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Upload, recensione della comedy fantascientifica di Amazon Prime Video

La recensione di Upload, la serie nuova comedy fantascientifica di Amazon Prime Video, creata da Greg Daniels. Disponibile in streaming dal 1° maggio.

Il sentimento del lutto e la paura della morte sono aspetti da sempre legati alla vita di ognuno di noi. Si tramutano, talvolta, in angustiate ossessioni: come accettare la dipartita di una persona amata, oppure come prendere coscienza dell’inevitabile caducità di tutte le cose? A volte, inoltre, siamo portati a vagheggiare l’idea di poter sconfiggere quello spettro oscuro che è una delle poche certezze della vita, e magari ci lasciamo cullare anche dall’illusione di poterci tenere stretti i nostri cari. È da questi presupposti – vagamente esistenzialisti – che prende le mosse la nuova, intrigante, serie tv targata Amazon Prime Video: Upload, disponibile in streaming a partire dal 1° maggio.

Creata da Greg Daniels (The Office), la serie si caratterizza come una commedia fantascientifica, la cui trama si sviluppa in 10 puntate della durata media di 25/30 minuti. Ambientata in un futuro molto prossimo al nostro, ma decisamente più tecnologico, Upload immagina una realtà in cui coloro che stanno per passare a miglior vita possono (pagando fior di quattrini) scegliere di “farsi caricare” in una sorta di aldilà digitale. Ad essere caricata è esclusivamente l’anima dei defunti, mentre il corpo viene ricostruito attraverso la computer grafica, e la loro attività post mortem è vigilata da remoto da una sorta di customer care dedicato. Una volta trasportati in questa realtà digitale alternativa, i defunti non solo potranno continuare a vivere – o meglio: potranno illudersi di farlo -, ma avranno la possibilità di rimanere in contatto anche con i propri cari: tramite telefono, oppure attraverso la realtà aumentata.

Protagonista della vicenda ambientata in questo futuro ipertecnologico è Nathan (Robbie Amell), giovane e promettente sviluppatore di App. A seguito di un insolito incidente automobilistico – la sua auto senza guidatore impazzisce e si sfracella contro un camion dei rifiuti -, Nathan, che dovrebbe subire una rischiosa operazione, su suggerimento della fidanzata Ingrid (Allegra Edwards) sceglie di farsi caricare in uno tra i numerosi aldilà digitali messi a disposizione per i defunti: il sontuoso (e dispendioso) Lakeview. Ad assisterlo in questo luogo all’apparenza straordinario è il suo angelo custode dedicato, ovvero l’addetta alla clientela che ha in affidamento il suo clone digitale: Nora (Andy Allo). Dopo non molto tempo dall’arrivo nella sua nuova casa, Nathan inizia una relazione a distanza (all’apparenza impossibile) con Nora, mentre sullo sfondo comincia a emergere qualche dubbio sul fatto che il giovane sia stato vittima di un incidente casuale.

Se vogliamo, Upload porta alle estreme conseguenze quello che era il principio alla base del celebre programma Second Life, la cui fama accrebbe in maniera esponenziale all’inizio del nuovo millennio. Una vita alternativa che però in questo caso non si dipana parallelamente a quella reale, ma ne rappresenta una continuazione successivamente alla morte biologica. Un aldilà che è raffigurato come la quintessenza del consumismo ai tempi del web (marketing). Tutto, a Lakeview ha un prezzo: dagli abiti che un utente può scegliere di indossare alle attività che può svolgere (pescare, cavalcare nei boschi, guardare i propri ricordi come se fossero una pellicola cinematografica), per non parlare dei fastidiosi banner pubblicitari che ogni tanto disturbano i defunti e li invitano a provare, ad esempio, una nuova tipologia di Tacos oppure un nuovo upgrade.

Tutti questi aspetti non sono però una prerogativa esclusiva dell’aldilà digitale, ma sono un riverbero di ciò che accade anche nella realtà di tutti i giorni. L’umanità vivente descritta da Upload è costantemente iperconnessa, benché caratterizzata da un profondo senso di solitudine. Gli smartphone sono stati sostituiti da quelli che potremmo definire palmphone, ovvero strumenti di comunicazione invisibili e “integrati” nel corpo umano che si materializzano allargando indice e pollice, e tutto (ma veramente tutto!) ha un costo ed è valutato sulla base di uno specifico rating, a cominciare dal sesso occasionale.

Da questa prima descrizione, è chiaro che l’intento di Daniels e dei suoi collaboratori sia stato quello di portare alle estreme conseguenze il modo in cui la tecnologia ha influenzato e sta continuando ad influenzare la nostra contemporaneità. E la domanda che chiaramente gli autori della serie si pongono è la seguente: l’uso della tecnologia dove ci può condurre? Forse in un mondo migliore, ma non è detto sia così. In fin dei conti, il futuro descritto da Upload è contraddittorio quanto il mondo odierno, se non di più: certamente pieno di opportunità e comodità, ma dove basta una macchina impazzita a far crollare tutte quelle solide fondamenta sulle quali si basa.

Un futuro che, durante il corso della narrazione, assume i connotati del vero e proprio protagonista della serie, nel bene e nel male. Certamente l’idea di partenza, quella dell’aldilà digitale, è interessante e fertile da un punto di vista tematico. La sensazione, però, è che la descrizione di questo mondo virtuale abbia fagocitato troppo la creatività degli sceneggiatori, che spesso dimostrano di avere più a cuore le molteplici stramberie tecnologiche di questo paradiso artificiale che non i personaggi, delineati a volta in modo troppo superficiale e stereotipato, nonché l’articolazione del racconto.

Da quest’ultimo punto di vista, infatti, Upload sembra una serie costantemente indecisa sul registro da utilizzare per raccontare la propria storia. Parte come una commedia fantascientifica, magari convenzionale ma comunque divertente e coinvolgente – anche se pervasa talvolta da una comicità ai limiti del demenziale, che poco si addice al tono generale -, ma aggiunge poi sia una sottotrama rosa, che tutto sommato ci può anche stare (la love story tra Nathan e Nora), sia una sottotrama gialla, legata al mistero dell’incidente di cui è vittima il protagonista, che al contrario si amalgama con maggiore difficoltà al resto della narrazione e che non è neppure affrontata in modo uniforme durante il corso delle varie puntate: compare nei primi episodi, è dimenticata in quelli centrali, riemerge con prepotenza nel finale, quando bisogna tirare le fila della storia e al contempo gettare le basi per una seconda stagione.

Per questo motivo, Upload appare una serie che non sa realmente che strada prendere, quasi fosse un po’ schiava dell’idea di partenza – quella dell’aldilà digitale, come detto -, incapace di sviluppare una trama coerente e a riflettere in modo soddisfacente e maturo sulle interessanti tematiche che solleva. Certo, siamo solo alla prima stagione, quindi le 10 puntate vanno valutate come una sorta di lungo pilot che introduce luoghi, fatti e personaggi, però rimane il rammarico per un prodotto dalle grandissime potenzialità, che non è riuscito purtroppo a sfruttarle a pieno. E questo nonostante il supporto da parte di un cast ben assortito ed affiatato, in cui spicca la bravissima Andy Allo.

Guarda il trailer ufficiale di Upload

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Upload sembra una serie costantemente indecisa sul registro da utilizzare per raccontare la propria storia. Parte come una commedia fantascientifica, magari convenzionale ma comunque divertente e coinvolgente, ma aggiunge poi sia una sottotrama rosa, che tutto sommato ci può anche stare (la love story tra Nathan e Nora), sia una sottotrama gialla che al contrario si amalgama con maggiore difficoltà al resto della narrazione.
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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Upload sembra una serie costantemente indecisa sul registro da utilizzare per raccontare la propria storia. Parte come una commedia fantascientifica, magari convenzionale ma comunque divertente e coinvolgente, ma aggiunge poi sia una sottotrama rosa, che tutto sommato ci può anche stare (la love story tra Nathan e Nora), sia una sottotrama gialla che al contrario si amalgama con maggiore difficoltà al resto della narrazione.Upload, recensione della comedy fantascientifica di Amazon Prime Video