venerdì, Aprile 12, 2024
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Pam & Tommy, recensione della miniserie con Sebastian Stan e Lily James

La recensione della miniserie Pam & Tommy incentrata sulla relazione tra Pamela Anderson e Tommy Lee. Disponibile su Star, all'interno di Disney+, dal 2 febbraio.

È probabilmente scontato, ma è impossibile scrivere un articolo incentrato sull’attrice Pamela Anderson senza partire dalla serie tv che l’ha resa celebre, trasformandola in una delle icone erotiche di fine millennio. È anche grazie a lei, d’altronde, se Baywatch ha monopolizzato l’immaginario popolare negli anni ’90. La sua CJ Parker, dal fisico statuario e i capelli biondissimi, trasformò l’attrice in una moderna pin-up, aprendole le porte di Hollywood.

La sua prima apparizione come protagonista, nel film Barb Wire di David Hogan, fu però un tale insuccesso da sancire il repentino e prematuro declino della (potenziale?) star. Una debacle artistica accentuata anche dallo scandalo (video) sessuale che travolse nel 1998 l’attrice e il marito dell’epoca, il batterista dei Mötley Crüe Tommy Lee; vicenda quest’ultima al centro della nuova serie tv Pam & Tommy, dal 12 febbraio disponibile su Star all’interno di Disney+.

Chi era abbastanza grande alla fine degli anni ’90 ricorderà il battage mediatico generato dalla notizia della pubblicazione sul web del videotape che mostrava la Anderson e Lee fare sesso in modo esplicito. Un accadimento che ebbe un impatto ovviamente devastante sulla coppia, raccontato con minuzia di particolari (e qualche inevitabile licenza poetica) nella serie sviluppata da Evan Goldberg e Seth Rogen (quest’ultimo anche attore) e scritta da Robert D. Siegel (The Founder). Un progetto caldeggiato per cinque anni e tenuto a battesimo dal regista australiano Craig Gellaspie (Crudelia), autore dei primi tre episodi.

Candidata ad essere una delle serie dell’anno, Pam & Tommy è un’opera folle come la storia che racconta (principalmente assurda, ma anche profondamente drammatica): quella di un banale furto capace di generare “involontariamente” un terremoto mediatico in grado di sconvolgere non solo il mondo dello showbiz statunitense, ma anche la vita dei due individui derubati (al di là del loro status di celebrità). È bene specificare, però, che la serie prodotta dalla rete televisiva americana Hulu, pur essendo incentrata sul furto del video e sulla sua “commercializzazione” tramite (l’allora rudimentale) web, dedica ampio spazio al rapporto tra la Anderson e Lee, alternando le loro vicissitudini familiari (dal primo incontro al divorzio) alla storia di colui che causò lo scandalo, tale Rand Gauthier.

Carpentiere nella villa di Pamela Anderson (Lily James) e Tommy Lee (Sebastian Stan), lo spiantato Rand (Seth Rogen) ha un alterco con il padrone di casa e viene licenziato in tronco. Deciso a vendicarsi, l’operaio si introduce di notte nella villa dei coniugi Lee e ruba una cassaforte custodita nel garage dell’abitazione. Una volta aperta, Rand scopre al suo interno, oltre a oggetti di valore, anche una videocassetta contenente un sextape amatoriale con protagonista l’attrice di Baywatch e il batterista metal. Grazie all’amico Uncle Mittie (Nick Offerman), regista di film porno, riesce a entrare in contatto con la malavita losangelina per finanziare un progetto ambizioso: utilizzare internet e i pagamenti con carta di credito online per vendere le copie contraffatte del video. Ovviamente le cose non andranno come previsto.pam & tommy

Pam & Tommy racconta un fatto di cronaca con uno stile che muta quasi ad ogni puntata (in certi casi anche durante il corso dello stesso episodio). Istanze comiche e drammatiche talvolta si alternano, in qualche occasione si mescolano, in altri casi si sublimano grazie all’utilizzo (parco) del registro surreale (impagabile il dialogo tra Tommy e il suo pene nella seconda puntata). Una scelta, quella degli autori, che infonde alla serie una vitalità travolgente e allucinata capace di catturare dal primo all’ultimo episodio, ben supportata da una scrittura a tratti esuberante (da antologia il ritmo di alcuni dialoghi). Il continuo cambio di prospettiva (da una parte le vittime Pamela e Tommy, dall’altra il maldestro carnefice Rand), pur mettendo la serie a rischio sul fronte della ripetitività, contribuisce a renderla dinamica e accattivante.

Si tratta di qualità innegabili, da mettere giustamente in evidenza, che al contempo non riescono però a nascondere del tutto gli evidenti limiti dell’operazione. Perché se è vero che Pam & Tommy è una serie piacevole da vedere, è altrettanto vero che la parte potenzialmente più interessante (la causa legale intentata dai coniugi Lee al canale per adulti Penthouse, deciso ad accaparrarsi illegalmente i diritti esclusivi del videotape) è relegata a poche (ma  significative) scene che spostano l’attenzione sulle conseguenze mediatiche della pubblicazione del video, ponendo l’accento sul diverso atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti di Tommy (l’uomo che ha dimostrato di essere “un grande”) e Pamela (il cui corpo finisce alla mercé di tutti). Una scelta discutibile quella della serie, che a tratti appare quasi inconsapevole riguardo alle problematiche che la storia raccontata fece emergere all’epoca e continua a sollevare – con ancor più consapevolezza – oggi (vedere alla voce revenge porn).

Così, alla fine ciò che convince di più di Pam & Tommy è la tenerezza con cui sono descritti i due protagonisti. Tenerezza che contagia lo sguardo di uno spettatore che non può non provare simpatia per questi due “sbandati” prigionieri di un amour fou totalizzante e (talvolta) malsano, destinati alla disfatta ma comunque fieri di andare incontro al proprio (inevitabile) fallimento: lei sogna di diventare una grande attrice ma dovrà fare i conti con l’insuccesso; lui, ex stella dell’heavy metal, condivide con la sua band un declino creativo dal quale non riesce a prendere le distanze. Due efficaci caratterizzazioni rese possibili anche grazie alle magistrali performance di una coraggiosa e irriconoscibile Lily James (strepitosa) e di un Sebastian Stan che finalmente può mettere in mostra il proprio istrionico talento affrancandosi dalla maschera di Bucky Burns.

Guarda il trailer ufficiale di Pam & Tommy

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Quello che convince di più di Pam & Tommy è il modo in cui sono descritti i due protagonisti. C'è una tenerezza contagiosa che contraddistingue la descrizione di Tommy e Pamela. Due "sbandati" prigionieri di un amour fou totalizzante e (talvolta) malsano, destinati alla disfatta. Due efficaci caratterizzazioni rese possibili anche grazie alle magistrali performance di una coraggiosa e irriconoscibile Lilly James (strepitosa) e di un Sebastian Stan che finalmente può mettere in mostra il proprio istrionico talento.
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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Quello che convince di più di Pam & Tommy è il modo in cui sono descritti i due protagonisti. C'è una tenerezza contagiosa che contraddistingue la descrizione di Tommy e Pamela. Due "sbandati" prigionieri di un amour fou totalizzante e (talvolta) malsano, destinati alla disfatta. Due efficaci caratterizzazioni rese possibili anche grazie alle magistrali performance di una coraggiosa e irriconoscibile Lilly James (strepitosa) e di un Sebastian Stan che finalmente può mettere in mostra il proprio istrionico talento.Pam & Tommy, recensione della miniserie con Sebastian Stan e Lily James