The Crown Stagione 4, recensione della serie Netflix con Olivia Colman

scritto da: Chiara Marchi


Tra pochi giorni, esattamente il 15 novembre, uscirà sulla piattaforma Netflix la tanto attesa quarta stagione della serie tv inglese The Crown. Ancora una volta il ruolo della regina sarà interpretato, come nella terza stagione, dall’attrice britannica Olivia Colman e narrerà una parte della storia inglese degli anni ’80 e ’90. I personaggi di spicco che vedremo, tuttavia, saranno nuovi di questa stagione; si tratterà di Margaret Thatcher, interpretata dall’attrice statunitense, naturalizzata britannica, Gillian Anderson, e di Lady Diana, i cui panni saranno vestiti  dalla giovanissima interprete inglese Emma Corrin.

Come già si evinceva dal teaser della serie, uscito ad agosto, la quarta stagione di The Crown si concentra fortemente sulle figure femminili che hanno fatto la storia dell’Impero inglese degli anni ’80 e ’90, con una particolare attenzione alla storia della amata Lady D. Anche nella quarta stagione della serie tv, la presenza del ruolo della regina Elisabetta II è fondamentale ai fini narrativi dell’intera trama e torna, in alcuni episodi, anche il personaggio della principessa Margaret, sorella della Regina, interpretata, ancora una volta magistralmente, da Helena Bonham Carter, fiore all’occhiello del cast.

Probabilmente Peter Morgan ha voluto risaltare la bravura dell’attrice, dedicandogli, ancora una volta, un intero episodio, uno dei più autentici e toccanti di tutta la serie televisiva, in cui viene sottolineata, attraverso l’insoddisfazione e la noia della principessa Margaret, la vita malamente straordinaria della famiglia reale. Questo è un tema certamente caro a Morgan, che lo ha evidenziato in tutte le stagioni mediante vari espedienti più o meno potenti; nella quarta stagione l’attenzione all’incapacità da parte della famiglia reale di vivere una quotidianità normale è portata quasi all’esasperazione, soprattutto nel racconto del fallimentare matrimonio tra Carlo e Diana, ma anche in un episodio, uno tra i più divertenti della serie, dove viene narrata la storia di Michael Fagan.

Il 9 luglio 1982 quest’uomo di 33 anni, disoccupato e padre di quattro figli, si intrufolò per la prima volta a Buckingham Palace, spingendosi fino alla camera da letto della regina, che però non era presente; poco dopo scappò perché una cameriera si accorse dell’accaduto e dette l’allarme. Tuttavia tre anni dopo, Michael Fagan compì il medesimo gesto, trovando la regina nella stanza; alcuni hanno ipotizzato che ci fosse stato un dialogo tra l’uomo e la regina, ma lui smentì immediatamente queste voci, dichiarando che la donna sarebbe uscita immediatamente dalla camera. Morgan si è attenuto alle voci di corridoio ed ha immaginato un dialogo tra il suddito e la sovrana, un dialogo che ricorda molto l’atteggiamento della Regina Maria Antonietta quando, davanti al popolo affamato che chiedeva del pane, rispose “Se non hanno più pane, che mangino brioche”.

La regina viene ritratta come una donna perlopiù ignara di quello che sta succedendo al proprio paese, ma ben propensa ad ascoltare l’uomo e le sue lamentale sul governo della Thatcher. La costruzione di quest’ultimo personaggio denota la volontà di Peter Morgan di caratterizzarlo al massimo: Margaret Thatcher viene rappresentata in maniera positivamente caricaturale sia dal punto di vista fisico che caratteriale. Un’acconciatura a dir poco statuaria, un’espressione facciale che sembra quasi significare un perpetuo dissenso, una postura curva e un passo deciso sono gli elementi che la fanno apparire come un personaggio grottesco, che ricorda a tratti, anche nella follia delle scelte che intraprende, il personaggio di Norma Desmond in Viale del tramonto, e che risulta assai affascinante.

Un fascino che lo spettatore subisce ancor di più nelle scene in cui Margaret Thatcher mostra atteggiamenti in conflitto con il personaggio forte e risoluto a cui il pubblico è abituato; la vediamo infatti piangere per gli insuccessi politici, preoccuparsi del figlio, cucinare un pasto ai colleghi, ma in tutte queste azioni non emerge una personalità diversa da quella fino ad ora evidenziata, tanto che la gestualità e l’atteggiamento della donna in quei momenti è il medesimo. Margaret Thatcher piange senza versare una lacrima, vergognandosi della debolezza del momento, mostra affetto a un figlio e indifferenza all’altro, cucina di fretta pietanze poco appetibili. Tuttavia l’ultimo dialogo che intraprende con la regina Elisabetta II ha la capacità di mettere completamente a nudo il personaggio, sottolineandone le grandi fragilità.

The Crown S4. Picture shows: Prince Charles (JOSH O CONNOR) and Princess Diana (EMMA CORRIN)

Un altro personaggio centrale nella quarta stagione di The Crown è quello di Lady Diana. La prima cosa che lo spettatore noterà, sarà la grande somiglianza fisica tra Emma Corrin e Lady D. L’attrice inglese porta sul set, in un primo momento, una principessa di Galles giovane, spensierata, innamorata della vita, talvolta anche goffa e dimessa. È vero, Diana Spencer è una ragazza di buona famiglia, ma trascorre la propria vita in un piccolo appartamento nel cuore di Londra, condiviso con altre ragazze, e svolge la mansione di donna delle pulizie presso la casa della sorella. L’incontro con il principe Carlo è casuale, divertente e molto romantico, ma, come ben sappiamo, l’uomo continua ad avere una relazione parallela con Camilla Shand e questo metterà in crisi il matrimonio reale.

Morgan non prende le parti né di Carlo né di Diana, ma sottolinea le grandi fragilità dei due, mostrando da un lato l’inettitudine del principe di Galles e la scarsa stima della famiglia reale nei suoi confronti, dall’altro i gravi disturbi psicologici della moglie dovuti al fallimento del proprio matrimonio e all’ostilità del marito nei suoi confronti. Difatti viene spesso ribadito che il successo popolare di Diana non è fonte di orgoglio per Carlo, ma di vergogna; inoltre la ragazza, così ben voluta dal popolo, viene completamente ignorata dalla regina e odiata per invidia dalla sorella di Carlo. I due sposi quindi abitano in due ville diverse, trascorrono le giornate con i reciproci amanti e, nonostante vogliano la separazione, sono costretti dalla famiglia reale a restare legati al vincolo del loro matrimonio. Morgan indaga sapientemente l’animo dei due personaggi, mostrando le loro fragilità più nascoste, raccontando perfino in più episodi il disturbo alimentare di Lady Diana.

Ancora una volta Peter Morgan dipinge un quadro dove le verità storiche, le fantasie personali e i profili psicologici dei personaggi raccontano la storia dell’Inghilterra contemporanea, affidandosi ad un cast eccezionale, all’elegante colonna sonora di Hans Zimmer e di Rupert Gregor Williams e ad una splendida fotografia che sa mettere in risalto la bellezza della campagna inglese. Tutti gli episodi raccontano inizialmente delle vicende che sembrano non avere a che fare con la storia della famiglia reale, ma che, minuto dopo minuto, ne entrano a far parte. Anche in questa quarta stagione di The Crown, al termine di alcune puntate, vengono presentate delle didascalie per spiegare maggiormente alcune scelte o per raccontare la fine di una vicenda narrativa raccontata. La struttura della serie oramai è ben delineata e ripete sempre lo stesso schema senza, però, annoiare lo spettatore.

Le vicende narrate nella quarta stagione sono, probabilmente, le più conosciute dal pubblico ma, nonostante questo, lo sguardo del regista e l’inserimento di alcune licenze poetiche rendono ogni episodio interessante, mai didascalico e sempre coerente all’idea narrativa di partenza. Gli eventi storici, come la Guerra delle Falkland degli anni ’80 o la Guerra del Golfo, non sono trattati in maniera approfondita, ma fanno da sfondo alla personalità di Margaret Thatcher, così come la grande crisi economica inglese degli stessi anni, che portò il paese al più alto tasso di disoccupazione mai visto. Sono tutti momenti storici accennati ma, coerentemente con le altre stagioni della serie televisiva, la protagonista è sempre The Crown, la Corona.

Guarda il trailer della quarta stagione di The Crown


Chiara Marchi

La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)


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