domenica, Settembre 25, 2022
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She-Hulk: Attorney at Law, recensione dei primi quattro episodi della serie Marvel

La recensione dei primi quattro episodi di She-Hulk: Attorney at Law, la nuova serie dei Marvel Studios con Tatiana Maslany. Dal 18 agosto disponibile su Disney +.

Sarà disponibile dal 18 agosto, come di consueto sulla piattaforma di streaming Disney+, il primo dei nove episodi di She-Hulk: Attorney at Law, la nuova serie dei Marvel Studios che introduce ufficialmente nel MCU il personaggio di Jennifer Walters, cugina di Bruce Banner (l’alter ego di Hulk), che ha esordito nei fumetti negli anni ’80, dapprima come personaggio minore, diventando in seguito, grazie al ciclo di storie scritte e disegnate da John Byrne, uno dei personaggi più noti dell’Universo Marvel.

Ad un ritmo a dir poco vertiginoso, il primo episodio di She-Hulk getta le basi di un racconto che si preannuncia sì divertente e ironico (in fondo, quale prodotto dei Marvel Studios non lo è?), ma allo stesso tempo estremamente intelligente e brillante, che nel corso dei successivi tre episodi si dipana sfruttando tanto gli elementi tipici del legal drama quanto quelli della più scanzonata comedy. I primi quattro episodi sono tutti diretti da Kat Coiro (nota per aver lavorato a serie tv quali C’è sempre il sole a Philadelphia, Shameless e Modern Family), mentre il team di sceneggiatori è guidato da Jessica Gao (Rick and Morty), che nella serie ricopre proprio il ruolo di head writer.

Come anticipato in apertura di articolo, la protagonista di She-Hulk è Jennifer Walters (interpretata da Tatiana Maslany, nota per la serie Orphan Black), avvocata di professione, specializzata in casi legali che vedono coinvolti i superumani. Come una qualsiasi trentenne di oggi, Jennifer cerca di barcamenarsi tra la sua vita professionale (nella quale si rivela particolarmente scaltra e abile) e la sua vita privata (nella quale, invece, non sembra ancora aver trovato un sano equilibro). La sua esistenza si complica ulteriormente quando, a seguito di un pericoloso incidente d’auto, il suo sangue viene a contatto con quello di suo cugino Bruce Banner: Jennifer si trasforma così in una Hulk verde, alta più di due metri e dotata di incredibili superpoteri.

Il focus principale del primo episodio di She-Hulk si rivela essere proprio l’introduzione del personaggio di Jennifer, la sua trasformazione in Hulk e il suo profondo legame con Bruce Banner. La priorità principale di quest’ultimo, infatti, diventa quella di insegnare a Jennifer come regolare le sue emozioni e, soprattutto, controllare i suoi nuovi poteri, cercando di trasmettere alla “neonata” Hulk la saggezza acquisita nel corso di tutti questi anni trascorsi “a fare a botte” con il suo alter ego. Tuttavia, si scoprirà che Jennifer è sorprendentemente abile nel mantenere la calma e nel gestire la sua trasformazione, facendosi portavoce di una consapevolezza rispetto a sentimenti quali la rabbia e la paura che, probabilmente, suo cugino non aveva mai sperimentato prima.

Nel corso dei successivi tre episodi, quindi, diventa chiaro allo spettatore che Jennifer sia decisamente più “attrezzata” per tenere a bada il suo “gigante verde” interiore, svincolandosi in un certo senso dall’eredità di Bruce e dimostrando, soprattutto attraverso gli eventi che scandiscono la sua quotidianità pubblica e privata (come alcuni terribili primi appuntamenti, con una varietà di approcci indesiderati da parte degli uomini), di non essere una copia carbone di suo cugino.

Fin dai primissimi minuti dello show, si capisce che l’intenzione di Gao e del suo team è quella di permettere a Jennifer di instaurare un contatto diretto e intimo con lo spettatore: la nostra protagonista, infatti, rompe fin da subito la quarta parete, rivolgendosi direttamente all’occhio della macchina da presa (espediente che, in realtà, deriva direttamente dai fumetti di Byrne, in cui Jennifer era consapevole di essere un personaggio immaginario e si rivolgeva direttamente ai lettori). Sul piccolo schermo quest’intuizione, seppur abusata nell’odierno panorama cinematografico e televisivo, si rivela in realtà vincente, risultando sempre funzionale (e mai fuori luogo) rispetto agli eventi che scientemente si sceglie di far commentare in prima persona a Jennifer.

La star dello show è ovviamente Tatiana Maslany, che si rivela una Jennifer Walters ricca di carisma, in grado di sfoggiare un tempismo comico inaspettato che emerge tanto nella sua forma umana quanto in quella “superumana” (a tal proposito, la CGI impiegata per dare vita a She-Hulk, aspramente criticata in seguito all’uscito del primo trailer della serie, supera di gran lunga le aspettative, risultando non completamente fluida ma comunque dignitosa). Al suo fianco, ritroviamo alcuni veterani del MCU: oltre al già citato Mark Ruffalo, fantastico come sempre nei panni di Bruce Banner/Hulk (la chimica tra l’attore e la Maslany è a dir poco incredibile), nei primi quattro episodi fanno la loro comparsa anche Benedict Wong nei panni di Wong e, dopo ben quattordici anni dall’uscita de L’incredibile Hulk, Tim Roth in quelli di Emil Blonsky/Abominio (che di recente, però, avevamo visto brevemente in una scena di Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli).

Proprio per la natura così peculiare del lavoro di Jennifer, che la vede in prima linea per cercare di difendere i superumani, è molto probabile che nello show (o almeno, questo è quello che si aspetta la maggior parte dei fan!) faranno la loro apparizione anche altri volti noti del MCU, quindi ogni tipo di sorpresa potrebbe davvero essere dietro l’angolo (si vocifera ormai da tempo di una possibile apparizione del Matt Murdock/Daredevil di Charlie Cox, ma al momento non esiste nessuna conferma in merito, quindi non possiamo far altro che attendere la distribuzione con cadenza settimanale). Tra le new entry, invece, merita sicuramente una menzione speciale il personaggio interpretato da Ginger Gonzaga, la frizzante Nikki Ramos, assistente legale e migliore amica di Jennifer, che aiuterà quest’ultima a lasciarsi andare e ad imparare a “colorare fuori dagli schemi”.

La capacità con cui She-Hulk: Attorney at Law introduce nuovi personaggi e nuove dinamiche all’interno del Marvel Cinematic Universe in maniera leggera, divertente, ma anche interessante e coinvolgente, è sicuramente promettente. I più l’hanno già paragonata ad una sorta di “Ally McBeal in salsa comedy“, ma la verità è che She-Hulk è in grado di abbracciare più generi, affrontando tematiche intriganti ed offrendo anche un punto di vista inedito sull’universo (pubblico e privato) dei supereroi. Tutto questo, unito ad una maggiore fedeltà ai fumetti originali, fa di She-Hulk: Attorney at Law una serie decisamente peculiare, in cui alla classica forza bruta dell’eroe di turno (almeno nei primi quattro episodi, di azione ce n’è veramente poca!) viene anteposto il suo temperamento e, soprattutto, la sua intelligenza.

Guarda il trailer ufficiale di She-Hulk: Attorney at Law

GIUDIZIO COMPLESSIVO

La capacità con cui She-Hulk: Attorney at Law introduce nuovi personaggi e nuove dinamiche all'interno del Marvel Cinematic Universe in maniera leggera, divertente, ma anche interessante e coinvolgente, è sicuramente promettente. I più l'hanno già paragonata ad una sorta di "Ally McBeal in salsa comedy", ma la verità è che She-Hulk è in grado di abbracciare più generi, affrontando tematiche intriganti ed offrendo anche un punto di vista inedito sull'universo (pubblico e privato) dei supereroi.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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