mercoledì, Maggio 19, 2021
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Star Wars: The Bad Batch, recensione del primo episodio della serie Disney+

La recensione della nuova serie Star Wars: The Bad Batch, spin-off di The Clone Wars. Dal 4 maggio disponibile in esclusiva su Disney+.

Quando George Lucas diresse il primo Guerre Stellari, nel lontano 1977, probabilmente neppure lui avrebbe scommesso un euro sul successo a lungo termine della sua opera. A distanza di più di quarant’anni, e dopo tre trilogie (l’ultima conclusasi recentemente), l’Universo di Star Wars continua ad alimentare storie ambientate in quella fantomatica “Galassia lontana, lontana…”. Dal cinema si è passati persino alla serialità televisiva (e poi allo streaming). Il successo di The Mandalorian certifica un interesse da parte del pubblico mai sopito per le avventure galattiche; un aspetto testimoniato anche dai notevoli riscontri che hanno avuto le serie animate: Star Wars: The Clone WarsStar Wars RebelsStar Wars Resistance. Si lega a The Clone Wars, conclusi recentemente (nel 2020), la nuova Star Wars: The Bad Batch, dal 4 maggio su Disney+, una sorta di spin-off incentrata su un gruppo di cloni già apparsi nella precedente serie.

Nata sotto il patrocinio diretto di George Lucas, The Clone Wars nell’idea dell’autore sarebbe dovuta essere l’anello di congiunzione tra gli ultimi due episodi della seconda trilogia: Star Wars: L’attacco dei cloni Star Wars: La vendetta dei Sith. Benché a capo il progetto fu assegnato a Dave Filoni (mente dietro anche a The Mandalorian), Lucas partecipò attivamente alle prime stagione della serie animata, suggerendo anche l’introduzione di un gruppo di cloni diversi dagli altri (tutti aventi le sembianze di Jango Fett), ciascuno contraddistinto da specifiche abilità. Il gruppo di nuovi cloni avrebbe dovuto fare il suo esordio in The Clone Wars già nel 2012, sennonché la serie – prodotta dalla Walt Disney, all’epoca già acquirente della Lucas Film – decise di cancellarla bruscamente.

Benché negli anni a seguire lo stesso Filoni si impegnò a sviluppare l’idea di Lucas, l’introduzione nell’Universo di riferimento della cosiddetta “Bad Batch” divenne effettivo solo lo scorso anno, durante l’ultima stagione di The Clone Wars, prodotta da Disney e distribuita sul proprio canale di streaming. Un trampolino di lancio per il gruppo di coraggiosi cloni, facenti parte della cosiddetta “Clone Force 99”, che ora possono vantare una serie a loro dedicata. The Bad Batch si va a collocare temporalmente dopo la fine della Guerra dei Cloni, quando l’Impero sta sfoderando le sue ultime armi per abbattere definitivamente la Repubblica.

Hunter, Echo, Tech, Wrecker e Crosshair sono i “lotti difettosi” a cui si fa riferimento nel titolo. Hunter è un “tracciatore” dotato di un notevole fiuto nel tracciare le prede, Echo è uno stratega militare, Tech, come suggerisce anche il nome, ci sa fare con i computer e le armi, Wrecker ha una forza superiore a quella di qualsiasi altro clone, mentre Sniper è un freddo cecchino. Travolti dalla misteriosa piega che la Guerra dei Cloni ha preso proprio alla fine del conflitto (nella prima puntata si fa menzione della morte del Generale Grievous per mano di Obi-Wan Kenobi), i cloni difettosi incontrano una misteriosa bambina, Omega, che li mette in guardia contro un nemico molto potente.

Affidandosi sempre a un’animazione in computer grafica contraddistinta da forme leggermente squadrate, non dissimile da quella di The Clone Wars RebelsStar Wars: The Bad Batch si preannuncia come una serie avventurosa capace di coinvolgere soprattutto i fan per la sua predisposizione a fungere da ulteriore anello di congiunzione tra gli ultimi due capitoli cinematografici della seconda trilogia. Tornano alcuni dei personaggi storici della saga – da Palpatine al Gran Moff Tarkin, per ora -, che ben si amalgamano con quelli nuovi. Difficile che i componenti della sgangherata (ma affidabile) armata riusciranno a replicare il successo mediatico del Mandaloriano, però la serie di Dave Filoni sembra puntare sui medesimi elementi: azione, tradizione e un pizzico di “romanticismo spettatoriale”.

La prima puntata introduce la narrazione e si affida a un format diverso rispetto a quello che seguiranno: dura, infatti, 70 minuti, mentre gli episodi successivi si fermeranno intorno ai 20. Tra avventura, colpi di scena e ironia (tutti aspetti che hanno da sempre contraddistinto la fortuna della saga), Star Wars: The Bad Batch non ha solo il compito di alimentare l’universo di riferimento, ma anche quello di andare a colmare il vuoto lasciato da The Mandalorian in attesa della nuova serie live action dedicata a Boba Fett (è un caso che si parlerà anche in quel caso di un clone?): The Book of Boba Fett.

Guarda il trailer di Star Wars: The Bad Batch

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Affidandosi sempre a un'animazione in computer grafica contraddistinta da forme leggermente squadrate, non dissimile da quella di The Clone Wars e Rebels, Star Wars: The Bad Batch si preannuncia come una serie avventurosa capace di coinvolgere soprattutto i fan per la sua predisposizione a fungere da ulteriore anello di congiunzione tra gli ultimi due capitoli cinematografici della seconda trilogia
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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