MotherFatherSon, recensione della miniserie con Richard Gere

scritto da: Salvatore Cusimano

MotherFatherSon, composta da 8 episodi e creata da Tom Rob Smith (L’assassinio di Gianni Versace), è una miniserie BBC Two disponibile in Italia su Sky Atlantic e NOW TV che vede nelle vesti di protagonista un’icona come Richard Gere, nel ruolo dell’influentissimo magnate dei media Max Finch, il quale, nel primo episodio, torna a Londra per ricominciare ad occuparsi delle prossime elezioni nel Regno Unito, ma anche del figlio e del rapporto complicato con lui.

Il ritratto che man mano va sviluppandosi è quello di una famiglia a dir poco disastrata: il figlio Caden (interpretato Billy Howle), che gestisce con grande incertezza il quotidiano fondato dal padre, perennemente tormentato dalle aspettative irraggiungibili di quest’ultimo e proprio per questo inghiottito in un vortice di eccessi; e la madre Kathryn (interpretata da Helen McCrory), con un passato a dir poco tormentato, obbligata al divorzio ma soprattutto a rinunciare al figlio fin da piccolo.

Ne viene fuori per l’appunto un ritratto per nulla idilliaco, che si intreccia in modo quasi naturale con un altro livello della narrazione, che ha a che fare col rapporto tra i media, la politica e il potere e le conseguenze che possono scaturire da questo tipo di legame: un legame che non è per niente naturale, ma ovviamente presente in tutte le democrazie occidentali e non solo.

Il contrasto tra il carattere passionale di Kathryn e il carattere freddo di Max, con in mezzo l’insicuro Caden, è la trave portante dell’intera miniserie, cui si aggiunge anche una venatura crime, con due giornalisti dello stesso quotidiano di Max che indagano su un omicidio poco chiaro, che è stato insabbiato e che potrebbe palesare inquietanti segreti proprio sul magnate Max Finch. Quando l’equilibrio di Caden si rompe rendendolo ancora più indifeso, attorno a sé si riuniranno i genitori, con momenti di affetto, ma anche di repulsione inaspettati. Billy Howle, in questo quadro, regala un’interpretazione da incorniciare, mostrandosi crudo e vero nella sua battaglia intima.

Il contorno di personaggi, con le loro singole storie, dall’assistente personale di Max, Lauren Elgood, alla giornalista Maggie Barns, dai contendenti alla futura tornata elettorale, l’attuale Primo Ministro Jahan Zakari e la sua contendente Angela Howard (per non tacere anche su Orla, misteriosa donna dal misterioso passato, che fa breccia nel cuore di Caden), rappresentano un buon cast d’insieme, ma forse si esagera troppo con le tematiche affrontate, mischiando esageratamente l’aspetto privato con quello pubblico.

Lasciando agli spettatori un senso di incompiutezza nel finale, la miniserie fa presagire una possibile seconda stagione, anche se i primi rumor parlano di scarso successo in patria e di un ruolo troppo impegnativo per Richard Gere (qui al suo debutto in una serie destinata a piccolo schermo), forse troppo lontano da certi modelli narrativi che, nonostante il buon risultato finale, probabilmente non gli si addicono.

Guarda il trailer ufficiale di MotherFatherSon


Siti Web Roma