lunedì, Agosto 8, 2022
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Suspicion, recensione della serie Apple con Uma Thurman

La recensione di Suspicion, la serie Apple Original diretta da Chris Long e interpretata da Uma Thurman. Dal 4 febbraio su Apple TV+.

Quattro cittadini dall’apparenza insospettabile, gettati a loro insaputa in un gorgo di illusioni e tradimenti. Suspicion prende spunto da uno fra gli incubi più grandi del cittadino moderno, quello di essere incastrato, di trovarsi senza scampo e inerme di fronte alla potenza delle autorità. 

Suspicion, diretta da Chris Long (The Mentalist, 2008; The Right Stuff, 2020) e disponibile su Apple TV+ a partire dal 4 febbraio, vede finalmente il ritorno sul piccolo schermo di Uma Thurman, dopo la sua partecipazione a Chambers (targata Netflix) nel 2019. La serie, nella sua prima stagione, conta un totale di 8 episodi ed è prodotta dalla Keshet Productions.

Suspicion prende spunto dalla serie israeliana False Flag, creata da Maria Feldman e Amit Cohen, in cui cinque cittadini comuni si ritrovano invischiati in un rapimento di portata internazionale. Ed è proprio da questo passaggio che prende inizio tutta l’azione: cinque personaggi – persone assolutamente comuni – vengono colte nei momenti più disparati delle loro esistenze da un accadimento più grande di loro.

Tra matrimoni mandati a monte, crisi familiari e lavorative toccherà ai cittadini britannici Tara (Elizabeth Henstridge), Sean (Elyes Gabel), Aadesh (Kunal Nayyar), Natalie (Georgina Campbell) e Walker (Tom Rhys Harries) cercare di allontanare i sospetti di colpevolezza riguardante il rapimento del figlio della potente magnate americana Katherine Newman (Uma Thurman).

Suspicion si regge su un solido e comprovato schema che amalgama il genere drammatico con il thriller: protagonisti che si muovono come pedine verso una sorgente comune – in questo caso il personaggio interpretato dallaThurman -, segreti il cui svelamento è snocciolato di puntata in puntata, tensione crescente e l’immancabile epilogo del “tutti contro tutti”. È giocata in maniera molto interessante la carta da “intrigo internazionale”, ovvero la differente posizione geografica dei due opposti schieramenti – famiglia del figlio scomparso e gruppo delle ordinary people – che dona alla serie un respiro narrativo effettivamente più ampio. 

Corretta anche la scelta di un cast giovane e navigato nell’universo delle serie televisive accostato ad una guest star di fama internazionale che rende Suspicion un’opera sicuramente aperta a un target di pubblico molto ampio. 

Purtroppo però, date tutte queste premesse, la serie sembra seguire un ordinato percorso classico e prestabilito che, per una strana legge del contrappasso, non sembra farla mai decollare davvero. In Suspicion tutto sembra essere stato pensato per creare un effetto continuo di sbalordimento e di suspense il cui svolgimento però – e non bisogna possedere un occhio così allenato per accorgersene – può sembrare a volte abbastanza prevedibile. 

Anche se Suspicion non sembra quindi essere una proposta di intrattenimento così alternativa e originale, potrà di certo trovare seguito in quella fetta di pubblico che non sa mai rinunciare a una buona dose di complotti e macchinazioni ben congegnati. 

Guarda il trailer ufficiale di Suspicion

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Anche se Suspicion non sembra essere una proposta di intrattenimento così alternativa e originale, potrà di certo trovare seguito in quella fetta di pubblico che non sa mai rinunciare a una buona dose di complotti e macchinazioni ben congegnati. 
Carlotta Guido
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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