sabato, Novembre 27, 2021
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So cosa hai fatto, recensione della nuova serie Amazon

La recensione della serie So cosa hai fatto, remake e aggiornamento dell'omonimo slasher film del 1997. Dal 15 ottobre su Prime Video.

Perché prendere un discreto horror di metà anni ’90 e farne una serie televisiva? I motivi possono essere molteplici: l’urgenza di raccontare una storia ancora attuale, l’interesse a recuperare un intreccio narrativo potenzialmente interessante per le nuove generazioni, mancanza di idee. Guardando le prime quattro puntante dell’ultima serie Amazon, So cosa hai fatto, è praticamente impossibile non propendere per l’ultima opzione. Disponibile dal 15 ottobre sul canale streaming della multinazionale di Jeff Bezos (negli ultimi tempi evidentemente più interessato ai viaggi spaziali che non ai contenuti della sua piattaforma), la serie è una sorta di aggiornamento dell’omonimo film diretto da Jim Gillespie nel 1997, a sua volta tratto dal romanzo di Lois Duncan, uscito all’inizio degli anni ’70.

Allison (Madison Iseman) torna a casa, alle Hawaii, per le vacanze estive dopo aver trascorso diversi mesi fuori casa per frequentare l’Università. Ad attenderla ci sono gli amici di sempre: Margot (Brianne Tju), Riley (Ashley Moore), Dylan (Ezekiel Goodman) e Johnny (Sebastian Amoruso). La loro estate però sarà molto diversa da quella dei loro coetanei… inevitabilmente condizionata da un tragico accadimento che ha coinvolto gli amici l’anno precedente.

Creata da Sara Goodman (Gossip Girl), la serie So cosa hai fatto disloca l’azione nella contemporaneità, usa come location per la vicenda le (apparentemente) ridenti Isole Hawaii e aggiorna la storia aggiungendo una componente che potremmo definire “familiare” (ma su questo aspetto non aggiungiamo altro, onde evitare spoiler). Testimonia inoltre, da una parte l’interesse di Amazon nei confronti del genere thriller/horror (vedere anche i recenti film Blumhouse), dall’altra la volontà di creare prodotti che raccontano le nuove generazioni e raccontano le nuove generazioni (si pensi, ad esempio, a The Wild).

Tanti i colpi di scena (fin dalla prima puntata), ma quasi tutti telefonati. Mentre i personaggi non solo sono eccessivamente bidimensionali ma risultano fin da subito abbastanza antipatici (con buona pace degli attori che gli interpretano e che – si vede – ce la mettono tutta). Date le premesse la domanda che ci poniamo è? C’è qualcosa da salvare nella serie So cosa hai fatto? Be’, al di là della sempre pregevole fattura con cui sono confezionate queste serie, è davvero difficile (per non dire impossibile) trovare un qualche elemento capace di stimolare la visione.

L’unico aspetto, forse, capace di catturare l’attenzione, e che oltretutto rappresenta anche un interessante riferimento ai generi noir e thriller, è il tema del doppio. Certamente abusato di questi tempi proprio nei prodotti destinati a un pubblico piuttosto giovane (si pensi ad esempio all’italiano Curon, sponda Netflix), ma comunque sempre affascinate. Naturalmente il nostro giudizio rimane parziale, in attesa di capire come evolverà la storia dopo la quarta puntata (limite imposto alla visione in anteprima). Le premesse – ammettiamolo – non fanno ben sperare.

Guarda il trailer ufficiale di So cosa hai fatto

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Date le premesse la domanda che ci poniamo è? C’è qualcosa da salvare nella serie So cosa hai fatto? Be’, al di là della sempre pregevole fattura con cui sono confezionate queste serie, è davvero difficile (per non dire impossibile) trovare un qualche elemento capace di stimolare la visione.
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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