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The Attaché, recensione della serie disponibile su Starzplay

La recensione di The Attaché, serie diretta e scritta da Eli Ben David, anche interprete al fianco di Héloïse Godet. Dal 14 marzo su Starzplay.

Domenica 14 marzo uscirà sulla piattaforma streaming Starzplay la serie televisiva The Attaché, titolo originale HaNispach. Prodotta dagli stessi produttori di Shtisel, una serie israeliana che è possibile trovare su Netflix, The Attaché vede come protagonista l’attore, regista e sceneggiatore Eli Ben-David, affiancato da Héloïse Godet, attrice francese portata al successo dal regista Jean-Luc Godard in Addio al linguaggio.

Si tratta di una serie televisiva composta da dieci episodi, della durata di circa mezz’ora ciascuno, che racconta la storia privata di una famiglia nel contesto degli attacchi terroristici avvenuti a Parigi nel 2015, quelli allo Stade de France e al teatro Bataclan nei quali videro la morte 130 persone di varie nazionalità. Avshalom, il personaggio principale, è un musicista di gran successo, un ebreo israeliano di origini marocchine, marito di Annabelle, una donna francese trasferitasi per amore a Tel Aviv. I due hanno un figlio piccolo, Uri, costretto a trasferirsi insieme al padre a Parigi dopo che Annabelle ottiene il posto di attachè (addetta) presso l’ambasciata israeliana a Parigi.

Avshalom mostra fin da subito delle perplessità circa il suo trasferimento, non appare completamente convinto ed entusiasta e certamente gli avvenimenti che accadranno nel giorno del suo arrivo in Francia non lo rassicureranno. Egli infatti è costretto ad aspettare con il figlio l’arrivo della moglie ritardataria in aeroporto e, nonostante la stanchezza lo condurrebbe a casa per riposare, viene convinto da Annabelle a partecipare ad una festa organizzata in occasione del suo arrivo. Fino a qui tutto sopportabile, ma sarà quello che accadrà dopo a gettare Avshalom in uno stato di estrema angoscia e paura: la sera stessa del suo arrivo avviene l’attacco terroristico e, dopo tutta una serie di situazioni e malintesi, causati anche dal fatto di non conoscere la lingua francese, il protagonista si ritrova dietro le sbarre.

Una volta risolto l’equivoco e fatto uscire di carcere, Avshalom inizia la sua vita parigina, caratterizzata dal costante terrore di ritrovarsi vittima di un attacco terroristico, anche a causa del ruolo politico che detiene la moglie. Le sue giornate sono vuote, ha difficoltà ad imparare la lingua locale, ha dei problemi legati al proprio lavoro di musicista e riversa le sue ansie nel rapporto con la moglie. I due si ritrovano a vivere in un continuo stato di tensione, nonostante il trasferimento a Parigi avrebbe dovuto significare una svolta nella loro vita familiare.

Il primo episodio di The Attaché ha una potenza e un ritmo che convincono lo spettatore a guardarlo interamente con il fiato sospeso, grazie ad una regia e ad un montaggio davvero vivaci. In mezz’ora di episodio, assistiamo ad un vero e proprio cortometraggio thriller, che riesce in poco tempo a raccontare una storia molto particolareggiata, delineando perfettamente i profili dei personaggi ed elargendo le giuste informazioni sui fatti che accadono. Se ci fermassimo al primo episodio, la valutazione su The Attachè sarebbe certamente più che positiva; purtroppo, però, già a partire dal secondo episodio lo sprint iniziale viene meno e scema sempre di più man mano che la storia prosegue.

Difatti, l’unico particolare interessante che la serie tv riesce a portare avanti sono gli atteggiamenti fobici del protagonista in seguito agli eventi traumatici vissuti al suo arrivo a Parigi. Avshalom è un personaggio drammatico nel primo episodio, ma assume le caratteristiche di “macchietta”, quasi di personaggio comico, in quelli successivi. Il fatto di non conoscere la lingua francese, ad esempio, all’inizio viene usata come causa del suo arresto e quindi di una situazione gravemente drammatica; in seguito, invece, diventa la caratteristica principale della comicità del personaggio. La drammaticità e la tensione dell’inizio svaniscono, quindi, in fretta, lasciando posto ad una serie tv come tante altre, che vede le solite dinamiche narrative.

Guarda il trailer ufficiale di The Attaché

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Se ci fermassimo al primo episodio, la valutazione su The Attachè sarebbe certamente più che positiva; purtroppo, però, già a partire dal secondo episodio lo sprint iniziale viene meno e scema sempre di più man mano che la storia prosegue.
Chiara Marchi
La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)

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