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The Mist recensione del pilot della serie tratta dal racconto di Stephen King

Annunciata nel novembre 2013 e prodotta a partire dal febbraio 2016, l’attesa serie televisiva The Mist ha finalmente esordito lo scorso 22 giugno sull’emittente statunitense Spike. Tratta dalla novella La nebbia di Stephen King, le storia – divisa in 10 puntate – seguirà le vicende della piccola cittadina di Bridgeton, nel Maine, dopo che una strana e distruttiva nebbia ha iniziato a propagarsi per le strade, mietendo un numero imprecisato di vittime.

Lasciando solo agli ultimi dieci minuti il preambolo di questa tragedia, il pilot si focalizza invece sui protagonisti, ovvero Kevin Copperland (Morgan Spector) e la moglie Eve (Alyssa Sutherland), dopo che la figlia Alex (Gus Birney) ha iniziato a sostenere di essere stata violentata da un compagno di scuola.

Annunciata nel novembre 2013, l’attesa serie televisiva The Mist ha finalmente esordito lo scorso 22 giugno sull’emittente statunitense Spike

Nonostante il primo episodio si prefiguri come una semplice preparazione al racconto vero e proprio, sono fin da subito rintracciabili due linee narrative che, nei prossimi episodi, verranno probabilmente sviluppate. La prima, che occupa come detto gran parte di questa puntata, tenta debolmente di caratterizzare i personaggi, coinvolgendo lo spettatore nelle singole dinamiche famigliari e individuali.

La seconda, più riuscita e più coerente con il testo originale, predispone invece le tradizionali logiche del horror e del thriller, giocando sul terrore provocato dall’ignota nebbia grigia. Tra le due, quest’ultima è sicuramente più interessante, nonché quella che maggiormente si allinea ai presupposti che hanno anticipato la serie.

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The Mist: nuovo trailer della serie basata sul romanzo di Stephen King

Pienamente aderente allo stile di King è invece l’atmosfera trasognata da American Dream in decadenza che aleggia sulla piccola città di provincia: gli ambienti e i luoghi riecheggiano infatti i romanzi – e i successivi adattamenti cinematografici – dello scrittore statunitense che, già in storie come It o Stand By Me, ha cercato di raccontare il lato oscuro dell’immaginario a stelle e strisce.

Proprio confrontandosi con l’immenso novero delle trasposizioni per il grande schermo, è impossibile non paragonare The Mist all’omonima pellicola del 2007 interpretata da Thomas Jane: rispetto al deludente film, questa nuova produzione Spike appare però riuscita e solida nella sua funzione introduttiva, nonostante il numero piuttosto alto di episodi possa essere deleterio nel proseguo.

È impossibile non paragonare The Mist all’omonima pellicola del 2007: rispetto al deludente film, però, questa produzione Spike appare però riuscita e solida

Più discutibile è la scelta del cast che, sebbene risulti convincente, non favorisce una connessione con lo spettatore. Incarnando figure che almeno per il momento appaiono piatte e anonime, la maggioranza degli interpreti non riesce ad offrire un’interpretazione degna di encomio, riducendosi a semplici figure che popolano la nebbia.

Un discorso differente può essere invece fatto per Frances Conroy, attrice conosciuta da molti per il proprio ruolo in Six Feet Under e in alcune stagioni di American Horror Story: contrariamente ai colleghi, la Conroy si dimostra capace di dipingere un personaggio a tutto tondo che, anche se secondario, colpisce più dei protagonisti.

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Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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