sabato, Maggio 18, 2024
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SKAM Italia 6, recensione della sesta stagione della serie Netflix

La recensione di SKAM Italia 6, la sesta stagione della serie Netflix. Protagonista del nuovo ciclo di episodi è Asia, interpretata da Nicole Rossi. Disponibile dal 18 gennaio.

Che meraviglia che è SKAM Italia, la serie nostrana probabilmente più cresciuta nel corso del tempo, quasi come se anche lei fosse “in formazione”, alla pari dei protagonisti delle vicende che racconta. Forse proprio per questa sua natura così forte e incisiva, la creatura di Ludovico Bessegato – ideatore, showrunner e sceneggiatore, colui che l’ha portata in Italia e l’ha adattata dalla matrice norvegese – non ha pagato dazio anche nel momento in cui ha fatto il “salto” e si è emancipata con la quinta stagione, quella che nulla aveva più a che fare con la serie originale.

SKAM Italia 6, interamente disponibile su Netflix dal 18 gennaio, ancora una volta dimostra la bontà di un titolo che è riuscito a catturare spirito, idee, vissuti e soprattutto linguaggi della generazione Z e che ha espanso la portata del suo pubblico al punto che oggi riesce a raggiungere una fetta totalmente verticale di spettatori. Un aspetto conseguenziale data la crescita del gruppo di protagonisti tradizionali, che non poteva far altro che acquisire nel tempo uno status diverso, più da guida e quindi più adulto. La sceneggiatura doveva essere in grado di assecondare la trasformazione in questione e siamo lieti di dire che ci è riuscita benissimo, come già fatto vedere nella stagione precedente.

Questa sesta parte in un certo senso fa un passo ancora più in là, gettando i semi per qualcosa di ancora più ambizioso, ma ci torniamo più avanti. Intanto diciamo che anche stavolta si è deciso di mantenere la solita struttura narrativa, che prevede l’adottare il punto di vista di un personaggio per raccontare la sua storia o, meglio, “la” storia (che la nostra e quella della serie, squisitamente sempre intrecciate) dal suo punto di vista. Nella fattispecie il personaggio è Asia, interpretata da Nicole Rossi, una nuova leva introdotta l’anno scorso, che interagisce principalmente con i coetanei interpretati da Lea Gavino, Andrea Palma e Leo Rivosecchi, senza contare il solito Francesco Centorame. I nostalgici saranno contenti delle comparsate chirurgiche di Ludovica Martino, Federico Cesari, Beatrice Bruschi, Rocco Fasano, Martina Lelio, Greta Ragusa, Pietro Turano e Nicholas Zerbini.

Una secondogenita in cerca d’autore

Quindi, dicevamo, la sesta stagione di SKAM Italia è incentrata sul personaggio di Asia (Rossi), la determinata leader di un gruppo liceale femminista e antifascista. Una ragazza forte e decisa e una confidente spesso dura e cinica, che però (come da tradizione) cela al suo interno una complessità e una fragilità importanti, fatta anche da idiosincrasie e, in questo caso specifico, una questione irrisolta che comporta l’accettazione della propria parte più bambina.

Asia ha una relazione a distanza con “Ben – emoticon” Beniamino (Rivosecchi), che sta studiando negli Stati Uniti, e un rapporto complicato con la sorella maggiore, l’orgoglio di mamma e papà perché decorata da dei risultati sportivi eccelsi (è una tennista fortissima, bravissima, umilissima e lanciatissima). Questo la porta a ritrovarsi ingabbiata in una solitudine sempre più stringente, anche nella sua comfort zone e anche a causa di una relazione spesso insoddisfacente. Per rispondere a questa situazione la ragazza tenta di ricrearsi faticosamente un’identità al di fuori delle mura domestiche, dove però i feedback degli altri e il raggiungimento dei risultati si rivelano un arbitro troppo severo, anche per lei, che è una determinata leader di un gruppo liceale femminista e antifascista.

I risultati dell’attivismo stentano ad arrivare: nessuno va alle riunioni, pochi alle iniziative e l’ambiente scolastico è spesso ostile a qualsiasi tipo di confronto. Le sue amiche e compagne non sempre riescono ad essere abbastanza mature da mettersi da parte e lasciare spazio a lei (anche se anche in questa stagione il gruppo, la rete sociale e l’empatia sono tematiche fondamentali) e la lontananza non aiuta mai a sentirsi apprezzati. In soccorso di Asia arriva un alieno, Giulio (Palma), una trovata narrativa sempre efficace nelle storie teen, che ricorda allo spettatore come la scoperta dell’altro è sempre la soluzione per mettere un piede davanti all’altro.

Una nuova era, vecchio SKAM (per fortuna)

Il codex adamantino della creatrice dello SKAM originale, Julie Andem, prevedeva che qualsiasi remake della sua creatura mantenesse il liceo (e dunque quella specifica fascia d’età) come protagonista di ogni storia raccontata, pena la morte. No, scherziamo, però la morte produttiva sicuramente, era quindi più che prevedibile che nel momento in cui un adattamento si fosse voluto spingere oltre il confine narrativo originale, avrebbe dovuto cambiare. SKAM Italia 5 lo ha fatto intravedere, trovando in un personaggio in particolare il ponte ideale per lanciarsi verso l’ignoto e in questa sesta parte si cominciano a scoprire le carte.

Il gruppo è totalmente nuovo e ha preso il sopravvento su quello classico, riproponendo a volte simili logiche, tematiche e modalità o, ancora delle situazioni sfumate, che permettessero un intervento o un dialogo con il passato, anche di natura metatestuale. Tra questi ultimi, l’aspetto più bello, sorprendente e caratterizzante è quello che riguarda la rilettura della contemporaneità con una precisione e una coerenza sempre puntuale e coinvolgente. La serie di Bessegato ha infatti la straordinaria capacità di far riflettere ogni tipologia di spettatore, anche di età e mondi distanti da quelli sullo schermo. SKAM Italia crede in se stessa e nel cambiare, nel voltare pagina, non si vuole tradire. Il fulcro è allora sempre lo “skam” (“vergogna” in norvegese) che stavolta è la mania del controllo, l’incapacità di accettare l’insicurezza, il tentativo di riempire i vuoti emotivi con la praticità e l’insostenibile peso di un futuro che non può essere prevedibile per natura.

Il disagio giovanile di Asia esplode durante un momento fondamentale della sua crescita e si riversa in una paura notevole nel lasciarsi andare, nel farsi vedere dall’altro o dagli altri, nel dover rispettare un ruolo. La tossicità della corazza che spesso si trasforma in una solitudine alimentata da un circolo vizioso a volte anche di natura vittimistica. La parte romanzata della storia deriva dal fatto che sarà proprio una persona che apparentemente nulla ha a che fare con lei e il suo modo di intendere la vita a portare la rivoluzione. Tematiche rese universali dalla scrittura come sempre splendida e dalle interpretazioni precise degli attori per una serie che forse acquisisce una svolta più teorica, meno epidermica, ma assolutamente benvoluta.

Guarda il trailer ufficiale di SKAM Italia 6

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Skam Italia 6 è la nuova stagione della creatura di Ludovico Bessegato, ormai oggetto cult non solo per il pubblico teen, ma per gli spettatori di ogni età. La seconda parte staccata dal materiale originale. Un ciclo che, appoggiandosi sulle basi poste nella stagione precedente, guarda al futuro, esplorando nuovi personaggi e tematiche senza mai tradire la bontà della propria identità. Una svolta forse appena più teorica, ma bisogna dare tempo ai nuovi di arrivare, ambientarsi e maturare. La serie sembra essere in ottime mani.

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Skam Italia 6 è la nuova stagione della creatura di Ludovico Bessegato, ormai oggetto cult non solo per il pubblico teen, ma per gli spettatori di ogni età. La seconda parte staccata dal materiale originale. Un ciclo che, appoggiandosi sulle basi poste nella stagione precedente, guarda al futuro, esplorando nuovi personaggi e tematiche senza mai tradire la bontà della propria identità. Una svolta forse appena più teorica, ma bisogna dare tempo ai nuovi di arrivare, ambientarsi e maturare. La serie sembra essere in ottime mani. SKAM Italia 6, recensione della sesta stagione della serie Netflix