mercoledì, Agosto 10, 2022
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Obi-Wan Kenobi, recensione della serie di Star Wars con Ewan McGregor

La recensione di Obi-Wan Kenobi, la serie live action di Star Wars con Ewan McGregor. Disponibile su Disney+.

Obi-Wan Kenobi è uno dei personaggi più iconici del franchise di Star Wars (Guerre stellari, per i fan di lunga data), probabilmente secondo per importanza solo al leggendario signore dei sith Darth Vader. Il primo vero e proprio cavaliere jedi ad apparire sul grande schermo nella pellicola capostipite della saga, ora nota come Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza.

È stato Obi-Wan – meravigliosamente interpretato da Sir Alec Guinness – ad introdurci per la prima volta alla Forza; il primo personaggio a cui abbiamo visto brandire una spada laser, per poi perire nel fatidico duello con il suo ex padawan. In seguito, nella trilogia prequel – dove Ewan McGregor ha vestito i panni dell’eroe da giovane – abbiamo avuto modo di conoscere meglio il suo passato e il suo rapporto con Anakin Skywalker (Hayden Christensen).

Dall’acquisto di Lucasfilm da parte di Disney, il ritorno dello jedi per antonomasia, in una storia ambientata nel periodo tra le due trilogie, era solo una questione di tempo. Pensato inizialmente come uno dei film della serie Star Wars Anthology (Rogue One: A Star Wars Story, Solo: A Star Wars Story), il progetto dedicato a Obi-Wan Kenobi è stato in seguito trasformato in una serie tv, uscita sulla piattaforma Disney+ tra il 27 maggio e il 22 giugno. Scritta dal team composto da Joby Harold (Army of the Dead), Hossein Amini (L’alienista), Stuart Beattie (Collateral), Hannah Friedman (Trolls – La festa continua) e Andrew Stanton (Toy Story 4), la serie è diretta da Deborah Chow (The Mandalorian).

I sei episodi di Obi-Wan Kenobi sono ambientati dieci anni dopo gli eventi di Star Wars: Episodio III – La Vendetta dei Sith, ultimo capitolo dei prequel, e nove prima di Una nuova speranza. Il maestro jedi (di nuovo McGregor), dopo la caduta dell’ordine, si nasconde su Tatooine, vegliando sul giovane Luke Skywalker (Grant Feely). Il rapimento della principessa Leia (Vivien Lyra Blair) lo spinge a tornare in azione, mentre l’inquisitrice Reva (Moses Ingram) e lo stesso Lord Vader (Christensen, doppiato dal leggendario James Earl Jones) sono sulle sue tracce.

Questo nuovo viaggio nella galassia lontana, lontana ci riporta in luoghi familiari, i paesaggi desertici di Tatooine, come familiari sono anche alcuni dei comprimari (Joel Edgerton e Bonnie Piesse ritornano nei panni degli zii di Luke, così come Jimmy Smits in quelli del senatore Organa). Purtroppo questo tuffo nostalgico non è accompagnato dalle note dei temi classici, grandi assenti di questa produzione (nonostante la presenza di Vader in diversi episodi, la celebre Marcia imperiale verrà suonata solo sul finale).

obi-wan kenobi recensione

È bello vedere Ewan McGregor nei panni di un Obi-Wan più maturo, anello di congiunzione tra quello dei prequel e l’iconico personaggio interpretato da Guinness; sfortunatamente però la serie soffre di alcune mancanze, più gravi della succitata assenza delle storiche musiche di John Williams. La storia portata in scena da Obi-Wan Kenobi è purtroppo fine a se stessa; una vicenda che poco aggiunge alla mitologia della saga, oltretutto creando anche qualche piccola, ma fastidiosa, incongruenza con i capitoli cronologicamente successivi.

Dal punto di vista della scrittura, lo show Disney+ non brilla particolarmente, con alcuni infelici buchi di sceneggiatura; vere e proprie insensatezze che compromettono la logica e la credibilità di alcune azioni dei personaggi. Un difetto a cui si va a sommare una produzione non all’altezza, tra fondali green screen posticci e set spogli, non al livello di quanto visto nelle precedenti The Mandalorian e The Book of Boba Fett.

La regia di Deborah Chow risulta poco efficace, incapace di infondere il giusto pathos ad alcuni momenti chiave (il primo confronto tra Kenobi e Vader, alla fine del terzo episodio, sembra una scena uscita da qualche slasher di serie B). Dovremo attendere l’ultimo episodio per assistere a qualcosa di davvero memorabile, sia dal punto di vista formale che drammatico. Una serie che pecca anche sul versante del puro divertimento; l’unica puntata con la giusta dose di avventura è la quarta, ampiamente ispirata alla parte centrale di Una nuova speranza (il salvataggio di Leia dalla Morte Nera).

Obi-Wan Kenobi purtroppo è una produzione non all’altezza delle aspettative, dove il carisma di McGregor e la simpatia di Blair (l’interprete della giovanissima Leia) non bastano a salvare la baracca. Uno show consigliato solo agli irriducibili della saga ideata da George Lucas (se non avete ancora visto The Mandalorian, meglio rivolgere le vostre attenzioni alla creatura Jon Favreau).

Guarda il trailer ufficiale di Obi-Wan Kenobi

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Obi-Wan Kenobi vede il ritorno di Ewan McGregor nei panni dell'iconico cavaliere jedi. La serie, collocata temporalmente tra la trilogia prequel e quella classica, ha purtroppo gravi mancanze sia dal punto di vista della scrittura che della regia. Una storia non particolarmente incisiva si somma ad una produzione non all'altezza, soprattutto se confrontata con le altre serie di Star Wars (The Mandalorian, The Book of Boba Fett).
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Obi-Wan Kenobi, recensione della serie di Star Wars con Ewan McGregorObi-Wan Kenobi vede il ritorno di Ewan McGregor nei panni dell'iconico cavaliere jedi. La serie, collocata temporalmente tra la trilogia prequel e quella classica, ha purtroppo gravi mancanze sia dal punto di vista della scrittura che della regia. Una storia non particolarmente incisiva si somma ad una produzione non all'altezza, soprattutto se confrontata con le altre serie di Star Wars (The Mandalorian, The Book of Boba Fett).