giovedì, Agosto 18, 2022
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Physical, recensione della serie dark comedy con Rose Byrne

La recensione di Physical, la serie dark comedy interpretata da Rose Byrne. Disponibile dal 18 giugno su Apple TV+.

Indossa scaldamuscoli, un body, una fascia che le raccoglie una voluminosa chioma riccia e mora ed è pronta a salire sul palco, ma non è Alexandra Owens di Flashdance; infatti stiamo parlando del personaggio di una delle ultime serie uscite sulla piattaforma Apple TV+, Physical, e il nome della protagonista è Sheila Rubin, interpretata da una bravissima Rose Byrne (che abbiamo visto in molte commedie tra cui Le amiche della sposa e Cattivi vicini e nel dolcissimo film di animazione Peter Rabbit, il cui seguito uscirà il 1° luglio nelle sale italiane).

Ad un primo sguardo Physical ricorda molto il film di Adrian Lyne, soprattutto per l’ambientazione e l’atmosfera anni ’80, per l’aspetto della protagonista e la sua grande voglia di riscatto, ma bastano cinque minuti per rendersi conto che Sheila Rubin non è certamente la ragazza umile di Flashdance. Sheila Rubin sembra la classica casalinga americana volenterosa e premurosa nei confronti della figlia e del marito, ma in realtà, qui è il caso di dirlo, l’apparenza inganna. I suoi continui pensieri, resi attraverso una voce fuori campo, rivelano una donna misantropa, meschina, spregiudicata e pronta a giudicare negativamente chiunque trovi sul proprio cammino. È come se la donna vivesse due vite parallele, tanto che quando non è intenta nelle faccende domestiche è solita rifugiarsi in una stanza di un motel e dare sfogo a tutti i suoi pensieri ed istinti, in particolar modo cede in modo compulsivo al cibo. Il suo aspetto farebbe pensare ad una donna in pace con il proprio corpo, in realtà la vera Sheila soffre di bulimia e mangia cibo-spazzatura per poi rigurgitarlo e tornare apparentemente alla donna perfetta che tutti si aspettano.

I suoi pensieri, infatti, sono spesso giudizi sull’aspetto fisico delle altre madri, soprattutto relativamente ai loro kili di troppo (potremmo dire che Sheila è grasso-fobica). Nonostante il suo aspetto impeccabile, Sheila vorrebbe essere più magra, più bella e più giovane e riesce a trovare nei corsi di ginnastica aerobica una soluzione al suo malessere. La donna, infatti, negli anni ’60 era stata ballerina ma non era riuscita ad ottenere il successo sperato così, dopo aver sposato un professore universitario, si era adagiata in quella vita noiosa da madre di famiglia. Con la determinazione che la contraddistingue, e che spesso rischia di metterla nei guai, Sheila riesce a convincere la sua insegnante di aerobica a cederle la palestra per organizzare lei stessa dei corsi, ma certamente questo non sarà il suo traguardo, le sue aspirazioni saranno vette ancora più alte.

Physical è stata scritta da Annie Weisman, produttrice di Desperate Housewives, certamente un talento nel saper rintracciare i lati più oscuri del mondo femminile. La costruzione del personaggio di Sheila è impeccabile, vi è una caratterizzazione di questo personaggio che fa immergere lo spettatore totalmente nella storia; tuttavia Sheila, di certo, non è una figura in cui facilmente ci si immedesima, tanto è complicato e destabilizzante il suo profilo psicologico. L’unico neo, o forse no, di questo lavoro è l’assenza degli altri personaggi; terminata la visione, infatti, difficilmente resta il ricordo del marito, della maestra di aerobica, della figlia di Sheila. Questo personaggio è talmente complesso da far sparire gli altri; inoltre è doppio, grazie all’escamotage della voce fuori campo che ne rivela i pensieri. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto è certamente interessante sentire come il linguaggio di Sheila cambi: i suoi pensieri sono espressi con una fortissima volgarità al contrario delle parole dette.

Physical non è una commedia, ma affronta tematiche importanti con una sorta di leggerezza molto gradevole e spesso divertente, così come è divertente perdersi nel vortice dei pensieri di Sheila e tuffarsi ancora una volta nell’America degli anni ’80, grazie anche ad una colonna sonora tutta da ballare.

Guarda il trailer ufficiale di Physical

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Physical non è una commedia, ma affronta tematiche importanti con una sorta di leggerezza molto gradevole e spesso divertente, così come è divertente perdersi nel vortice dei pensieri di Sheila e tuffarsi ancora una volta nell’America degli anni ’80, grazie anche ad una colonna sonora tutta da ballare.
Chiara Marchi
Chiara Marchi
La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)

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