venerdì, Luglio 19, 2024
HomeSerie TvRecensioni Serie TvUnder the Bridge, recensione della miniserie con Lily Gladstone e Riley Keough

Under the Bridge, recensione della miniserie con Lily Gladstone e Riley Keough

Tratto dall'omonimo libro inchiesta di Rebecca Godfrey, la miniserie Under the Bridge è disponibile su Disney+ a partire dal 10 luglio.

Il ritrovamento del corpo senza vita di una ragazza sconvolge la placida esistenza di una cittadina di provincia. Un evento che scoperchia metaforicamente il vaso di Pandora, facendo fuoriuscire il lato oscuro di quella piccola, e apparentemente innocente, comunità. Una trovata narrativa pilastro della serialità sin da quando, nel lontano 1990, iniziò l’indagine sull’assassinio di Laura Palmer nel primo episodio de I segreti di Twin Peaks, cult nato dalla folle immaginazione di Mark Frost e David Lynch. Un incipit ripreso negli anni a venire da diverse serie, dalla danese The Killing alla recente Omicidio a Easttown, con un’ottima Kate Winslet. Si potrebbe tranquillamente collocare in questo filone anche la miniserie di otto episodi Under the Bridge, disponibile dal 10 luglio in streaming in esclusiva su Disney+.

Un orrore che però, questa volta, affonda le sue radici nella realtà. La serie è infatti ispirata all’omicidio della quattordicenne Reena Virk, uccisa da un gruppo di coetanei; un terribile fatto di cronaca che sconvolse la Columbia Britannica nella seconda metà degli anni ’90. La produzione adatta l’omonimo libro inchiesta della scrittrice canadese Rebecca Godfrey, testimone diretta di quella scioccante indagine e dei conseguenti processi (quello dell’autrice, interpretata da Riley Keough, è uno dei punti di vista seguiti dalla serie). Lo sviluppo di Under the Bridge è stato affidato a Quinn Shephard, qui al suo esordio sul piccolo schermo (la giovane donna è stata prevalentemente attiva come attrice, per poi passare dietro la macchina da presa con i film Blame e Not Okay), affiancata dalla più navigata produttrice esecutiva e regista Geeta Vasant Patel (House of the Dragon, Ahsoka).

Una classica storia d’orrore di provincia

Siamo nel 1997 a Saanich, Columbia Britannica. Reena Virk (Vritika Gupta) è un’adolescente come tante altre, insicura del proprio corpo e insofferente alle imposizioni dei genitori, una rigida coppia di Testimoni di Geova di origini indiane (Ezra Faroque e Archie Panjabi). Respinta e maltrattata per l’ultima volta da Josephine (Chloe Guidry) e il suo gruppo di bullette, la ragazza deciderà di fargliela pagare spargendo malelingue sulla leader delle sue persecutrici. Ma la vendetta della gang di ragazzine è destinata a sfuggire di mano, con drammatiche conseguenze. Mentre si consuma questa tragedia, l’aspirante scrittrice Rebecca Godfrey (Keough) torna in città per affrontare un lutto del suo passato. Diverse circostanze porteranno la donna a interessarsi al terribile caso, a cui indaga anche la poliziotta nativa Cam Bentland (la nominata all’Oscar per Killers of the Flower Moon Lily Gladstone), sua amica di vecchia data.

È una classica storia d’orrore di provincia quella che si consuma sotto il ponte del titolo. Un male che nasce dal grigiore e dalla noia di giovani vite perdute, simile a tanti casi di cronaca nera provenienti da tutto il mondo (viene naturale tracciare un parallelo tra la crudeltà delle piccole carnefici canadesi e l’insensata violenza delle tre ragazze di Chiavenna che uccisero suor Maria Laura Mainetti, per citare un famigerato e terribile delitto tutto italiano). Adolescenti annoiati, molti dei quali abbandonati dai genitori, che riempiono il vuoto delle loro esistenze con il gangsta rap di Biggie Smalls e con film come Scarface e Quei bravi ragazzi. La bionda Josephine si atteggia da capo banda e idolatra John Gotti, celebre boss della famiglia Gambino. Il suo sogno non è quello di diventare cheerleader, ma di fuggire a New York ed entrare a far parte della mafia.

Alla ricerca delle ragioni del male

Ma Under the Bridge dedica ampio spazio anche alla povera Reena, vittima innocente di una cattiveria senza senso. La serie alterna l’indagine portata avanti in parallelo da Rebecca e Cam con flashback del passato della ragazzina e della sua famiglia (un episodio è dedicato all’arrivo dei suoi nonni in Canada e all’incontro della madre con il padre). Momenti in cui conosceremo da vicino la sola e insicura quattordicenne nei mesi immediatamente precedenti alla sua morte, approfondendo i burrascosi rapporti con i genitori e la nascita della relazione con le sue future aguzzine. Narrazione che confluisce in una parte finale quasi esclusivamente dedicata ai processi ai principali responsabili (negli ultimi due episodi, si potrebbe dire che la miniserie si trasforma in un vero e proprio legal drama).

Under the Bridge è un crime drama il cui cuore non risiede nel lato investigativo, ma nel voler raccontare il vuoto lasciato dalla morte di Reena e nella ricerca delle cause all’origine di quella violenza quasi randomica. Un ritratto sociologico di una gioventù a cui non è stato mai concesso un gesto di gentilezza, che sfoga la sua rabbia e le sue frustrazioni su un povero bersaglio inerme, in cui entra in gioco anche la dinamica del branco. Funzionale per capire questi meccanismi, il rapporto che Rebecca instaura con Warren (Javon “Wanna” Walton), uno dei giovani assalitori in cui la donna rivede la fragilità del fratello probabilmente morto suicida. La serie ci porta in un tragico mondo di vittime che creano, a loro volta, altre vittime, cercando di mostrare comprensione anche per alcuni dei colpevoli (tranne che per la viziata e anaffettiva Kelly, efficacemente interpretata da Izzy G.). Ragazzi molto giovani che hanno commesso un crimine aberrante, ma che non devono essere ridotti a mostri di pura malvagità, anche per evitare che la società ricada negli stessi identici errori.

Guarda il trailer ufficiale di Under the Bridge

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Under the Bridge propone un intrigo crime familiare alla serialità, ma portando sullo schermo fatti tratti dalla cronaca. Se nella storia di una piccola comunità, all'apparenza placida, sconvolta da un inaspettato atto di violenza qualcuno potrebbe associare I segreti di Twin Peaks od Omicidio a Easttown, in questo caso l'accento non viene posto sull'aspetto misterioso dell'indagine. Il cuore di questi otto episodi risiede nel voler capire le cause sociologiche alla radice di un crimine all'apparenza senza senso. La miniserie ci porta in un tragico mondo di vittime che creano, a loro volta, altre vittime, cercando di mostrare comprensione anche per alcuni dei colpevoli; ragazzi molto giovani che hanno commesso un crimine aberrante, ma che non devono essere bollati come mostri di pura malvagità.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -
Under the Bridge propone un intrigo crime familiare alla serialità, ma portando sullo schermo fatti tratti dalla cronaca. Se nella storia di una piccola comunità, all'apparenza placida, sconvolta da un inaspettato atto di violenza qualcuno potrebbe associare I segreti di Twin Peaks od Omicidio a Easttown, in questo caso l'accento non viene posto sull'aspetto misterioso dell'indagine. Il cuore di questi otto episodi risiede nel voler capire le cause sociologiche alla radice di un crimine all'apparenza senza senso. La miniserie ci porta in un tragico mondo di vittime che creano, a loro volta, altre vittime, cercando di mostrare comprensione anche per alcuni dei colpevoli; ragazzi molto giovani che hanno commesso un crimine aberrante, ma che non devono essere bollati come mostri di pura malvagità.Under the Bridge, recensione della miniserie con Lily Gladstone e Riley Keough