mercoledì, Maggio 19, 2021
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The Mosquito Coast, recensione della serie con Justin Theroux

La recensione di The Mosquito Coast, serie con Justin Theroux basata sul best-seller di Paul Theroux. Dal 30 aprile su Apple TV+.

Dal 30 aprile, su Apple TV+, sarà possibile testare se il The Mosquito Coast ideato da Neil Cross (Doctor Who, Luther) e Tom Bissell avrà lo stesso successo del romanzo omonimo da cui è tratto, firmato da Paul Theroux ed edito nel 1981.

The Mosquito Coast, la cui prima stagione si compone di sette episodi, può annoverare tra i suoi predecessori illustri anche il lungometraggio Mosquito Coast (1986) di Peter Weir, autore di The Truman Show (1998) e del più recente Master & Commander (2003). In aggiunta, la serie firmata da Rupert Wyatt – regista de L’alba del pianeta delle scimmie e Captive State – vede tra i protagonisti proprio il nipote dell’autore del testo, Justin Theroux, nei panni del misterioso protagonista Allie Fox.

Quest’ultimo è un idealista che decide di portare con sé la sua famiglia nel grande viaggio attraverso la liberazione dal capitalismo. Nonostante il suo ingegno – gestisce infatti una fattoria proprio nella cosiddetta Mosquito Coast, girando al contempo il Sud America per vendere le sue invenzioni – la società cosiddetta civile continua a tartassarlo, riportandogli alla mente i suoi fantasmi. Il progetto di Allie diventa ben presto totale arrivando a inglobare non solo la moglie Margot (Melissa George) e i figili Dina (Logan Polish) e Charlie (Gabriel Bateman), ma anche un altro nucleo familiare, i Maywitt, e la popolazione locale.

The Mosquito Coast potrà sicuramente interessare gli appettiti di chi aveva già trovato appassionante la storia raccontata in Captain Fantastic (2016) di Matt Ross, in cui un padre di famiglia decide di fuggire dalla società per vivere secondo norme ed etiche naturali e non viziate dal consumismo. Nella serie in questione il tema diviene – si passi il termine – meno filosofico e più politico, passando attraverso gli stilemi dell’action e del thriller più consoni all’occhio dello spettatore contemporaneo. E questa caratteristica tratteggia l’effettiva confort zone della serie: azione, mistero, un personaggio forte, qualche ideale, background tecnico (fotografia, ad esempio) davvero efficace.

Certo è che tale zona di conforto sembra non far reggere l’intera costruzione della serie. Justin Theroux rappresenta, per indole e per scrittura del personaggio, il centro totale e assoluto nella narrazione sopraffando, abbastanza spesso, il resto del cast. Non che una scelta del genere non possa essere condivisibile in toto – l’eroe serve, deve esserci e farsi sentire – ma nella cornice visiva di The Mosquito Coast risulta a lungo andare troppo macchinoso e ingombrante.

L’intreccio sembra a volte svogliato ma riesce a farsi tirare sù, specialmente nei primi episodi, dalla caccia che il “Fantasma del Passato” promuove nei confronti di Allie. Insomma, più che un assaggio corposo di un buon adattamento seriale, The Mosquito Coast rimane nei confini di una scrittura messa a tavolino ma non ben strutturata e sviluppata. La sensazione che trapela, alla fine, è quella di un prodotto pensato molto bene ma che, fattivamente, avrebbe potuto dare molto di più.

Guarda il trailer ufficiale di The Mosquito Coast

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Più che un assaggio corposo di un buon adattamento seriale, The Mosquito Coast rimane nei confini di una scrittura messa a tavolino ma non ben strutturata e sviluppata.
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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