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Scrubs, recensione del revival della serie con Zach Braff

A sedici anni dalla conclusione dello show originale, torna Scrubs con il suo revival. La serie con Zach Braff è disponibile su Disney+ a partire dal 25 marzo.

Non avrà lasciato un segno profondo nell’immaginario collettivo come Greg Daniels con i suoi The Office e Parks and Recreation – i momenti più iconici delle due serie sono ancora ampiamente citati e memati – o ottenuto il successo di pubblico delle longeve sitcom di Chuck Lorre (Due uomini e mezzo, The Big Bang Theory), ma Bill Lawrence è sicuramente un autore che ha saputo ritagliarsi un suo spazio nel panorama della serialità comedy, capace di sfornare opere a cui la definizione “di culto” calza a pennello.

L’eredità di Bill Lawrence

Un produttore e sceneggiatore che è riuscito a mantenere la sua rilevanza anche nell’era delle piattaforme di streaming (Ted Lasso e Shrinking, entrambe create per Apple TV), facendo sentire la sua voce addirittura in contesti lontani dalla sua comfort zone (l’incursione nella commedia da prestige tv con la recente Rooster per HBO). Persino dotato dell’abilità, non così comune, di collaborare e confrontarsi con interpreti di un certo peso e, per certi versi, ingombranti (Harrison Ford, Steve Carrell).

Ma la creazione per cui Lawrence è ancora ricordato con affetto tutt’oggi è indubbiamente Scrubs – Medici ai primi ferri, commedia d’ambientazione ospedaliera che ha fatto breccia anche nei cuori dei millenials italiani durante la sua messa in onda su MTV nella prima decade degli anni 2000. Una serie cult che, sulla scia di operazioni nostalgiche come Le amiche di mamma e That ’90s Show, si appresta a tornare con l’ormai consueto revival. La decima stagione di Scrubs, infatti, sarà disponibile su Disney+ a partire dal 25 marzo con un appuntamento a cadenza settimanale.

Scrubs. Credits: Disney/Darko Sikman

Di cosa parla il revival di Scrubs? 

Dopo il divorzio da Elliot (Sarah Chalke), J.D. (Zach Braff, anche regista del primo episodio) ha lasciato il Sacro Cuore per intraprendere la carriera di medico a domicilio per anziani e facoltosi pazienti. Passati sedici anni, il non più così giovane dottore decide che è giunto il momento di tornare a fare visita al suo vecchio luogo di lavoro. Ma il dr. Cox (John C. McGinley, qui in veste di guest star) approfitta di questa rimpatriata fra amici per investire il suo vecchio pupillo del ruolo di primario di medicina e coinvolgerlo nella formazione dei nuovi disastrosi specializzandi.

“Più clinica di E.R., più cinica di Ally McBeal…”

“Più clinica di E.R., più cinica di Ally McBeal, più piccante di Sex and the City, più frizzante di Friends”. Questo recitava la tagline con cui veniva pubblicizzato Scrubs all’epoca, uno show sì ironico, ma anche un ritratto realistico del mestiere del medico e dei suoi fardelli, che, quando voleva, sapeva assestare le sue belle mazzate (l’episodio dedicato alla morte di Ben, amico fraterno ed ex cognato di Cox interpretato da Brendan Fraser). Si prendevano in giro i medical drama in voga a quel tempo, da Dr. House – Medical Division a Grey’s Anatomy, mettendo alla berlina i loro cliché stereotipati, esponendo come fossero in realtà queste produzioni “serie” le vere caricature di quel complesso e spesso tragico mondo.

E proprio parodizzando l’ultimo grande successo del genere, il pluripremiato The Pitt, con il suo stile eccessivamente concitato e adrenalinico, che esordisce questo revival, in una scena d’apertura che si rivela presto uno dei classici voli di fantasia di J.D.. Passano gli anni, ma il nostro ex ragazzo, che anche il dr. Cox chiama ormai “oldie”, fatica ancora a rimanere con i piedi per terra. Un ritorno a territori familiari, che sembrerebbe far ben sperare nello spirito di questa rimpatriata con il personale del Sacro Cuore.

Scrubs. Credits: Disney/Jeff Weddell

Un mero nostalgia bait, solo per i fan più accaniti

Ma questa nuova incarnazione di Scrubs non riesce ad andare al di là del mero nostalgia bait, limitandosi a fare il minimo sindacale, fra running gag ormai stanche e i suoi classici momenti di comicità surreale. Anche l’idea alla base della serie, quella di far passare J.D. al ruolo di mentore, era già stata usata in parte nella deludente nona stagione, sottotitolata Med School. L’unica novità è la difficoltà di comunicazione con i nuovi specializzandi, con le ormai strabusate battutine sugli appartenenti alla Gen Z, eccessivamente sensibili a ogni cosa (durante la visione, viene più volte voglia di dire agli autori, in tono scocciato, “ok, boomer!”).

Sarà il passaggio di consegne da parte di Bill Lawrence – qui solamente in veste di creatore della serie originale e di produttore esecutivo – alla nuova showrunner Aseem Batra, ma questo Scrubs fatica a ritrovare la brillantezza di una volta. Un prodotto consigliato esclusivamente ai fan più accaniti, con la voglia smaniosa di passare di nuovo del tempo con J.D. e compagnia (sì, sono presenti all’appello anche Turk/Donald Faison e Carla/Judy Reyes).

Guarda il trailer ufficiale di Scrubs

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Dopo produzioni come Le amiche di mamma e That '90s Show, è la volta per Scrubs di tornare con il suo revival. Una decima stagione della commedia d'ambientazione ospedaliera che fa il minimo sindacale, senza mai riuscire a ricatturare la brillantezza dell'originale. La mancanza di Bill Lawrence al timone della serie, che passa il testimone alla nuova showrunner Aseem Batra, si sente. Un nostalgia bait consigliato solo ai fan più accaniti dello show cult.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Dopo produzioni come Le amiche di mamma e That '90s Show, è la volta per Scrubs di tornare con il suo revival. Una decima stagione della commedia d'ambientazione ospedaliera che fa il minimo sindacale, senza mai riuscire a ricatturare la brillantezza dell'originale. La mancanza di Bill Lawrence al timone della serie, che passa il testimone alla nuova showrunner Aseem Batra, si sente. Un nostalgia bait consigliato solo ai fan più accaniti dello show cult.Scrubs, recensione del revival della serie con Zach Braff