venerdì, Aprile 16, 2021
HomeSerie TvRecensioni Serie TvSoulmates, recensione della serie con Bill Skarsgård e Charlie Heaton

Soulmates, recensione della serie con Bill Skarsgård e Charlie Heaton

La recensione della serie antologica Soulmates, ideata dai creatori di Black Mirror. Dall'8 febbraio disponibile su Amazon Prime Video.

Ognuno di noi almeno una volta nella vita ha sognato di incontrare la propria anima gemella. Un mito, una baggianata, una falsa speranza? Chi lo sa. Immaginate però che sia possibile trovarla senza il bisogno di cercarla personalmente – e quindi evitando di sbagliare persona -, affidandosi a un sofisticato algoritmo che riesce ad individuare la nostra (speculare) dolce metà. È quello che si sono immaginati William Bridges (Black MirrorStranger Things) and Brett Goldstein (Ted Lasso, nominato ai prossimi Golden Globes), gli ideatori della serie antologica Soulmates, dall’8 febbraio disponibile su Amazon Prime Video.

In un futuro molto prossimo al nostro – a parte qualche innovativo oggetto tecnologico tutto sembra più o meno essere rimasto uguale -, l’azienda Soulconnex ha reinventato il concetto di amore grazie all’invenzione di un programma che aiuta le persone ad individuare l’essere umano più affine a loro nel mondo. Una scoperta rivoluzionaria che presenta dei risvolti positivi – di regola, tutti potenzialmente possono ambire alla felicità (quantomeno sentimentale) -, ma che non è esente da complicazioni “umane”: è giusto affidare a una macchina decisioni che dovrebbero scaturire non solo da presunte affinità, ma anche dai sentimenti (per loro natura difficilmente incasellabili in categorie predefinite)?

Anziché proporre una narrazione univoca, Soulmates si affida a una struttura antologica. Le sei puntate da cui è composta la serie cercano di alternare situazioni, generi e criticità relative al processo algoritmico che sempre più persone sperimentano: per insoddisfazione, per trovare la felicità perduta, ma anche perché diventato ormai di moda. In Wathershed (alla lettera: spartiacque), Nikki (Sarah Snook) è felicemente sposata con Franklin (Kingsley Ben-Adir), da cui ha avuto due splendide gemelle. La scelta di un’amica sposata, Jennifer (Dolly Wells), e del fratello di fare il test della Soulconnex la inducono a riflettere sulla propria esistenza e a domandarsi se la scelta di passare il resto della propria vita con il marito sia quella giusta per lei.

Il professore di storia dell’arte David (David Costabile) è protagonista di The lovers (titolo ispirato all’omonimo dipinto di René Magritte: Gli amanti). Conduce una vita agiata anche grazie al matrimonio con Sarah (Karina McAdams), figlia del capo del dipartimento universitario dove lavora. Un passato oscuro, però, continua a minacciare la sua rispettabilità. Mentre una giovane donna, Allison (Sonya Cassidy), appare dal nulla sostenendo di essere la sua anima gemella. Ma sarà vero? Una coppia aperta è invece al centro di Little Adventures (letteralmente: piccole avventure). Libby (Laia Costa) e Adam (Shamier Anderson) si amano, eppure la loro relazione è contraddistinta dalla libertà sessuale. Gli incontri occasionali con altri partner anziché minare il loro rapporto paradossalmente lo animano. Almeno finché non entra nelle loro vite Miranda (Georgina Campbell), l’anima gemella di Libby.

In Messico è ambientato il quarto episodio, intitolato Layover (ovvero: la sosta). Mateo (Bill Skarsgård) è in viaggio per raggiungere in Colombia la sua anima gemella. Durante uno scalo nel paese centroamericano si imbatte in Jonah (Nathan Stewart-Jarrett), che prima lo seduce e poi lo aiuta a recuperare documenti e soldi perduti causa furto. Sarà l’inizio di un’avventura notturna tra feste di paese, polizia locale e pericolosi criminali. Con Break on Through (titolo evocativo che significa: sfondare le barriere) si ritorna negli Stati Uniti. Precisamente in un Texas rurale e (per certi versi) ancora un po’ arcaico. Quando Kurt (Charlie Heaton) scopre di avere un anima gemella, quest’ultima è appena morta in un incidente stradale. Scosso dal dolore, il giovane non ha altro desiderio se non quello di ricongiungersi all’amata togliendosi la vita. Rapito da una misteriosa setta, condivide la sua esperienza con Martha (Malin Åkerman), la quale non è riuscita a superare il trauma della dipartita del marito.

The (Power) Ballad of Caitlin Jones racconta l’avara esistenza di Caitlin (Betsy Brandt): insicura cronica, timida, così debole da farsi mettere i piedi in testa sia dai colleghi a lavoro che dall’odioso compagno nullafacente (Tom Goodman-Hill) a casa. Già da tempo desiderosa di cambiare vita, Caitlin ha provato a fare il test della Soulconnex senza successo. Un giorno, però, viene avvisata che la ricerca – seppure lunga – è andata a buon fine. Conosce così Nathan (JJ Feild), un uomo tanto affascinante quanto ambiguo. Sarà davvero la persona giusta per lei?

Si rimane un po’ spiazzati di fronte a Soulmates. Forse perché, dato il tema trattato, ci si aspettava un’opera diversa, più introspettiva e profonda. Invece, a conti fatti, la serie appare una sorta di prolungamento – quasi uno spin-off – di Black Mirror, fatte naturalmente le debite differenze. Più che affrontare il tema dell’anima gemella dal punto di vista sentimentale – c’è anche questo aspetto, però diviene marginale -, l’antologia proposta da Bridges e Goldstein sfrutta l’espediente narrativo per giocare sulle possibili derive della scoperta, affidandosi a generi predefiniti.

Se il primo episodio, Wathershed, si affida a un registro prettamente drammatico – ed è quindi meno catalogabile -, le successive puntate sono più facilmente classificabili: The lovers The (Power) Ballad of Caitlin Jones sono due thriller puri; Little Adventures Layover sono due commedie; mentre Break on Through ricorre alla fantascienza distopica. I risultati sono altalenanti. E se le commedie, tutto sommato, fanno anche sorridere (ma nulla di più), i thriller appaiono troppo fini a se stessi (ed è costante la sensazione di déjà vu). Decisamente più coinvolgente – e per certi versi più complesso, dato anche il tema dell’elaborazione del lutto – Break on Through, di gran lunga l’episodio migliore.

Rimane così il rammarico nei confronti di un progetto seriale le cui potenzialità erano, sulla carta, enormi; disperse però in una narrazione molto superficiale. E a spiccare sono quasi esclusivamente gli attori: alcuni, a cominciare da Sarah Snook, Bill Skarsgård e Charlie Heaton, davvero notevoli. Soulmates è una serie incapace di emozionare: fredda (per non dire glaciale) anche quando vorrebbe descrivere il divampare dei sentimenti. Un Aspettando Godot lungo sei ore (ogni puntata dura circa sessanta minuti) in cui si attende lo scoccare della scintilla, ma purtroppo si aspetta invano.

Guarda il trailer ufficiale di Soulmates

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Si rimane un po' spiazzati di fronte a Soulmates. Forse perché, dato il tema trattato, ci si aspettava un'opera diversa, più introspettiva e profonda. Invece, a conti fatti, la serie appare una sorta di prolungamento - quasi uno spin-off - di Black Mirror, fatte naturalmente le debite differenze. Più che affrontare il tema dell'anima gemella dal punto di vista sentimentale l'antologia ideata da Bridges e Goldstein sfrutta l'espediente narrativo per giocare sulle possibili derive della scoperta, affidandosi a generi predefiniti.
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

I più letti

- Advertisment -