HomeSerie TvRecensioni Serie TvScissione Stagione 2, recensione della serie diretta e prodotta da Ben Stiller

Scissione Stagione 2, recensione della serie diretta e prodotta da Ben Stiller

Creata da Dan Erickson e diretta e prodotta da Ben Stiller, la seconda stagione di Scissione è disponibile su Apple TV+ a partire dal 17 gennaio.

Viviamo in un mondo dove certi equilibri fondamentali vengono sempre più rapidamente scombussolati. Mentre la ricchezza dei pochi miliardari del globo aumenta vertiginosamente, complici anche le speculazioni conseguenti il periodo pandemico e la guerra attualmente in corso in Ucraina, la classe media lavoratrice se la passa sempre peggio, fra pesanti rincari e salari sempre meno adeguati. Il lavoro come lo conoscevamo, colonna portante di ogni società, non è più una certezza, mentre avanzano nuove forme di sfruttamento, con occupazioni sottopagate e spesso in condizioni al limite dell’accettabile (il mestiere simbolo di questa era è probabilmente quello dei rider, che sfrecciano senza sosta in bicicletta per le strade delle nostre città). Lavoratori poveri, spaventati e inconsapevoli, disposti ad accettare quasi di tutto pur di portare a casa l’esigua pagnotta (gli operatori del call center di Tutta la vita davanti, timorosi anche di chiedere il permesso di andare in bagno).

Di sicuro, in questo contesto, l’esagerazione grottesca del futuro prossimo presentato in Scissione, geniale serie di Apple TV+, non sembra poi così assurda e lontana. Una realtà dove una multinazionale senza scrupoli, la Lumon Industries, vorrebbe esportare in tutto il mondo la pratica della scissione; ovvero, la compartimentazione della memoria degli impiegati in due personalità distinte, una privata e l’altra lavorativa (nella serie sono chiamate, rispettivamente, “interno” ed “esterno”), con la possibilità di imporre a quest’ultima qualsiasi forma di sopruso, senza la benché minima possibilità che il mondo esterno lo venga a sapere, compresa la vittima stessa (varcate le porte dell’ascensore dell’ufficio, l’altra personalità prende subito il controllo). Idea geniale quella partorita da Dan Erickson, creatore della serie, capace come nessun altro di catturare certe inquietudini del nostro presente.

La storia finora

Un microcosmo lavorativo tanto strampalato quanto angosciante, pronto a riaccoglierci anche nella seconda stagione, disponibile a partite dal 17 gennaio sulla piattaforma di streaming di Apple (gli episodi seguiranno la classica formula dell’uscita settimanale, per un totale di dieci appuntamenti). Torna il produttore esecutivo Ben Stiller (High Desert), anche regista di metà delle puntante, prendendosi l’onere di dirigere sia il primo che l’ultimo episodio della stagione. Avevamo lasciato i dipendenti del dipartimento Macrodata in pieno ammutinamento (trovate qui la nostra recensione della precedente annata), con Dylan (Zach Cherry) sgattaiolato in sala macchine per risvegliare la personalità interna dei suoi amici mentre si trovano nel mondo esterno. Un atto che porta ad alcune rivelazioni sconvolgenti: Helly (Britt Lower) scopre di essere la figlia di James Eagan, CEO della Lumon, mentre Irving (John Turturro) apprende che l’esterno di Burt (Christopher Walken), collega di cui è innamorato, è sposato con un altro uomo. Ma la sorpresa forse più scioccante tocca a Mark (Adam Scott), che grazie a una foto arriva a capire come Casey, consulente per il benessere dell’azienda, sia in realtà sua moglie Gemma, creduta morta in un incidente stradale.

Dopo un finale che ha minato alcune delle nostre certezze, la seconda stagione di Scissione ci catapulta immediatamente, nel suo episodio d’esordio, in una situazione non proprio confortevole. Sono passati cinque mesi da quella che ormai è nota come “Macrodat Uprising”, ovvero l’atto di ribellione dei quattro protagonisti, quando l’interno di Mark rientra nel suo asettico posto di lavoro. Trova ad accoglierlo un contesto completamente stravolto: i suoi tre compagni di sventura, infatti, sono stati licenziati e sostituiti da nuovi colleghi, due dei quali interpretati da Bob Balaban e Alia Shawkat. La serie fa di tutto per non mettere lo spettatore troppo a suo agio, che inizia quasi sin da subito, insieme allo smarrito protagonista, a sentirsi un pesce fuor d’acqua. Il senso di straniamento è dato anche dall’introduzione di alcuni personaggi davvero bizzarri, come Dario R. (Stefano Carannante) – collega che parla in un fluente italiano, venendo comunque inspiegabilmente compreso dai sui compagni – e Miss Huang (Sarah Bock), nuova vicedirettrice bambina che si comporta con innaturale maturità.

Una conferma dei pregi della prima stagione

Un senso di straniamento che sfocia nei territori del perturbante, estendendosi anche al di fuori dell’ufficio e in nuovi inquietanti scenari (una sperduta foresta innevata, non si sa bene dove collocata), dove i due mondi dei protagonisti, quello interno ed esterno, iniziano presto a confondersi, in un processo per niente indolore. Il confine tra realtà e incubo diventa sempre più sfumato, con disturbanti derive al limite del lynchiano (l’apparizione di alcuni misteriosi doppelgänger). Anche una volta che il gruppetto di amici è finalmente riunito, viene trovato il modo di minare la loro armonia interna (Helly mente e tiene nascosta la sua vera identità agli altri, portando Irving a non fidarsi di lei). Il germe del dubbio si insinua irrimediabilmente nelle menti dei nostri eroi e di conseguenza in quelle di noi spettatori.

La nuova stagione di Scissione mantiene tutti i pregi della bellissima prima annata, attingendo dallo stesso immaginario distopico di cui vi avevamo già parlato all’epoca, come l’incubo burocratico di Brazil, pellicola di culto diretta da Terry Gilliam. Ritornano i soffocanti spazi bianchi e asettici del piano interrato della Lumon, memori de L’uomo che fuggì dal futuro di George Lucas, dove si aggirano sperduti Mark e i suoi compagni. Un labirinto aziendale all’apparenza sconfinato, dove le figure umane, isolate e intrappolate, sono spesso riprese da distanza, ricordando alcuni quadri di Edward Hopper. Scissione non solo conferma i suoi punti forti, ma evita anche di cadere nella monotonia, riuscendo a rinnovare con capacità la tensione pressante e l’interesse per i destini dei suoi vulnerabili personaggi.

Guarda il trailer ufficiale di Scissione S2

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Dopo la sorprendente prima annata, torna Scissione con la sua seconda stagione, brillante serie distopica ideata da Dan Erickson. Ritorna il produttore esecutivo Ben Stiller, anche dietro la macchina da presa in cinque dei dieci episodi. Una stagione che riconferma tutti i pregi della sua riuscita predecessora, dal tono grottesco, che spesso scivola nei territori del perturbante, all'utilizzo magistrale degli spazi asettici e labirintici degli uffici della Lumon Industries. Questa nuova annata riesce abilmente a rinnovare la tensione e l'interesse per i destini dei suoi vulnerabili protagonisti, senza cadere nella monotonia della reiterazione pedissequa.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

Dopo la sorprendente prima annata, torna Scissione con la sua seconda stagione, brillante serie distopica ideata da Dan Erickson. Ritorna il produttore esecutivo Ben Stiller, anche dietro la macchina da presa in cinque dei dieci episodi. Una stagione che riconferma tutti i pregi della sua riuscita predecessora, dal tono grottesco, che spesso scivola nei territori del perturbante, all'utilizzo magistrale degli spazi asettici e labirintici degli uffici della Lumon Industries. Questa nuova annata riesce abilmente a rinnovare la tensione e l'interesse per i destini dei suoi vulnerabili protagonisti, senza cadere nella monotonia della reiterazione pedissequa.Scissione Stagione 2, recensione della serie diretta e prodotta da Ben Stiller