venerdì, Aprile 12, 2024
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The Umbrella Academy, recensione della serie Netflix basata sul fumetto di Gerard Way

La recensione di The Umbrella Academy, serie ideata da Steve Blackman per Netflix e basata sull'omonimo fumetto di Gerard Way. Disponibile dal 15 febbraio.

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità… ma anche tanti problemi. Lo sa bene Peter Parker, alias Spider-Man, e come lui lo sanno tanti supereroi moderni che molto spesso si trovano a fronteggiare più che altro loro stessi oltre naturalmente al cattivo turno.

I supereroi un po’ antieroi, contraddistinti da conflitti interiori che farebbero impallidire anche lo psichiatra più distaccato, hanno invaso ormai da anni i fumetti e di conseguenza anche il cinema. Non si tratta più di un’eccezione, come poteva essere magari una graphic novel che ha fatto epoca come Watchmen, scritta da quel geniaccio di Alan Moore e disegnata da Dave Gibbons (e che giustamente il London Times ha inserito fra le più importanti opere letterarie in lingua inglese del ‘900); pensiamo ad esempio al Batman “rivisitato” da Frank Miller e, in generale, alla rivoluzione che ha coinvolto la letteratura di supereroi e ha contaminato anche al cinema: Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, ma anche i più ironici (ma non per questo meno fragili) personaggi Marvel.

Sotto un certo punto di vista, questa “moda” di fare film su eroi che covano drammi interiori e che non riescono a far convivere il proprio dovere “professionale” con la propria vita privata, è diventata una componente pressoché imprescindibile per raccontare le vicissitudini dei supereroi di turno e forse il rischio è quello di scivolare nello già visto.

The Umbrella Academy disponibile dal 15 febbraio su Netflix

All’apparenza questo rischio poteva essere corso anche dall’ultima produzione seriale di Netflix, che non finisce mai di stupire non solo a livello qualitativo, ma anche per quanto concerne la varietà delle proposte che ogni mese il colosso americano mette di fronte ai suoi utenti: stiamo parlando naturalmente di The Umbrella Academy, serie in 10 episodi che racconta la storia di un gruppo di giovani supereroi disfunzionali, creata da Steve Blackman (Altered Carbon) ed ispirata all’omonimo fumetto scritto da Gerard Way e disegnato da Gabriel Ba.

Nel 1989, per uno strano fenomeno, 43 donne in giro per il mondo partoriscono all’improvviso e nello stesso momento. Una coincidenza che spinge l’eccentrico avventuriero e filantropo Sir Reginald Hargreeves (Colm Feore) ad adottare 7 di questi ragazzi (gli unici che riesce a trovare) che dimostrano subito di avere degli straordinari superpoteri e che vengono allevati per essere una sorta di protettori della terra. A distanza di anni però – e forse anche per colpa del loro mentore eccentrico sì, ma anche molto rigido e severo -, i 7 “fratelli” abbandonano la loro casa e la loro “missione” per cercare di vivere esistenze normali.

Quando il padre Sir Reginald muore in modo misterioso, 5 di loro (gli unici rimasti in vita) sono costretti a riprendere i rapporti per cercare di risolvere il mistero del decesso: Luther (Tom Hopper), sorta di leader del gruppo e unico tra tutti ad essere rimasto a fianco al padre (che però lo aveva spedito sulla luna per compiere una missione importante), l’empatica Vanya (Ellen Page), eccellente violinista ma apparentemente senza superpoteri, Allison (Emmy Raver-Lampman) che è diventata una star dello showbiz, Diego (David Castaneda), il tossicodipendente Klaus (Robert Sheehan) e il redivivo Numero 5 (Aidan Gallagher), sparito anni prima anch’egli misteriosamente dopo un viaggio nel tempo e nel futuro (sì, il ragazzo ha questo superpotere!). Alla loro indagine sulla scomparsa del “padre”, si aggiunge però anche un evento apocalittico che sta per sconvolgere il mondo…

Lo si diceva anche in apertura di quest’articolo: parlare, oggi, di supereroi disfunzionali è un po’ una moda e il rischio di trovarsi al cospetto di qualcosa di già visto è molto alto. Eppure, The Umbrella Academy (qui il trailer ufficiale) vi sorprenderà e catturerà anche l’interesse degli spettatori più esigenti, e questo per una serie di fattori.

Il primo è sicuramente la qualità del prodotto (ma quanto ci abitua “male” Netflix!?) da un punto di vista drammaturgico: l’evoluzione degli eventi, i colpi di scena, la capacità di fondere insieme i registri comico e drammatico e naturalmente la profondità con cui vengono raccontati/scandagliati i singoli personaggi è davvero encomiabile.

E che dire, poi, dello stile? L’estetica della serie di Steve Blackman, molto lontana da quella del fumetto, è così sfacciatamente pop che strappa applausi a scena aperta in più di un’occasione (e fin dalla prima puntata), ed è contraddistinta da un connubio tra immagini e musica, specie nelle sequenze d’azione, che è da antologia.

A questi elemento, però, è necessario aggiungere anche un altro aspetto che impreziosisce la serie: il cast, dove spicca soprattutto una Ellen Page superlativa (da tempo non la si vedeva così in parte) che riesce ad emozionare nella restituzione della sua tormentata Vanya.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

The Umbrella Academy vi sorprenderà e catturerà anche l'interesse degli spettatori più esigenti, e questo per una serie di fattori. Il primo è sicuramente la qualità del prodotto (ma quanto ci abitua "male" Netflix!?) da un punto di vista drammaturgico: l'evoluzione degli eventi, i colpi di scena, la capacità di fondere insieme i registri comico e drammatico e naturalmente la profondità con cui vengono raccontati/scandagliati i singoli personaggi è davvero encomiabile.
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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