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Skeleton Crew, recensione dei primi tre episodi della serie di Star Wars

Nuova serie ambientata nell'universo di Star Wars con protagonista Jude Law, Skeleton Crew è disponibile su Disney+ a partire dal 3 dicembre.

Star Wars: Skeleton Crew è la nuova serie ambientata nell’iconico universo narrativo creato da George Lucas, disponibile in streaming su Disney+ a partire dal 3 dicembre (dopo il rilascio dei primi due episodi, i restanti seguiranno un’uscita settimanale). Ambientato in seguito alla caduta del malvagio Impero, e quindi dopo gli eventi narrati ne Il ritorno dello Jedi, questo nuovo viaggio nella galassia lontana lontana promette di regalarci un’avventura vicina ai toni di certo cinema per ragazzi degli anni ’80. Come già fatto dalla popolare Stranger Things prima di lei, Skeleton Crew cerca di ricatturare la magia di film come I Goonies, prendendo come modello principale il viaggio nell’ignoto compiuto dai piccoli protagonisti di Explorers, pellicola diretta da Joe Dante. Un gruppo di giovani amici che si ritrova catapultato nelle profondità dello spazio, senza ben sapere cosa fare.

Al timone di questa operazione troviamo Jon Watts, regista della trilogia di Spider-Man con protagonista Tom Holland, che qui torna a collaborare con lo sceneggiatore dei suoi primi lavori, Christopher Ford, accreditato come co-creatore della serie. Un ritorno per l’autore ad atmosfere affini a quella piccola gemma di Cop Car, dove rileggeva attraverso l’innocenza fanciullesca dei film Amblin il poliziesco duro e puro (se non lo avete visto, ve lo consigliamo. Vale la pena anche solo per vedere Kevin Bacon nel ruolo di un inusuale villain). Nei primi tre episodi, che abbiamo visto per voi in anteprima, si alternano dietro la macchina da presa lo stesso Watts e un altro regista d’eccezione: David Lowery (Sir Gawain e il Cavaliere Verde, Peter Pan & Wendy). Ma i nomi celebri non si fermano qui, visto che alcune delle future puntate porteranno la firma di registi come i Daniels (coppia premio Oscar per Everything Everywhere All at Once) e Bryce Dallas Howard (la figlia di Ron aveva già diretto alcuni episodi di The Mandalorian).

Fra nostalgia anni ’80 e riferimenti ai film classici

Skeleton Crew ci porta su At Attin, pianeta ai limiti della galassia. Mondo che conduce una placida esistenza isolato dal resto dell’universo, dove ognuno deve portare avanti il suo compito prestabilito per concorrere al funzionamento della società. Una realtà che va stretta al giovane Wim (Ravi Cabot-Conyers), che sogna nella sua cameretta di poter diventare un cavaliere Jedi e intraprendere rocambolesche avventure in giro per lo spazio. Un desiderio che, inaspettatamente, verrà presto esaudito. Il ragazzino, infatti, trova insieme all’amico Neel (Robert Timothy Smith) una misteriosa navicella, schiantatasi non si sa quando nella periferia del pianeta. Accettando la sfida di Fern (Ryan Kiera Armstrong) e KB (Kyriana Kratter), due loro coetanee dallo spirito ribelle, i ragazzi salgono a bordo del vascello, quando inavvertitamente viene attivato il salto nell’iperspazio. Sperduti nel mezzo della galassia, i quattro bambini dovranno affidarsi all’ambiguo Jod Na Nawood (Jude Law) per cercare di ritrovare la rotta verso casa.

Un arrembaggio spaziale da parte di alcuni pirati rievoca il prologo dell’originale Guerre stellari (per i più giovani, Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza), dove le truppe imperiali, guidate dal malvagio Darth Vader, assaltavano la navetta della principessa Leia alla ricerca dei piani della Morte Nera. È solo il primo dei tanti rimandi con cui Skeleton Crew si diverte a giocare (sappiamo bene come a queste nuove produzioni piaccia creare paralleli con i classici film di Star Wars, così come accadeva anche nella recente The Acolyte: La Seguace), sotto cui possiamo annoverare anche parte della caratterizzazione del suo protagonista. Wim, infatti, condivide con il mitico Luke Skywalker la voglia di fuggire dal suo piccolo pianeta periferico. Il giovanissimo protagonista rappresenta il classico personaggio che non può assolutamente resistere al seducente richiamo dell’avventura.

Star Wars: Skeleton Crew. Photo by Matt Kennedy. ©2024 Lucasfilm Ltd & TM. All Rights Reserved.

Un’avventura che non convince del tutto

Ma Skeleton Crew tenta anche di distinguersi dalle precedenti serie del franchise, portandoci in un mondo inedito per l’universo di Star Wars, molto simile alla classica suburbia americana. Il pianeta di At Attin, infatti, è composto da quartieri dove sorgono schiere di villette con giardino, molto simili al contesto dove vivono i piccoli protagonisti del cinema per ragazzi preso come riferimento dallo show (non solo i Goon Docks de I Goonies, ma anche il quartiere dove abitano Elliott e la sua famiglia in E.T. – L’extra-terrestre di Steven Spielberg). Wim, inoltre, non è solamente una mera copia carbone dell’ingenuo contadinotto di casa Skywalker, ma sembra un vero e proprio nerd sognatore uscito da uno di quei film degli anni ’80, di quelli che spendono il loro tempo a giocare con le action figure e divorando fumetti (in questo caso, avventure illustrate sui Jedi visualizzate su una specie di tablet).

Il classico ragazzo qualunque che si ritrova presto catapultato in un mondo sconosciuto, alle prese con ostacoli apparentemente troppo grandi per lui e il suo sventurato gruppetto di amici. Un’avventura nell’ignoto, verso pianeti sconosciuti e stazioni spaziali malfamate, dove ritroviamo il solito melting pot di facce poco raccomandabili, a cui siamo abituati sin dalla nostra prima visita alla famigerata taverna di Mos Eisley (anche se, in questo caso, il pensiero va anche all’Ovunque dei film dei Guardiani della Galassia). Detto questo, le piccole novità introdotte nei primi tre episodi, purtroppo, non sono state sufficienti a catturare completamente la nostra attenzione. Skeleton Crew si presenta come l’ennesima storia ambientata nel mondo di Star Wars senza mordente, dove la nostalgia per certo cinema degli anni ’80 non basta a tenere vivo l’interesse dello spettatore. Un’opera che potrebbe stupire solo un pubblico molto giovane e ancora piuttosto a digiuno di prodotti fantastici d’avventura.

Guarda il trailer ufficiale di Star Wars: Skeleton Crew

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Skeleton Crew ci riporta nell'universo di Star Wars, questa volta subito dopo gli eventi de Il ritorno dello Jedi. La serie tv creata da Jon Watts e Christopher Ford cerca di ricatturare la magia di certo cinema per ragazzi degli anni '80, così come aveva già fatto in precedenza Stranger Things. Il risultato è una storia modellata in parte su Explorers, pellicola diretta da Joe Dante, dove un gruppo di ragazzini veniva catapultato nelle profondità dello spazio. Uno show dove la nostalgia per quelle produzioni viene affiancata a richiami a personaggi e momenti classici del franchise. Purtroppo, le poche novità introdotte nei primi tre episodi, che abbiamo visionato in anteprima, non sono bastate per stuzzicare sufficientemente la nostra curiosità. La sensazione è quella di un prodotto rivolto principalmente a un pubblico molto giovane e ancora a digiuno di certe produzioni d'avventura.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Skeleton Crew ci riporta nell'universo di Star Wars, questa volta subito dopo gli eventi de Il ritorno dello Jedi. La serie tv creata da Jon Watts e Christopher Ford cerca di ricatturare la magia di certo cinema per ragazzi degli anni '80, così come aveva già fatto in precedenza Stranger Things. Il risultato è una storia modellata in parte su Explorers, pellicola diretta da Joe Dante, dove un gruppo di ragazzini veniva catapultato nelle profondità dello spazio. Uno show dove la nostalgia per quelle produzioni viene affiancata a richiami a personaggi e momenti classici del franchise. Purtroppo, le poche novità introdotte nei primi tre episodi, che abbiamo visionato in anteprima, non sono bastate per stuzzicare sufficientemente la nostra curiosità. La sensazione è quella di un prodotto rivolto principalmente a un pubblico molto giovane e ancora a digiuno di certe produzioni d'avventura.Skeleton Crew, recensione dei primi tre episodi della serie di Star Wars