’uomo è l’aggressore e la donna è la vittima. Anche se ci sono stati diversi momenti in cui ha temuto realmente per la sua incolumità, Gadd è sempre rimasto fisicamente più forte della sua molestatrice.
Gadd ha confessato, inoltre, di aver commesso molti errori durante la relazione e di aver assunto comportamenti tutt’altro che perfetti. Tuttavia, ciò non toglie che l’uomo sia stato senza alcun dubbio una vittima di stalkingg. Gadd si rese conto quasi subito della natura ossessiva di Martha e cercò presto di liberarsi di lei, ma senza riuscirsi. Martha lo ha perseguitato per quattro anni e mezzo, invadendo completamente la sua vita, seguendolo ovunque, presentandosi ai suoi spettacoli di stand-up comedy e aspettandolo fuori casa. La donna gli ha inviato un totale di 41.071 email, 350 ore di messaggi vocali, 744 tweet, 46 messaggi su Facebook e 106 pagine di lettere. È stata una persecuzione implacabile, come l’ha definita lo stesso Gadd: “La sensazione che provi soprattutto quando sei vittima di molestie è quella di noia implacabile mista a frustrazione”.


